Sottobosco




Sara Strömberg


Sinossi. Vera Bergström è un’ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza età. Dopo trent’anni di lavoro al «Jämtlandsposten» e una lunga convivenza con il compagno Levan, si ritrova di punto in bianco senza più certezze, licenziata dal giornale in seguito alla crisi della carta stampata e lasciata dal partner per una ragazza più giovane. Costretta a reinventarsi una vita, torna nella sua regione natia nel Nordovest della Svezia cercando faticosamente di riconquistare un equilibrio. Il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura nelle foreste circostanti la riporta sul terreno che predilige: quello del giornalismo d’inchiesta. Contattata dal suo ex caporedattore, viene incaricata di seguire il caso per conto della sua vecchia testata. Ben presto Vera si accorge che le dinamiche del delitto non sono chiare come vorrebbe la polizia. Intraprende così un’indagine parallela alla ricerca della vera identità della vittima e del possibile movente dell’assassino: scoprirà quanto sconfinati e oscuri possono diventare i luoghi che pensiamo di conoscere da sempre.


Traduttore: Renato Zatti

Editore: Fazi

Genere: Thriller

Pagine: 396

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Ilaria Bagnati 


Vera ora lavora come assistente all’insegnamento ma è un lavoro di ripiego perché lei è giornalista nel sangue. Purtroppo è stata licenziata a causa della crisi della carta stampata e ha dovuto accantonare il suo talento.

Questo fino a quando il suo ex caporedattore la chiama per scrivere un articolo sulla morte di una donna nei boschi limitrofi alla sua abitazione. Vera conosce bene i luoghi così come le persone che li abitano.

Fin da subito Vera capisce che per trovare l’assassino è utile capire chi sia stata la vittima, cosa l’abbia riportata dopo tanto tempo ad abitare nei luoghi della sua infelice infanzia. Qualcuno però non vuole che Vera indaghi, che riapra vecchie ferite…

Sottobosco è senz’altro un thriller che parla di un omicidio brutale ma al centro di tutto c’è Vera, lei è il cardine della storia e tutto gira intorno a lei. Vera ha sofferto tanto nella vita, ha sofferto (e forse soffre ancora) di depressione, soffre di solitudine ed è disincantata nei confronti della vita. Ci sono molte persone che tengono a lei ma lei sembra non percepire tutto questo affetto.

Questa sua sofferenza e solitudine sembra le siano d’aiuto nello svolgere le sue indagini perché sente una certa affinità con la vittima, anche lei è stata sola e sofferente.

Sottobosco parla di violenza, di eredità del trauma, di famiglia disfunzionale ed è il primo libro di una nuova serie con una protagonista vera nel vero senso della parola. Io sono molto curiosa di leggere il seguito.

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Sara Strömberg


è cresciuta in Västerbotten e nello Jämtland. Lavora come scrittrice e giornalista freelance a Östersund, dove vive anche con la sua famiglia. Sara ha esordito come scrittrice nel 2021 con il romanzo giallo Sly (Sottobosco), incentrato sulla giornalista jämtlandese Vera Bergström. I libri sono stati elogiati sia dai lettori sia dalla critica. Per Sly ha vinto il premio della Svenska Deckarakademin come Miglior esordiente del giallo dell’anno. Il seguito, Skred, è stato eletto Miglior romanzo giallo svedese del 2022 e anche il terzo libro, Skinn, è stato nominato per lo stesso premio nel 2023. Nell’agosto del 2025 è uscito Sot, che ha anch’esso ricevuto un’accoglienza straordinaria. La serie ha finora venduto oltre mezzo milione di copie in Svezia ed è stata acquistata da altri nove paesi, dove si è posizionata ai vertici delle classifiche.

A cura di Ilaria Bagnati

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