Alexandra Benedict

Sinossi. Edie O’Sullivan è pronta a godersi una vacanza di tre giorni in un hotel su una remota isola scozzese e non vede l’ora di trascorrere un Natale da cartolina, ricco di passeggiate invernali, camini accesi con fuochi scoppiettanti, ottimi libri e whisky ancora migliore. Ma quando un ospite muore in circostanze misteriose, Edie capisce che il killer si nasconde tra i clienti dell’hotel. E l’incubo è appena cominciato. Con il mistero che si infittisce e la tensione alle stelle, per fermare la scia di omicidi Edie dovrà risolvere i complicati enigmi trovati nei cracker di Natale – i tradizionali piccoli gadget delle feste – che a quanto pare l’assassino ha confezionato per ciascuna delle vittime. Ma avvicinandosi alla verità, si avvicina anche pericolosamente a un killer astuto e ingegnoso. Edie riuscirà a risolvere questi delitti natalizi prima di diventare lei stessa la prossima vittima?
Traduttore: Eleonora Motta
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Giallo
Pagine: 288
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Salvatore Argiolas
Come la Settimana Enigmistica anche “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie vanta innumerevoli tentativi di imitazione anche se deve a “L’ospite invisibile” di Bristow & Manning, scritto diversi anni prima, la struttura di base ed alcuni intrecci.
Il libro della regina del giallo è uno dei romanzi più venduti al mondo che stabilisce un ideale palinsesto su cui tanti scrittori hanno voluto stendere le loro personali variazioni sul tema e anche Alexandra Benedict non si è voluta sottrarre alla sfida di confrontarsi con le atmosfere cupe e angosciose di “Ten Little Niggers”.
“Sull’isola con l’assassino” presenta diversi temi tipici della narrativa di Alexandra Benedict come le ambientazioni natalizie, gli indovinelli, le trame complesse e i continui colpi di scena.
Edie O’ Sullivan l’anziana creatrice di cruciverba, già protagonista di “Quattro delitti prima di mezzanotte”, è ospite, assieme alla compagna Riga, al figlio Sean, ispettore di polizia, e al cane Nicholas dell’Aster Castle Hotel situato nell’ Holly Island al largo della Scozia, che in occasione dell’apertura ha in programma una sontuosa festa con diversi influencer e personaggi molto conosciuti che faranno pubblicità alla struttura alberghiera.
Già prima che gli invitati arrivino sull’isola qualcuno mette in allarme Mara Morecombe-Clark, la direttrice alla sua prima esperienza nel settore, manipolando il plastico dell’hotel per mettere la statuina del padre Ivan a terra, preannunciandone la morte.
“Mara aprì la facciata della casetta. Batté le palpebre e i battiti accelerarono: il pupazzo che rappresentava suo padre avrebbe dovuto essere seduto al bar dove l’aveva lasciato l’ultima volta, a leggere con un enorme bicchiere di scotch accanto. Invece era disteso sul pavimento della sua stanza. La madre era seduta sul letto, con le mani di legno che coprivano il viso. Una bambolina con un camice blu incombeva sul padre con graziosi occhi blu. Le mani erano appoggiate su una minuscola barella con un sacco per cadaveri vuoto sopra. Lo sguardo del padre era fisso sul soffitto.”
In seguito la tensione cresce sia perché una tempesta rende l’isola inavvicinabile, sia perché le comunicazioni sono state sabotate e nei crackers natalizi sono stati inseriti degli indovinelli ambigui con riferimenti all’adozione e ai personaggi natalizi nei vari paesi del mondo.
Sull’isola pende una storica maledizione che pende su “tutti coloro che hanno cercato di sfruttare l’isola a proprio vantaggio, che si sia trattato di costruire una casa, di aprire un’attività turistica sono tutti morti in circostanze misteriose” e ciò che attende gli ospiti del resort conferma in pieno la tragica profezia.
“Sull’isola con l’assassino” riassume e condensa tutti i “topoi” tipici del giallo all’inglese, come il gruppo chiuso di sospettati, un luogo ristretto dove i personaggi sono costretti ad agire, un movente che di svela lentamente e morti che non hanno un’immediata spiegazione ma che col tempo trovano una motivazione, inseriti in una cornice di modernità e facile riconoscibilità mediatica.
“Dopotutto, gli influencer non sono altro che questo: manipolatori”, commentò Owain, con un ghigno beffardo. “Ma se foste chiamati così, la vostra non sarebbe una carriera così ambita dalla Generazione Z. E poi, se tutti gli influencer fossero come lei, potrebbero chiamarsi come vogliono e continuare a vendere il loro prodotto.”
Anche se l’indagine è condotta dal figlio Sean, è l’anziana Edie ha sbrogliare la complicata matassa di questi omicidi il cui motivo è dichiarato velatamente nei messaggi che l’assassino ha fatto pervenire a tutto il gruppo, anche perché per lei la risoluzione di un crimine è come il completamento di un puzzle:
“E’ necessario sistemare i fatti conosciuti come pietre angolari e poi procedere a costruire verso l’interno, creando connessioni, finché il quadro non è chiaro”.
Alexandra Benedict propone un nuovo giallo dove è difficile districarsi tra le possibili soluzioni e non ci fa mancare il sorprendente colpo di scena finale che, forse chi conosce bene il libro a cui si è ispirata potrebbe intuire, ma che comunque costituisce un bel rompicapo.
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Alexandra Benedict
È un’autrice pluripremiata di romanzi, racconti e sceneggiature. Ha composto musica per film, TV e radio e, più recentemente, per produzioni BBC Sounds e Audible. Tiene corsi di Scrittura creativa di crime e thriller alla City University. Con la Newton Compton ha pubblicato A cena con l’assassino, In treno con l’assassino, Quattro delitti prima di mezzanotte, Cammina cammina la morte si avvicina e Sull’isola con l’assassino.