Pierre Boileau
Sinossi. Il grido d’aiuto risuona nelle strade di Parigi, in un tardo pomeriggio di maggio. Al terzo piano di un edificio una donna alla finestra urla terrorizzata che c’è un assassino in casa. La tragedia si consuma sotto gli occhi di vicini e passanti, paralizzati dallo stupore: una detonazione, poi la donna scompare cadendo all’indietro. Le sagome dei due uomini in lotta sono l’ultima scena che si offre agli spettatori, prima che altri spari calino come un sipario su un enigma apparentemente insolubile. Perché colui che ha gravemente ferito la signora Vigneray e ucciso il marito non si trova. Nell’appartamento non c’è, l’unica via di fuga è chiusa dell’interno… e questo non è che l’inizio di una serie infernale di delitti. Per l’investigatore privato André Brunel un’indagine è come un gioco di logica. Ma gli occorrerà tutto il suo talento contro un assassino fantasma che ha del metodo nella sua follia.
Autore: Pierre Boileau
Traduzione: Massimo Caviglione
Editore: Mondadori
Genere: Giallo
Pagine: 173
Anno di pubblicazione: 2013
Recensione
di
Salvatore Argiolas
Tra i temi dominanti del giallo classico quello dell’enigma della camera chiusa è uno dei più intriganti e frequentati ed è anche la cornice che inquadra il racconto che viene considerato il progenitore del genere: “Gli assassini della Rue Morgue” di Edgar Allan Poe.
Ci sono tante classifiche che valutano i gialli di questa particolare categoria, anche con inserimenti piuttosto discutibili, e mi ha sorpreso constatare quanto sia sottovalutato “Sei delitti senza assassino” (Six crimes sans assassin) di Pierre Boileau del 1939.
Boileau è celebre per i suoi noir scritti con Thomas Narcejac, autori di romanzi come “I diabolici”, “I vedovi” e “La donna che visse due volte” che ispirarono film di grande successo.
“Sei delitti senza assassino” fa parte della serie che ha come protagonista Andrè Brunel, scritta autonomamente dal sodalizio con Narcejac, ed è un vero gioiello della particolare tipologia di gialli dato che contiene ben sei delitti commessi in stanze chiuse a chiave o con testimoni che assicurano che nessuno sia entrato.
La tranquillità di una normale serata di un quartiere borghese parigino viene turbato all’improvviso dalle urla di una donna che si affaccia alla finestra di un appartamento al terzo piano che chiede aiuto e dopo qualche istante viene colpita da un proiettile. I testimoni dei fatti vedono due uomini che lottano sinché uno sparo mette fine alla rissa.
Quando i vicini, guidati dal portinaio ed ex poliziotto Gauchet salgono nell’appartamento sede dei delitti, trovano la donna gravemente ferita e il marito, Marcel Vigneray, senza vita in mezzo al vestibolo, immerso una pozza di sangue.
Visto che ci sono solo tre via di fuga credono che l’assassino sia bloccato in qualche stanza ma quando pensano di trovarlo nel trovarlo nell’unico altra porta rimasta, quella della scala di servizio, la trovano sprangata dall’interno.
L’assassino sembra essersi volatilizzato ma le cose si complicano quando la polizia cerca la cameriera Adèle che doveva essere alle vittime ma non si sa dove sia. Quando viene cercata nella sua stanza che è qualche piano più in alto non la trovano ma, per evitare complicazioni, un poliziotto viene posto di guardia davanti al corridoio.
Più tardi però quando ritornano nella stanza per indagare sulla scomparsa trovano il cadavere della cameriera sul letto, una situazione incredibile dato che il piantone è stato sempre davanti alla porta, facendo solo una ronda nel corridoio.
“Il commissario entra nella camera. E’ vuota, un agente sorveglia la porta, alcuni vicini guardano la finestra. Non succede nulla. Nessuno entra, nessuno esce. Tuttavia, quando saliamo nella camera, un’ora dopo, vi troviamo il cadavere di Adèle. Non è la stessa cosa qui? Visito la casa; la trovo vuota. Noi sorvegliamo le uscite. Non succede niente. Nessuno entra, nessuno esce. Due detonazioni, ci precipitiamo: un cadavere.”
L’indagine viene compiuta anche con l’aiuto dell’avvocato Roland Charasse, cugino di Vigneray e fraterno amico di Brunel.
