Racconti malvagi




‎ Clemente Palma Ramírez


Sinossi. In questa raccolta tradotta per la prima volta in italiano, Clemente Palma propone testi mitologici, storie dalle risonanze bibliche, insolite vicende legate ad allucinazioni indotte da sostanze psicotrope ed altre che rimandano alla fantascienza distopica, al tema del doppio e a quello del patto col diavolo . Un caleidoscopio che ammalia e stordisce, affascina e intriga, dimostrando tutta la versatilità, la capacità affabulatoria e la maestria narrativa di uno dei più interessanti ed innovativi scrittori del panorama latino-americano.


Autore: Clemente Palma Ramírez

Traduzione: Carlo Alberto Montalto

Editore: Bibliotheka Edizioni

Genere: Narrativa classica

Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Marina Toniolo 


‘Racconti malvagi‘ già intriga il lettore per il titolo, così spudorato e veritiero. Nei dodici racconti presenti (provocazione: come gli Apostoli?) Clemente Palma offre uno sguardo raffinato sulle dinamiche amorose, e non, che imperversano alla fine del secolo XIX, sovvertendo l’ordine costituito delle cose.

Non c’è un’etica, la morale il critico la evince alla fine di ogni breve paragrafo. La prefazione di Miguel de Unamuno bene illustra i commenti letterari che la raccolta suscita alla sua uscita.

‘Tra un piccolo favore che lascia un segno appena nella memoria di chi ne beneficia e un grave danno che lascia un ricordo profondo, scegliete di fare quest’ultimo’.

L’autore gioca con la fede e con quell’idea di umiltà che, spesso, diventa raffinata superbia. Esplora la psicologia dei protagonisti, alle volte in modo più pregnante, alle volte meno, ma sempre con particolari che lasciano interdetti gli ignari lettori.

Con un profondo senso filosofico della vita fa morire addirittura giovani donne all’apice  della loro bellezza perché gli amanti possano ricordarle illibate e non corrotte dai vincoli matrimoniali.

E’ una lettura gradevole e profonda: non ci si deve fermare al primo sguardo ma entrare in profondità, frase dopo frase e, soprattutto, contestualizzare la raccolta negli anni in cui è stata pubblicata approfondendo le dinamiche intellettuali di fine Ottocento.

Per me è stata una scoperta interessante che mi ha molto colpita, grazie anche all’ottima traduzione in italiano.

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Clemente Palma Ramírez


(Lima 1872-1946), scrittore, giornalista e uomo politico, fu tra i più raffinati esponenti della narrativa modernista latinoamericana e, in Perù, tra i fautori dell’affermazione del racconto moderno come genere propriamente definito. Influenzato da Edgar Allan Poe, ma anche dagli scrittori russi dell’Ottocento e dal decadentismo francese, introdusse nella letteratura del suo Paese temi fantastici, psicologici, horror e di fantascienza, distanziandosi dalla tradizione del realismo regionalistico, di cui il padre, direttore della Biblioteca Nacional del Perù, era stato eccellente esponente. Console in Francia, fu in seguito deputato e direttore di riviste (Prisma e Variedades) e del quotidiano La Crónica.