GIUSE ALEMANNO
Editore: Las Vegas Edizioni
Genere: Narrativa
Pagine: 174
Anno edizione: 2025

Sinossi. Dino Di Cristina ha partecipato alla punizione di un gerarca fascista e per questo è costretto a scappare. L’unica via di fuga è quella di unirsi a un gruppo di bovari antifascisti che stanno partendo per la transumanza. Dino non sa nulla delle mucche ma il viaggio lo scaraventa in avventure sorprendenti, che affronta insieme ai suoi compagni “speciali”, tutte figure che ricalcano personaggi famosi della storia e della letteratura. Tra una setta di credenti pronti a gettarsi in un fiume per cercare la salvezza, banditi locali e una ragazza strappata ai suoi aguzzini, Dino e tutti gli altri devono arrivare alla meta. Dopo la nerissima “Trilogia dei Sarmenta”, Giuse Alemanno ha scritto una storia imprevedibile, un po’ romanzo picaresco e un po’ romanzo a chiave, dedicato alla natura, alla cultura, alla libertà… e alle mucche!
Recensione
di
Loredana Gasparri
Conosco Giuse Alemanno grazie alla sua truce trilogia dei Sarmenta, una storia profondamente immersa nella mafia e nei suoi meccanismi. E veramente molto, molto nera.
Transumanza parte con qualche elemento comune con la trilogia, ma li trasforma da subito, dalle prime righe, in qualcosa di molto originale che si fa ascoltare subito con attenzione. Ci sono belve anche qui, e anche queste hanno un certo grado di ferocia: i fascisti nel piccolo paese di Graticelle d’Abruzzo.
Il loro rappresentante principale è il podestà, Domenico D’Angelo, nonché medico condotto e capo delle Camicie Nere, ed è quello su cui si concentrano le attenzioni degli altri protagonisti e di noi lettori. Se potevamo sentirci a disagio e chiaramente spaventati di fronte ai mafiosi degli altri libri, davanti al podestà non possiamo che sbuffare di disprezzo, per quanto venato di un certo timore.
Si tratta pur sempre di un’autorità, anche se vile, stupida, ma estremamente cattiva e vendicativa, se stimolata male. La vendetta, però, non è solo ad appannaggio dei malvagi (stupidi, cattivi o intelligenti che siano); se pestano i piedi sbagliati, che appartengono a teste calde e creative, si ritrovano a diventare vittime di punizioni spietate e senza ripensamenti. E nel caso di Domenico D’Angelo, creativamente umilianti. Chiunque nutra forti sentimenti antifascisti non potrà che apprezzare profondamente la qualità… indimenticabile di questa ritorsione.
Tra gli autori della spedizione punitiva figura Dino Di Cristina, che è la voce narrante del libro. I fascisti di Graticelle saranno pure stupidi, ma come abbiamo detto, rappresentano lo stesso l’autorità, ed è un tipo di potere che non conosce comprensione o perdono, ma solo punizione, soppressione senza ripensamenti. L’unica soluzione, per evitare di subire qualcosa di orribile? La fuga. Dino Di Cristina viene indirizzato verso la più improbabile delle vie d’uscita dai guai: unirsi alla transumanza delle vacche in Puglia guidata da una figura semi-leggendaria, Ottavio Garnieri.
Inizia il viaggio di Dino, e naturalmente il nostro.
Non consiglierei di allacciare le cinture, perché la transumanza, la migrazione stagionale delle mandrie (in questo caso, di mucche) dai pascoli di pianura a quelli montuosi o viceversa, non è una gara automobilistica. È un viaggio lento con le sue difficoltà e bellezze, non privo di pericoli e intoppi.
Consiglio, però, di mettersi comodi e concentrare l’attenzione, perché l’andamento lento del viaggio non è sinonimo di noia o di mancanza di eventi. Esattamente il contrario.
Saremo stimolati continuamente. Vorremo vedere come se la caverà Dino, che è un giovanotto non privo di un certo coraggio e talento, ma che delle mucche, per sua stessa ammissione, sa a malapena che hanno corna davanti e coda dietro.
È un fuggitivo, e dovrà darsi da fare perché non sta partecipando ad una vacanza. Come lo accoglierà Ottavio Garnieri, sapendo che potrebbe procurargli non pochi guai, avendo collaborato a prendere a calci un gerarca fascista?
E quando incontreremo Ottavio, e lo sentiremo parlare, soprattutto, non vorremo più allontanarci da lui. L’autore, con questo personaggio, ha toccato vette di creatività decisamente alte. Ottavio è in grado di parlare… a colori, o in bianco e nero, a seconda di quale messaggio stia trasmettendo, e a chi.
Che cosa vuol dire parlare a colori o in bianco e nero? Potrei provare a spiegarlo per un altro paio di pagine, e non saprei renderlo. Dovete leggere. Se dicessi che usa metafore ardite, similitudini e sentenze originali, non mi avvicinerei al cuore di questo suo stile ottaviesco.
(Che cosa ha spinto l’autore a creare questo tipo di linguaggio? Come ha fatto? Chi parla così nella sua vita? Glielo dovremo chiedere.)
Ottavio, però, è solo il primo personaggio di una lunga fila, che si snoda attraverso le diverse tappe della transumanza. Incontreremo suo figlio, aperto e gentile, profondamente legato al vaccaro, e diverse altre figure, che hanno tutte in comune sentimenti di rispetto profondo per Ottavio. Solo una è una perfetta sconosciuta, un’aggiunta dell’ultimo momento che potrebbe rivelarsi un disturbo… oppure no. Leggendo, lo scopriremo.
Terremo d’occhio Dino, e non solo perché è dalla sua voce che sappiamo che cosa avviene, ma perché scopriremo che qualcosa in lui cambia. Non è solo occuparsi delle mucche, che opera la sua influenza su di lui, ma la costante interazione con i vaccari e gli elementi di questo gruppo eterogeneo e unito, allo stesso tempo.
Forse sta crescendo? Senz’altro. E forse sta scoprendo qualcosa di sé che non conosceva e che non poteva emergere dov’era; ci voleva il cambiamento costante della transumanza e dei suoi aspetti quasi rituali a provocarlo.
Se ripenso al viaggio e alle sue tappe, mi vengono in mente i Tarocchi e gli Arcani Maggiori. Dino potrebbe infilarsi nei panni del Matto, di colui che inizia il percorso, pieno di determinazione e anche di timori. E Ottavio? Mi ha fatto pensare all’Imperatore, la figura di comando, il padre che guida i passi dei suoi figli.
E magari, all’ultima pagina, scopriremo che siamo cambiati un po’ anche noi.
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Giuse Alemanno
Giuse Alemanno è nato nel 1962 a Copertino (LE) e vive a Manduria. Ha pubblicato diversi libri, tra cui il romanzo Terra Nera (Stampa Alternativa, 2005), i due romanzi su Don Fefé e Ciccillo, due testi sull’Ilva di Taranto. Con Las Vegas edizioni ha pubblicato la trilogia dei Sarmenta: Come belve feroci (2018, 2022), Mattanza (2019) e Nero finale (2022). E nel 2025 Transumanza.
A cura di Loredana Gasparri