familiari
Sinossi. Il maresciallo Damasi e l’appuntato Circosta sono alle prese con il rinvenimento di uno scheletro nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina. Il nuovo romanzo di Daniele Mencarelli. Un enigma che svela un mondo nero, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza, in cui si aggirano personaggi macchiati dalla colpa, intossicati da errori e sogni. In loro si annida la luce di un riscatto. Nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, viene rinvenuto uno scheletro con qualche brandello di pelle. Questi poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima, solo la fatalità e le particolari condizioni ambientali hanno potuto salvaguardarli. A occuparsi del caso sono i carabinieri di Latina, nella persona del maresciallo Damasi e dell’appuntato Circosta, un giovane senza tante pretese né qualità, ma con una fame insaziabile di esperienza. Bisogna dare un nome a quelle ossa, per questo vengono convocate quattro persone, quattro presunti familiari. In tutto tre famiglie che hanno denunciato, in epoca compatibile con lo stato dei resti, la scomparsa di un loro caro. Chi avrà lo stesso DNA recuperato dallo scheletro vincerà una lotteria lunga anni di speranze e ricerche vane. Potrà finalmente piangere il proprio congiunto sparito nel nulla. Daniele Mencarelli in questo romanzo fa qualcosa di nuovo e forse di inaspettato. Attorno a un enigma che agita nei personaggi parole segrete risvegliando spettri di dolori irrisolti, ci mostra un mondo nerissimo, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza. A raggrumarlo, a cementarne le fondamenta, c’è un’energia che viene da lontano, che mai è scomparsa e sempre si trasforma, cristallizzata nelle strade, nell’architettura, nella storia di una città, Latina, che per alcuni continua a chiamarsi Littoria. Un’energia che entra nei corpi e nelle menti, diviene pulsione odiosa, deflagrazione di virilità frustrata, gesto feroce e autorità implacabile, divisa d’ordinanza e consuetudine alla sopraffazione, scansione di ordine e gerarchia. In queste oscurità si muovono le anime che Mencarelli come pochi sa raccontare, figure macchiate dalla colpa, assuefatte alla disperazione, intossicate da errori e sogni. In loro si annida il tesoro più prezioso, la luce di una redenzione e di un riscatto, l’attimo folgorante in cui il male diviene verità, senza vincoli e coercizioni.
Autore: Daniele Mencarelli
Editore: Sellerio
Genere: Poliziesco
Pagine: 304
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Edoardo Guerrini
“Quattro presunti familiari” stupisce per il livello altissimo di originalità.
Mencarelli, autore arrivato al suo sesto romanzo, di cui i primi cinque pubblicati da Mondadori, ricevendo già premi prestigiosi, approda ora a Sellerio, e, leggendolo per la prima volta, mi sarei aspettato che questa sua prova narrativa rientrasse nel genere giallo classico.
E invece si tratta di tutt’altra cosa.
Quello che più stupisce, e che lascia un segno indelebile nella lettura, è l’immensa bravura dell’autore a immergersi nell’anima dei personaggi e nel farla emergere in tutti i suoi aspetti: pensieri, sensazioni, carattere, pregi e difetti dell’uomo in genere.
Per fare un esempio, riporto uno dei brani che mi hanno più colpito riguardo il profilo del protagonista, l’appuntato Emanuele Circosta.
“Mentre attraversavo i corridoi del pronto soccorso avevo a farmi compagnia una delusione familiare come il viso di mia madre, come il profilo delle case di Cesacastina, come ogni altra cosa portata in dote dall’infanzia. Forse la delusione ai rifiuti di ragazze, poi donne, era per me la più familiare delle cose familiari.(…) a ogni «no grazie» il mio aspetto mutava istantaneamente, non solo diventava più brutto il mio viso, talmente brutto da giustificare il rifiuto, ma anche il resto del corpo. Mi vedevo più basso, più che basso ingobbito, tozzo come un tronco tagliato a metà, le gambe troppo corte. Con quel nuovo me avrei convissuto per parecchio, più o meno fino al primo apprezzamento da parte di una rappresentante del genere femminile. A quell’apprezzamento sarei stato preda di una nuova mutazione genetica, questa volta in bello naturalmente.”
(Il passaggio è tratto dal capitolo 16, pag. 124).
Forti dell’ambientazione in una caserma dei carabinieri, già i singoli soggetti in divisa mostrano aspetti molto particolari e specifici, del tutto tipici di quello che è l’essere un militare; da un lato il protagonista, Circosta: un giovane sensibile, centrato sul valore pubblico della propria divisa, sulla volontà di fare del bene, ma che si sente anche pieno di difetti, pur sperando di essere supportato dal suo superiore, il maresciallo Damasi, che in effetti si rende ben conto del valore del giovane; dall’altro certi altri militari, che sono tutt’altra cosa, come il brigadiere Liberati che usa la divisa e il relativo potere per far del bene a se stesso violando le regole, cosa che tutti i suoi colleghi sanno benissimo, ma evidentemente non si sentono di denunciarlo.
Si percepisce il senso di un ambiente militare come se l’autore lo avesse proprio vissuto in prima persona, anche se non pare sia così.
Quella della vita dei carabinieri e ciò che accade a Circosta e Liberati a seguito di un malcomportamento del brigadiere, è una trama parallela, in cui Circosta si guadagna un doloroso trauma a un braccio, mentre Liberati rischia proprio la pelle.
Mentre la trama principale è quella della ricerca dell’identità dello scheletro recuperato nel bosco: una giovane donna ritrovata dopo una ventina d’anni dalla sua morte.
Sulla base delle denunce di scomparsa risalenti a quell’epoca, i carabinieri convocano quattro persone, familiari di tre donne scomparse: i coniugi Martelli, che hanno perso la figlia Assunta; Lucio Marini, che ha perso sua madre quando era ancora molto giovane; Liliana Parrino, che ha perso la sorella Isabella.
L’autore riesce a farci percepire le forti tensioni che possono crearsi in un caso del genere: mentre aspettano con ansia gli esiti dell’esame del DNA, ognuno dei quattro vorrebbe scoprire che la vittima è sua parente, sconfiggendo tutti gli altri senza nessuna pietà per loro. Peraltro anche nel ménage dei coniugi Moretti le tensioni sono reciproche, con descrizioni vibranti di ciò che può crearsi all’interno di una coppia, seppur del tutto solida.
Un romanzo che tiene incollati alle pagine, fa immergere nell’anima di ogni personaggio, facendone detestare alcuni e amare altri, lasciando moltissimo senso di quello che è il vivere umano.
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Daniele Mencarelli
è nato a Roma nel 1974. La sua produzione poetica si afferma soprattutto grazie alla raccolta Bambino Gesù, Edizioni Nottetempo. È autore di cinque romanzi, tutti pubblicati da Mondadori: La casa degli sguardi (2018, Premio Volponi, premio Severino Cesari Opera Prima, premio John Fante Opera Prima), Tutto chiede salvezza (2020, Premio Strega Giovani, da cui è tratta per Netflix la serie omonima), Sempre tornare (2021, Premio Flaiano per la narrativa), Fame d’aria (2023, Premio Clara Sereni) e Brucia l’origine (2024, Premio Ugo Riccarelli).