Quando Brunel decide di andare ad ascoltare il domestico Julien Blanchot, marito di Adèle, che si trova a Le Mans per preparare la villa dei Vigneray per la villeggiatura, trova il maggiordomo morto all’interno di una stanza chiusa ermeticamente e nel contempo scopre che Charasse è stato avvelenato.
Questi avvenimento mettono gli investigatori in uno stato d’animo totalmente demoralizzato che li porta a credere ad un assassino invisibile, come il personaggio inventato da Herbert George Wells o addirittura ad un omicida onnipotente.
“Insomma, vista l’inestricabile situazione, ecco il dilemma nel quale ci dibattiamo. Da una parte, il problema così com’è posto è insolubile, e da ciò deduciamo che è formulato male, che i termini della nostra equazione sono insufficienti per trovare la x; dall’altra parte, sembra altrettanto impossibile che ci siano dei termini mancanti. Se preferisci. Primo: il problema è posto in modo tale che è impossibile risolverlo. Secondo è impossibile porlo diversamente.”
“Era folle. Eppure né Roland né io protestammo. Poiché se era folle, incoerente, inammissibile, tuttavia era così.”
In seguito, attraverso la corrispondenza di Marcel Vigneray, gli investigatori scoprono una pista che li porta a pedinare un losco figuro che li potrebbe portare a scoprire dove si nasconde l’assassino e anche qui avviene un omicidio ma malgrado la casa sia presidiata dai tre lati aperti quando gli investigatori si precipitano nel luogo della sparatoria il criminale “faded into thin air” (scompare improvvisamente) come soleva scrivere il maggiore esperto di camere chiuse John Dickson Carr.
“Come concepire, come immaginare un uomo che agiva in modi che la ragione stessa si rifiutava di ammettere?”
“Inimmaginabile! Perché, insomma, da una parte c’è un cadavere, un uomo assassinato, e tuttavia, dall’altra parte, è impossibile riconoscere l’esistenza di un assassino. E’ stato commesso un delitto che nessuno poteva commettere.”
Questa situazione porta Brunel quasi sull’orlo della pazzia ma quando riflette ossessivamente sulle dinamiche delle uccisioni si accorge che una spiegazione è possibile e in seguito alla lettera minatoria che minaccia la morte a Marcel Vigneray e la successiva uccisione dell’avvocato, riuscirà a risolvere questo rompicapo veramente intricato con un colpo di scena sorprendente.
Ed è sorprendente la bravura di Pierre Boileau nell’ideare una trama così complessa, contenente tanti esempi di camera chiusa anche se non tutti sono convincenti sino in fondo come per esempio il secondo, che sarebbe stato perfetto con uno strangolamento e con una diversa scansione dei tempi e l’ultimo, che ha solo una spiegazione logica che il lettore attento intuisce subito.
La risoluzione del mistero poggia su basi logiche che Brunel spiega all’innominato narratore:
“Il metodo, te l’ho appena mostrato. Riflettere, e non fingere di farlo. Ragionare secondo i fatti, unicamente secondo i fatti, non confondere prova con probabilità. Però questo non l’ha fatto nessuno, nessuno ha potuto farlo; e io stesso, prima dell’omicidio di Ville-d’Avray…”
“Voglio dire: quali sarebbero le tue reazioni di fronte ai fatti di stanotte se questo dramma non avesse avuto precedenti? O, se preferisci, ti domando di liberare la mente dalla credenza in un essere dai mezzi soprannaturali, credenza che ti porta a scambiare per avvenimenti reali quelle che sono soltanto apparenze, ti ossessiona e falsa di conseguenza ogni tuo ragionamento.”
Nel complesso “Sei delitti senza assassino” merita davvero di entrare nel novero dei grandi classici del giallo.
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Pierre Boileau
nato a Parigi nel 1906, figlio di un funzionario di un’agenzia marittima, Pierre Boileau frequenta una scuola commeciale e assume successivamente diversi impieghi. Inizia a scrivere polizieschi nel 1932 e nel 1938 vince il Grand Prix du Roman d’Aventures con un romanzo che vede come protagonista l’investigatore André Brunel. Nel 1950 dà l’avvio, con l’amico Thomas Naecejac, a una collaborazione a quattro mani estremamente prolifica: romanzi, racconti, sceneggiature, testi teatrali, radiofonici, televisivi e cinematografici, narrativa per ragazzi, saggistica. Lo scrittore scompare nel 1989.