e le verità nascoste
Sinossi. Mentre fissa il seitan bollito nel suo piatto, Teresa Papavero si chiede ancora una volta cosa ci faccia al Rifugio dei cinque sensi, un luogo dove “il tempo è lasciato andare”. La risposta è semplice: è stata trascinata lì con la forza da Gigia, la sua inseparabile amica, convinta che abbia bisogno di distrarsi dagli eventi appena trascorsi. Ma come potrebbe dimenticare che suo nonno è un boss mafioso in prigione, che la nuova capoclan è decisa a eliminarla e che è scampata di nuovo alla morte grazie all’intervento di Leonardo Serra? E, oltretutto, che forse lui è morto nel tentativo di salvarla? Il seitan, le foglie di insalata scondite o delle terribili tisane depurative non possono di certo rasserenarla. Ormai è lì e, in assenza di cellulari e televisori, non le resta altro da fare se non osservare i suoi compagni di sventura. Fra tutti, ad attirare la sua attenzione c’è Guendalina Corazza, una famigerata giornalista di gossip che con un articolo può decidere le sorti di attori, registi e produttori. Ed è proprio il suo corpo quello che lei e Gigia scoprono a galleggiare in piscina mentre, nella notte, vagano nel resort in cerca di uno spuntino meno salutare. In questa indagine, dove niente è come sembra, Teresa dovrà fare i conti con un passato che non risparmia nessuno, né vittime né carnefici. Scoprire che cosa è realmente successo a sua madre potrebbe colmare un vuoto che brucia da anni e aiutarla ad affrontare i suoi demoni. Teresa Papavero non è tipo da arrendersi facilmente e, armata di prodigiosa determinazione e alleati preziosi, farà di tutto per scoprire la verità, anche mettendo a rischio la propria vita. E Leonardo è davvero morto o riuscirà a salvarla ancora una volta?
Autore: Chiara Moscardelli
Editore: Giunti
Genere: Giallo
Pagine: 320 p., R
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Loredana Cescutti
Teresa Papavero è sicuramente uno di quei personaggi difficili da ricollocare in un ruolo, perché all’apparenza, che per molti è tutto, sicuramente non si sforza molto per lasciare una bella immagine di sé ma che poi, diciamolo…
… è una cosa così importante?
“Gli assassini mi servono…
Ne ho bisogno. Senza di loro resterei sola con me stessa, i miei fantasmi, le mie paure, e io non voglio restare sola con loro. Né tantomeno con me stessa.”
Abbiamo imparato a conoscere questa ragazza, apparentemente sopra le righe, a tratti “svalvolata”, tanto confusionaria e anche piena di fantasmi che le impediscono di vivere e che la rendono negativa e povera di autostima.
In realtà, poi, lei non è ciò che mostra in superficie per non deludere chi, come ad esempio suo padre, la prende sempre sottogamba e dall’alto della “sua fama”, la svilisce e non vuole guardare oltre.
“Sta indagando su qualcosa?
In effetti sì, su un omicidio.
Lo sapevo! Quando la Papavero se move lo fa per una buona ragione. Ma io nun so’ stato eh!”
Il suo titolo di criminologa se lo è guadagnato studiando e risolvendo casi particolari, poiché ha una dote innata nel riuscire a collegare i puntini nel modo giusto.
“L’amore non si giudica. L’amore capita e quando accade non ci si può fare niente.”
Giunti al quarto romanzo, le aspettative erano molte poiché col precedente, “Teresa Papavero e i fantasmi del passato”, l’esplosione di informazioni scoperte, lasciava il lettore lì, sospeso, ina una bolla di attesa e curiosità che faticava a placarsi.
“… capì che non avrebbe mai e poi mai dovuto ascoltare quella storia.”
Ebbene, con “Teresa Papavero e le verità nascoste”, questo fil rouge verrà sapientemente dipanato da Papavero e Moscardelli ma, non pensiate che sia tutto così semplice.
Di pagina in pagina, la consapevolezza di sé e di chi le sta attorno, renderanno Teresa, qualora ce ne fosse stato bisogno, ancora più determinata a spuntarla per salvarsi la vita che per lei e chi le gravita attorno è normale amministrazione e, a sciogliere ogni singolo nodo che per trentaquattro anni ha influenzato la sua vita in ogni sfaccettatura e poi, anche dell’altro.
