Strani frutti




Sarti Antonio

nel tempo dell’indifferenza


Sinossi. Ebbene sì, il questurino Sarti Antonio ha lasciato la questura. O meglio, è stato sospeso dal servizio per via di certe sue indagini scomode. Così ha deciso che era il caso di levare le tende per un po’ e si è rifugiato con la Biondina a casa del suo amico Dido, sull’Appennino. Anche perché l’aria che tira nel Paese e in Europa – siamo in un anno che verrà (e verrà molto presto) – gli fa orrore: l’Europa si sta trasformando in una federazione di Stati sovrani, e a loro difesa sono nate le nuove Forze Speciali di Sicurezza, la cui inquietante sigla è SS. È l’alba di un giorno d’inverno e Sarti è l’unico in giro per il paese innevato. Passando per la piazza deserta, vede che da un ramo dell’antico acero pende uno “strano frutto”. Proprio come nella canzone di Billie Holiday, Strange Fruit, a dondolare dall’albero è il corpo di un ragazzo nero appeso per i piedi. È vivo per un soffio. Sarti chiama aiuto e riesce a tirarlo giù appena in tempo. Il giovane in paese lo conoscono tutti come “il Somalia”. Lavora per il benzinaio Benito, che a dispetto del nome è anarchico ed è un uomo generoso. Quando scopre che gli hanno quasi ammazzato il Somalia, Benito giura che troverà i responsabili. Non solo del tentato omicidio, ma di una serie di episodi cruenti che si stanno verificando nei dintorni. A dargli man forte ci sono Dido, la Biondina e Sarti, che, essendo fuoriuscito dalla polizia, si mette in proprio. La caccia si svolge sui monti, nei luoghi impervi che durante la Seconda guerra mondiale hanno visto la Resistenza. Per la prima volta nella sua lunga carriera, Sarti Antonio si ritroverà a imbracciare un’arma. E sarà disposto a sparare. (Fonte: Amazon)


Autore: Loriano Macchiavelli

Editore: Mondadori

Genere: Giallo

Pagine: 308

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Claudio Pinna


Dopo le vicende raccontate nel precedente “La stagione del pipistrello” (Mondadori, 2022), Sarti Antonio, sergente, si è ritirato a vivere in un paesino dell’Appennino emiliano, insieme a Fiorenza Malvezzi (la Biondina) e Rosas (il talpone).

Tutto parte quando Sarti va a cercare del caffè nello spaccio del paese, più a valle, e trova, appeso a testa in giù, che pende dai rami di un castagno, il corpo di un nero: è il Somalia, un ragazzo che lavora al distributore di Benito, che a dispetto del nome che porta è un anarchico.

Strani frutti pendono dagli alberi, proprio come cantava Billie Holiday, alla cui celeberrima canzone il titolo del romanzo di Macchiavelli richiama e rimanda.

A causa di questo ritrovamento, Sarti Antonio si troverà coinvolto in una serie di eventi che, più che svelare un giallo, raccontano di resistenza, oggi come ieri, di fascismo, di ingiustizie, di razzismo, di violenza.

«Sono tornati tempo e motivi per una nuova Resistenza…» dice la Biondina a Rosas, che le risponde: «…che io non definirei nuova, in quanto la precedente Resistenza non si è mai conclusa, per vari motivi che non sto a discutere qui. Riprendiamo la Resistenza da dove l’hanno lasciata coloro che l’avevano iniziata».

Bisogna che il lettore sia consapevole di trovarsi per le mani un romanzo nel quale ,vivaddio!, si fanno nomi e cognomi di persone esistenti e a noi contemporanee, e nel quale, come in un collage, vengono inserite intere pagine di romanzi precedenti di Macchiavelli (in coppia con Guccini) e di altri autori, debitamente citati in nota, come se si trattasse di un saggio, più che di un romanzo.

Qua e là poi spuntano poesie, lettere spedite all’amata o a casa dai soldati brasiliani mandati a morire sulla Linea Gotica, citazioni da Bertolt Brecht.

È un romanzo così, questo di Machiavelli, che proprio nella nota introduttiva scrive:

Ma è un romanzo noir o no?Ti dirò che non è importante. Il mio mestiere è scrivere, possibilmente di cose che i lettori non sanno oppure intuiscono appena. Se dopo aver letto questa nota sei ancora interessato al romanzo, prenditi l’impegno civile di leggere fino in fondo. E non per sapere come va a finire la storia. Probabilmente è già finita”.

In queste parole dell’autore c’è tutto il senso di un romanzo come questo, e il senso che ha leggerlo “fino in fondo”. L’impegno civile: questo è il punto. Leggere questo ultimo romanzo di Macchiavelli significa portare a termine un impegno civile.

Nonostante tutto questo, il lettore ritroverà comunque i vecchi compagni di viaggio per come li ricordava, compreso il Nullatenente, ovvero lo stesso Loriano Macchiavelli, l’autore, che è parte integrante del racconto, come suole fare, e che dialoga con il suo Questura che, nonostante tutto, sa di essere un personaggio, ma non per questo meno reale degli esseri umani che abitano il nostro mondo.

Sono gli stessi personaggi di sempre, sì, e Sarti ritroverà la sua colite nervosa, e farà l’amore con la sua Biondina, e discuterà con Rosas, e non si piegherà al potere ottuso rappresentato dal Maresciallo del paese, e alla fine impugnerà addirittura un arma.

Sparerà?

Lo lascio scoprire a voi, consigliandovi di non perdere per nulla al mondo la lettura di un romanzo come questo ultimo di Macchiavelli, che in un mondo, il nostro, dove parlare di politica sembra diventato un tabù assoluto, si prende la briga di usare parole nette, forti, decise, col preciso intento di risvegliare coscienze e passioni sopite da tanto, ma che ancora, forse, albergano nei cuori di tanti.

Ci vuole coraggio oggi per scrivere un romanzo così, perché lo si fa con la consapevolezza che in moltissimi ne sminuiranno il contenuto politico, in tantissimi penseranno che siano le farneticazioni maniacali di un vecchio rudere sopravvissuto alla caduta del Muro, ma Macchiavelli ha le spalle abbastanza larghe da sopportare tutto questo e restare comunque dritto.

Il decano dei giallisti italiani, l’uomo che ha dato vita al personaggio seriale più longevo e prolifico della nostra letteratura di genere, usa tutto il suo peso per dare alla luce questa sua ultima fatica letteraria, che sa di canto del cigno, di commiato, di testamento spirituale, morale, politico.

E se tutte queste parole che ho scritto, e che avete avuto la bontà di leggere, non vi sono bastate per decidere ora, adesso, di acquistare questo prezioso libro, questo lascito spirituale di Macchiavelli, non so cosa altro dirvi.

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Loriano Macchiavelli


Loriano Macchiavelli (Vergato, 12 marzo 1943) è uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore italiano, autore di pièce teatrali, racconti e romanzi polizieschi. Il suo personaggio più famoso è Sarti Antonio, sergente, un poliziotto di Bologna. Nel 1997 ha iniziato una collaborazione letteraria con Francesco Guccini.