Topeka School




Recensione di Francesca Marchesani


Autore: Ben Lerner

Editore: Sellerio

Traduzione: Martina Testa

Genere: Narrativa

Pagine: 375

Pubblicazione: Marzo 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Adam Gordon è uno studente dell’ultimo anno di liceo alla Topeka High School. La madre è una celebre autrice femminista, il padre ha il talento di convincere i ragazzi difficili a parlare e ad aprirsi. Entrambi lavorano in una prestigiosa clinica psichiatrica che ha attratto medici e pazienti da ogni parte del mondo. Il figlio è un campione nell’arte del dibattito pubblico, una disciplina agonistica in cui le parole sono armi fatali e ci si scontra al fuoco di argomenti e controargomentifin quando non si lascia l’avversario senza fiato. Adam sogna di diventare un poeta ma al tempo stesso è riuscito a integrarsi nel branco e ha capito che non bisogna mai mostrarsi deboli per non soccombere nella brutale competizione dei giovani maschi. Tra i suoi amici c’è un ragazzo problematico, che ha deciso di aiutare accogliendolo nel suo giro. Ma il risultato sarà una catastrofe. Topeka School è una storia di famiglia ambientata negli anni Novanta nel Midwest americano, un racconto di adolescenza e trasgressione, una diagnosi delle condizioni economiche, sociali, individuali che hanno sospinto l’ascesa di un linguaggio sprezzante e conflittuale che è diventato la nuova norma nella vita di tutti i giorni. Ben Lerner narra da diversi punti di vista i fallimenti e i successi dei Gordon, lo spettro di un passato violento, i tradimenti tra i coniugi, la sfida di crescere un figlio immerso in un tossico ambiente maschile. E il romanzo è anche una sorta di preistoria del nostro presente, del collasso del discorso pubblico sepolto dal diluvio delle parole dei social, e intuisce l’emergere di un nuovo pensiero che dalla crisi di identità dei maschi bianchi fa scaturire un desiderio di rivalsa e di potere. È stato definito il libro migliore del più talentuoso tra gli scrittori della sua generazione, e il maggiore romanzo dell’epoca di Donald Trump. Di certo è un’opera complessa, ambiziosa, unica, che conduce i lettori lungo una strada poco frequentata della letteratura di oggi.

 

Recensione

Ben Lerner decide di presentarci la famiglia Gordon, una famiglia bianca americana come ce ne sono mille altre. Con capitoli alternati dal punto di vista della madre, del padre e del figlio Adam, entriamo dentro la loro casa, la loro testa e le loro vite.

Jane, la madre è una femminista molto attiva, ha scritto un libro che ha avuto molto successo ma che mette in imbarazzo Adam con i suoi coetanei. Viene perseguitata dagli uomini che la circondano, accusata di aver fatto successo grazie alla sua gigantesca invidia del sesso maschile.

Da quando è diventata famosa vede tutti cambiare atteggiamenti nei suoi confronti, non solo i colleghi e gli sconosciuti, ma anche la sua migliore amica, addirittura il marito.

Quest’ultimo Jonathan, ripercorriamo la sua infanzia e adolescenza attraverso dei periodi che per lui sono stati cruciali. Dovrebbe essere dipinto come un supereroe, qualcuno di speciale e indistruttibile, sempre pronto a vincere tutte le battaglie in onore di suo figlio. Ma un padre non è altro che un uomo.

Parla del suo lavoro e di come a volte lo facciatotalmente estraniare dal resto del mondo. Lui parla soprattutto di Sima però, la migliore amica di sua moglie.

Adam invece non è un ragazzo comune, fin da piccolo campione di dibattito, trascina i genitori ai suoi interventi, dove sfida la più grande paura del popolo americano secondo Lerner, quella di esporsi al pubblico.

Vediamo Adam analizzato dal punto di vista dei suoi genitori, trattato come un bambino o come un adulto a seconda di quanto diventi difficile approcciarsi con lui. Costretto a vivere in un mondo dove dovrebbe sentirsi privilegiato e importante ma dove in realtà lui vorrebbe battersi per avere uguaglianza e parità per tutti, in un periodo storico dove c’è un governo che tende a mettere la popolazione su diversi scalini.

Una famiglia come tante sì, ma quanti sono disposti a entrare così dentro in casa propria? Rendersi conto che la propria vita non è altro che un loop infinito in cui ripetiamo sempre le stesse azioni cambiando solo i protagonisti e le comparse sul palcoscenico?

 

 

 

 

Ben Lerner


è nato a Topeka, Kansas, nel 1979. Da poeta ha pubblicato tre raccolte che si sono aggiudicate prestigiosi riconoscimenti come il Preis der Stadt Münster für Internationale Poesie in Germania e la candidatura per il National Book Award. Il suo primo romanzo, Un uomo di passaggio (Neri Pozza, 2012), lo ha lanciato nella narrativa e ha ottenuto il Believer Book Award. Tra le sue pubblicazioni per Sellerio si ricordano: Odiare la poesia (2017) e Topeka school (2020)

 

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