“Aveva impiegato così tante energie nel boicottarsi che non si era accorta che il problema non era ciò che pensava o temeva riguardo a se stessa, ma il fatto di fuggire da quei sentimenti anziché affrontarli. Non erano i serial killer o gli assassini i veri nemici. Il vero nemico era stata sempre e solo lei. Il suo senso di inadeguatezza era stato la scusa perfetta dietro cui trincerarsi…”.
Ma non posso dirvi tutto io!
Con uno stile che ormai le è consueto, costruito con attimi di ironia assoluta inframezzati anche a momenti di profondità ed emozioni che ci attraversano come una carezza, Moscardelli torna assieme alla sua Teresa e ci conduce, un passo alla volta, verso un bosco oscuro, tortuoso e impervio, come nelle migliori fiabe, quelle nere s’intende e, ci propone una storia sapientemente costruita, che si compone di un cold case con artigli nel presente, NELLA STORIA di Teresa che noi, con lei, stavamo ardentemente aspettando.
Un ritmo decisamente serrato, per una come Papavero che se può, l’attività fisica la scansa come una malattia contagiosa e un brio, che tiene viva l’intera storia.
Complice il periodo di vacanza al mare, l’ho letto in ventiquattro ore, accompagnata dalla frenesia di sapere tutto.
“Forse quella storia era destinata a restare senza un lieto fine o forse non poteva esistere una vera conclusione.”
Un tutto esplosivo, sicuramente difficile da gestire per una come Teresa, che potrebbe addirittura imploderle dentro andando a lasciare anche cicatrici ben peggiori di quelle che già si porta addosso, ma per fortuna ci sono gli amici vecchi e nuovi, privi di secondi fini e, semplicemente presenti per lei.
Una storia dove il VALORE dei legami, assume un ruolo fondamentale per riuscire a mantenere in equilibrio lo spirito e l’autostima precario di questa donna che VORREBBE solo essere forte ma, che spesso rischia il crollo perché “sì”, perché non possiamo sempre incarnare il modello della donna forte e indistruttibile come tutti si aspettano e invece, abbiamo anche bisogno di sentirci protette, senza tornaconto alcuno.
Perché diciamolo chiaramente, anche noi rischiamo di andare in pezzi, se al nostro fianco non abbiamo la persona giusta pronta a risollevarci, raccogliendo ogni nostro frammento.
“Avrei dovuto dirti quanto sei importante per me… Ma ero terrorizzata. Amare qualcuno è bellissimo, ma è anche spaventoso perché l’amore non si può controllare. Allora… allora preferivo tenerti lontano per mantenere il controllo.”
E…
… “… aveva bisogno di pensarlo ancora vivo…”
Il finale si presenta imprevedibile e il futuro chi lo sa.
Sicuramente, al di là del colore giallo portato dalle indagini, questo e il precedente, rimangono, a mio avviso, fra i romanzi più emotivamente impattanti e introspettivi sul filone principale dell’intera serie, ossia la storia di Teresa.
“E tra le pieghe di quel momento sospeso, lei capì una cosa con chiarezza… a salvarla… Era stato il fatto di comprendere che aveva smesso di scappare dai suoi fantasmi. Così chiuse gli occhi e per la prima volta si lasciò andare. Non c’era più difesa, ma abbandono.”
E ora?
Chi vivrà leggerà.
Buona lettura!
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Chiara Moscardelli
nata a Roma, lavora a Milano come addetta stampa. “Volevo essere una gatta morta”, suo romanzo d’esordio, ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, diventando in breve un libro di culto. Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo “La vita non è un film (ma a volte ci somiglia)” (Einaudi, 2013), “Quando meno te lo aspetti” (Giunti Editore, 2015), “Volevo solo andare a letto presto” (Giunti Editore, 2016), “Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli” (Giunti Editore, 2016), “Volevo essere una vedova” (Einaudi, 2019), “Extravergine” (Solferino, 2019), “Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine” (Giunti, 2021), Teresa Papavero e i fantasmi del passato (Giunti, 2025).