dell’identificazione personale
Sinossi. Un paio di sci Rossignol, un orologio Omega, un portafoglio con una moneta del 1949: così, dai ghiacci del Cervino, riaffiorano i resti di un giovane scomparso negli anni Cinquanta. Come rintracciare la sua identità? Da quell’enigma prende avvio un percorso che intreccia scienza, delitti, indagini e letteratura, ripercorrendo la lunga storia dell’identità personale. Dalla Parigi ottocentesca di Eugène Vidocq – criminale diventato poliziotto che ha inaugurato l’arte di osservare tratti distintivi, cicatrici e tatuaggi per smascherare ladri e assassini – si passa alle undici misure di Alphonse Bertillon, padre dell’antropometria e del celebre mug shot. Poi entrano in scena i pionieri delle impronte digitali, che portano le loro osservazioni dal Bengala a Scotland Yard, fino all’Argentina, dove Juan Vucetich risolve il primo caso criminale della storia grazie a un’impronta insanguinata. Nel Novecento la ricerca compie un nuovo balzo con i primi test biologici, l’analisi del DNA e i test genetici, che hanno riaperto casi irrisolti e restituito identità a vittime dimenticate. Sullo sfondo si dipanano casi celebri e controversi: l’Affaire Dreyfus, il furto della Gioconda, gli omicidi di Jack lo Squartatore, il delitto Matteotti, la battaglia legale di Charlie Chaplin su una presunta paternità. Un intreccio di intuizioni geniali ed errori clamorosi, processi giudiziari e scoperte scientifiche che hanno cambiato per sempre il modo di guardare al corpo, alla verità e alla giustizia.
Autore: Mirella Gherardi
Editore: Le Lucerne Edizioni
Genere: Saggistica
Pagine: 236
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Bruno Vigliarolo
Per chi tende a prediligere testi di narrativa, il passaggio alla saggistica è sempre un grande salto nel buio. A volte, tuttavia, capitano opere in cui la vivacità tipica di un romanzo coesiste con il rigore e la profondità di un saggio. Ed è questo il caso di Storia criminale dell’identificazione personale; piacevolissimo testo divulgativo scritto dal medico legale Mirella Gherardi.
Come già suggerito dal titolo, l’autrice tratteggia il lungo percorso che – a partire dall’Ottocento – ha accompagnato lo sviluppo di tecniche volte a identificare, in maniera univoca, ogni essere umano. Un viaggio che inizia nella turbolenta Parigi di Eugène-François Vidocq, leggendario investigatore con un passato criminale: colui che per primo capì l’importanza di censire la popolazione carceraria sulla base di criteri fisiognomici e antropometrici.
Ma è solo con il suo successore, Alphonse Bertillon, che l’antropometria assurge a disciplina metodica, da applicare sistematicamente e con misurazioni uniformate. Un salto in avanti importante, ma non ancora decisivo per avere rilevazioni rapide e incontrovertibili. Passaggio, quest’ultimo, che si otterrà solo qualche anno più tardi, con la diffusione su vasta scala della dattiloscopia.
A partire da quel momento, con l’inarrestabile progresso scientifico del XX secolo, saranno la biologia, l’antropologia forense e la genetica a fornire gli strumenti più potenti e precisi. Un’autentica rivoluzione che amplierà l’orizzonte delle indagini – non più limitate alla ricerca di un potenziale assassino, ma ormai in grado di individuare l’identità a partire da microscopici frammenti di DNA.
La scrittura di Mirella Gherardi risulta avvincente e rigorosa. L’esposizione limpida, particolareggiata, si abbina a digressioni romanzesche, in una continua alternanza fra storia della scienza e storia criminale. Il risultato è un testo che cattura il lettore di pagina in pagina: ora trasportandolo, con parole accessibili, nell’alveo delle più dirompenti scoperte scientifiche; ora immergendolo nei più oscuri fatti di sangue della Londra Vittoriana e del ventennio fascista.
Per concludere, resta ancora da citare un terzo livello di lettura, insito in Storia criminale dell’identificazione personale: il ricco excursus letterario dedicato alla narrativa crime; alla ricezione, da parte di grandi autori e autrici del passato, delle straordinarie innovazioni prodotte nell’ambito delle scienze forensi.
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Mirella Gherardi
Medico legale di formazione e di vocazione, Mirella Gherardi ha iniziato la sua carriera negli Istituti Universitari di Medicina Legale, dedicandosi ad accertamenti autoptici, consulenze giudiziarie e attività didattica per medici e operatori sanitari, in stretta collaborazione con Procure, istituzioni sanitarie e altri enti. Dal 2010 ricopre il ruolo di dirigente medico del Servizio Sanitario Nazionale. Accanto all’attività professionale ha coltivato l’interesse per l’editoria e la comunicazione scientifica. Dal 2002 al 2012 ha ricoperto il ruolo di segretaria di redazione della Rivista Italiana di Medicina Legale. Oggi fa parte della redazione di SIMLAWEB, portale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, per il quale cura contributi scientifici e culturali. È autrice del podcast I personaggi e i casi che hanno fatto la storia dell’identificazione personale, reso unico da una colonna sonora originale realizzata in collaborazione con la Scuola di Formazione Musicale di Aosta (SFOM), della quale è anche alunna.Il libro prosegue idealmente questo percorso: un intreccio di esperienza professionale, passione divulgativa e attenzione storica, che invita a tornare alle origini della medicina legale per comprenderne il presente e orientarne il futuro.