Maria Dueñas
Sinossi. Orano, anni Venti del Novecento. Un dedalo di viuzze malfamate a ridosso del porto, odori forti, grida incomprensibili, un’umanità variegata: qui approda Cecilia Belmonte, una giovane donna spagnola che, in fuga dalla miseria o forse da qualcosa di più oscuro, ha attraversato d’impulso il Mediterraneo lasciandosi tutto alle spalle. Nell’Algeria francese Cecilia segue istintivamente l’ondata dei compatrioti che nell’infuocato Nordafrica cerca un lavoro, una vita migliore, o anche solo qualche soldo per tirare avanti. Analfabeta, vestita di stracci, un nome falso su un documento rubato: non sa nulla del mondo ma ha imparato presto a conoscerne la violenza. L’urgenza di sopravvivere la costringe a lavorare duramente nelle piantagioni di tabacco, nei lavatoi, a servizio presso una famiglia francese. In questa metropoli dalle cento voci e dalle mille anime, nella quale si mescolano origini arabe, influenza spagnola e amministrazione francese, Cecilia riesce a poco a poco a costruirsi un’esistenza, per quanto modesta, finché una notte si lascia coinvolgere in un’impresa azzardata che pagherà a caro prezzo. Eppure, con la sua incrollabile forza d’animo riuscirà a liberarsi e a trovare il coraggio di ricominciare, lottando con le unghie e con i denti contro un destino che nei suoi rovesci sembra riservarle sempre la luce di una possibile ripresa, mentre la Storia corre parallela: la guerra civile in Spagna, il conflitto mondiale, i sanguinosi événements che sfoceranno nell’indipendenza dell’Algeria.
Autore: Maria Dueñas
Traduzione: Giuliana Carraro, Eleonora Mogavero
Genere: Narrativa
Editore: Mondadori
Pagg: 492
Recensione
di
Paola Iannelli
La scrittrice spagnola María Dueñas ha un legame speciale con le colonie nord africane, basti pensare al successo alla serie nota con il titolo El tiempo entre costuras, dove la protagonista, nata povera, riesce a salire i gradini del successo.
Così come nei romanzi antecedenti, anche in questo copioso testo, Cecilia Belmonte, parisce pene inenarrabili, costretta a subire una violenza sessuale, riesce a uccidere l’uomo che le ha tolto la dignità e fugge.
Cecilia è sola al mondo, emigrata dalla Spagna approda a Orano, in Algeria, dove la sua avventura finisce ancor prima di iniziare. Dopo la violenza subita patisce pene e fatiche immense, eppure nonostante tutto mette al mondo una bambina, Maria, che rimarrà con lei se non per pochi mesi. Il destino la tradirà molte volte, Cecilia si reinventa e dopo innumerevoli disgrazie, si reimpossessa della sua vita e si trasforma in una imprenditrice di successo.
Ciò che non aveva calcolato è che la terra ospitante sia foriera di rimpasti politici, che cambieranno l’anima dell’Algeria, crogiuolo di razze, crocevia di identità miste, luogo di elezione per spagnoli e francesi. Da questa mescolanza l’atmosfera che regna è unica, assoluta, si confonde con odori e sapori diversi, dipingendo una comunità ebbra e vivace, che sfida le leggi poco inclusive di quei tempi.
L’autrice non dona alla protagonista del romanzo una particolare avvenenza fisica, Cecilia è smunta, poco elegante, non conosce il bene, eppure questa piccola donna supera ogni avversità, muta e rinasce per divenire altro da sé.
Vive amori forti, a sua volta è desiderata, coccolata, accetta di trasgredire, o meglio tradire la logica comune e sarà proprio questa qualità del suo carattere, che le concede una soluzione finale al positivo.
Lodevole è la ricostruzione storico – politica non solo dell’Algeria, ma di tutta l’Europa, dagli inizi del novecento ai primi anni sessanta. I dettagli appartenenti alla vita quotidiana, l’eterna lotta di supremazia del più forte, la rivincita dei fragili, la logora e sporca ragnatela che tesse l’ingiustizia, sono solo alcuni degli elementi su cui è costruita la trama.
Se mai un giorno torneremo ci evoca un passato prossimo, che oggi come allora, ci fa riflettere sulla necessità di pace e sulla sacrosanta convinzione che ci dovrebbe convincere che l’armonia sentimentale è il sale della vita.
Siamo tutti dei pieds – noirs, originari di quei primitivi che si mescolarono tra di loro per dare vita alle nostre civiltà, eterni viaggiatori e scopritori, esemplari unici e magnifici.
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Maria Dueñas
Laureata in Filologia inglese è titolare della cattedra di Filologia e Letteratura inglese all’Università di Murcia. Ha insegnato anche in alcune università nordamericane e ha scritto numerosi saggi accademici e partecipato a diversi progetti educativi, culturali ed editoriali.
La sua famiglia materna ha vissuto a Tetuán negli anni del Protectorado Español in Marocco e, partendo dai ricordi e dalle narrazioni di quell’epoca, è nato il suo romanzo d’esordio, El tiempo entre costuras (La notte ha cambiato rumore, Mondadori 2010). Nel 2013 è uscito, sempre per Mondadori, Missione oblio, mentre nel 2019 Le figlie del capitano.