Sarà come morire




Adriano Morosetti


Sinossi. Sanremo, luglio 1994. Arturo Ferretti, giornalista in crisi, torna nella sua città per fuggire da un lavoro che odia e da una vita che gli va stretta. L’estate è esplosa: sole a picco, spiagge affollate, feste in riva al mare. Ma Ferretti sa che dietro quella facciata scintillante si nasconde ben altro. Quando tre ragazzi della “Sanremo bene” vengono trucidati al Paraiso, la discoteca più esclusiva della Riviera, la città mostra il suo vero volto. L’unico sopravvissuto alla strage è il fratello di Laura, la sola donna che Arturo abbia mai amato. E che forse ama ancora. Di fronte a una Polizia in cerca di facili colpevoli, Ferretti decide di indagare, scontrandosi con una realtà in cui il denaro copre ogni peccato. Un noir luminoso e spietato, dove la verità è un privilegio e l’amore un crimine da scontare.


Autore: Adriano Morosetti

Editore: Ugo Mursia Editore

Collana: Giungla Gialla

Pagine: 263

Anno pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Giusy Ranzini


Ci sono romanzi noir che raccontano un delitto.

E poi ci sono romanzi che raccontano un luogo come se fosse esso stesso il colpevole.

Sarà come morire di Adriano Morosetti appartiene senza esitazione alla seconda categoria: non è soltanto la storia di una strage, ma il ritratto feroce di una città, di una classe sociale e di un’epoca che preferiva fingere di non vedere.

Ambientato nella torrida estate del 1994 a Sanremo, il romanzo è un noir luminoso e crudele, in cui il sole non consola, ma acceca. Dove il mare non purifica, ma nasconde. Dove le luci delle discoteche non sono festa, ma una maschera stesa sopra il marcio.

Sanremo non è solo uno sfondo: è un personaggio.

Morosetti la racconta come una città sdoppiata, bellissima in superficie, spietata nelle viscere. Da un lato la Riviera patinata, le spiagge affollate, la movida estiva; dall’altro i corridoi bui del potere, fatti di soldi, silenzi e compromessi.

La discoteca Paraiso, teatro della strage che innesca la vicenda, è il simbolo perfetto di questa doppiezza: luogo di lusso e desiderio, ma anche di violenza e predazione. Qui vengono uccisi tre ragazzi della “Sanremo bene”, e da qui parte una storia che non cerca giustizia, ma verità,  una verità che nessuno vuole 

Il cuore del romanzo è Arturo Ferretti, giornalista in crisi, tornato nella città natale per fuggire da una vita che sente falsa. Arturo non è un eroe: è stanco, disilluso, imperfetto. Ma è proprio questa sua fragilità a renderlo credibile e umano.

Il suo sguardo è quello di chi non appartiene più a nulla: non alla città, non al lavoro, non nemmeno all’amore. Eppure, quando la realtà prova a mentirgli, qualcosa in lui si accende. Una fiamma che non è rabbia, ma necessità: andare fino in fondo, anche se significa bruciarsi.

La sua indagine non è solo un percorso tra indizi e segreti, ma una discesa interiore. Arturo non cerca soltanto chi ha ucciso: cerca di capire chi è diventato e cosa ha perso.

Laura non è soltanto l’amore del passato: è il rimpianto incarnato.

È ciò che Arturo avrebbe potuto essere e non è stato. La sua presenza silenziosa, mai banale, aggiunge una dimensione emotiva fortissima al romanzo. Il legame tra loro non è romantico in senso classico: è doloroso, incompiuto, intriso di ciò che non si può più aggiustare.

Il fatto che l’unico sopravvissuto alla strage sia il fratello di Laura trasforma l’indagine in qualcosa di ancora più personale. Non c’è distanza emotiva possibile. Ogni passo verso la verità è anche un passo verso una ferita che non si è mai chiusa.

Morosetti scrive con una prosa asciutta, visiva, sensoriale: il caldo si sente sulla pelle. L’odore del mare entra nelle stanze. Le notti vibrano di musica, sudore, rabbia.

Ma sotto questa superficie luminosa si muove una lingua dura, spietata, che non concede illusioni. Le frasi sono nette, spesso taglienti, come se ogni parola fosse necessaria e nessuna di troppo.

È una storia che ci ricorda quanto sia facile confondere la rispettabilità con l’innocenza. E quanto sia pericoloso farlo.

Sarà come morire non è soltanto un noir: è una radiografia morale di una società che preferisce il lusso alla verità, l’apparenza alla giustizia.

È un romanzo che non consola, ma resta.

Che non promette redenzione, ma impone consapevolezza.

Che brucia lentamente, come il sole su una città che ha troppo da nascondere.

Un libro da leggere con gli occhi aperti.

E con il cuore pronto a farsi male.

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Adriano Morosetti


è nato a Sanremo nel 1977. In passato ha fatto molti mestieri: alcuni notturni, altri d’attesa, quasi tutti di passaggio. Da anni lavora come sceneggiatore di serie animate. Usa il noir per osservare la provincia: il denaro, le ambizioni e le dinamiche di potere che la attraversano. Sarà come morire è il suo secondo romanzo con protagonista Arturo Ferretti.