Questa feroce bellezza




Giuseppe Galliani


Sinossi. In una terra arsa e modellata dal vento, percorsa da profughi, assassini e peccatori in cerca di riscatto, un uomo prova a fare giustizia per un innocente. Ma la verità ha un prezzo e sono in molti a volerla nascondere. Giuseppe Galliani riporta i gesti umani alla loro radice primordiale in un esordio di purezza feroce, che esplora il confine tra violenza e grazia. Il tenente della Forestale Ian Dabrowski è arrivato da un anno in una delle ultime steppe d’Europa, fra l’Altopiano Murgiano e la Fossa Bradanica, e ha imparato presto che la frontiera promessa può trasformarsi in un campo di battaglia. Nel pieno di un inverno nevoso, il dodicenne Gheorghe Bunget viene ritrovato senza vita. Il caso è archiviato come suicidio, ma il forestale non è convinto. Inizia così la sua indagine ufficiosa per scoprire che cosa è davvero accaduto, mentre il fratello del ragazzo, accecato dal dolore, è determinato a vendicarsi. Le loro strade incrociano quelle di individui senza scrupoli, giunti da ogni parte per prendersi ciò che resta di un miraggio di libertà. Sullo sfondo di un paesaggio che è specchio e palcoscenico del destino, si consuma una tragedia in cui non c’è salvezza possibile, solo il riconoscimento dell’ordine profondo delle cose.


Autore: Giuseppe Galliani

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero

Genere: Narrativa gialla

Pagine: 328

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Marina Toniolo


Il vento continuò a sferzare i muri scrostati delle case coloniche e, quando la pioggia cessò, continuò a soffiare, sollevando le fronde dei salci e spegnendosi con un lungo ululato sui campi dissodati e vuoti’.

La Murgia è la protagonista indiscussa del giallo-noir di Galliani. Posto senza uguali in Italia: un altipiano carsico che si estende dalla pianura pugliese fino agli Appennini. Siamo in inverno e tutto è spoglio, gelato, battuto dal vento e riarso dall’estate  precedente.

I lupi scendono dai monti per abbeverarsi nelle pozze d’acqua  e cacciare cinghiali e pecore. Putroppo non sono i predatori più pericolosi: gli spazi aperti e incontaminati sono stati colonizzati dagli uomini. In quella terra selvaggia e di confine estendono traffici illegali di droga con chiunque voglia arricchirsi di soldi facili.

Persone fuggite da territori conflittuali arrivano in vecchi poderi abbandonati e coltivano la terra e allevano capre nel mentre nascondono fucili sotto il letto.

Gli animali si nascondono al passaggio degli uomini. Appena ne hanno l’occasione agguantano e lacerano ciò che trovano che sia una testa mozzata o un corpo carbonizzato. È facile sparire nella Murgia.

La morte inspiegabile di un dodicenne e di uno scambio di droga finito male sono il fulcro sui cui ruotano i personaggi delineati con schietta sincerità. Nessuno di loro abita nella vicina cittadina, tutti trovano l’altopiano aspro ma bellissimo. Donne e uomini abituati a lavorare e a fare i propri affari.

Il mondo di Galliani è feroce eppure bellissimo. Ogni capitolo è come una fiaba raccontata in cui il principio e la fine sono una descrizione del paesaggio, come se si dovesse trarre sostanza dalle piante e dagli uccelli che vi abitano.

‘In alto vagavano brandelli di nuvole. Ogni cosa era ingiusta in quel mondo ed era triste e bella’.

Un far west italiano dove il forestale Dabrowski è il guardiano e colui a cui tutti tributano rispetto. Il romanzo non ha alcun tipo di redenzione, vuole solo ristabilire l’ordine delle cose, come le stelle che ogni sera si accendono nel firmamento. È duro, poetico, selvaggio e primitivo. Ogni parola colpisce parti profonde che, da persone civilizzate quali siamo, abbiamo dimenticato poiché sempre la violenza fa parte dell’essere umano.

Leggere ‘Questa feroce bellezza‘ è una scoperta fresca e diversa per l’ambientazione, per la storia e per la cura che l’autora ha messo in ogni singola frase. Nulla è lasciato al caso. Non c’è un crescendo. Solo lo sbocco di un fiume nel mare.

Consigliato? Assolutamente. Un autore che ci parla come Galliani è raro, prezioso.

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Giuseppe Galliani


classe 1970, è un professore di Lettere che vive nelle campagne di Terlizzi dove coltiva i suoi ulivi. ‘Questa feroce bellezza’ (Einaudi 2026) è il suo primo romanzo.