Trappola nella nebbia




‎ Rosa Teruzzi


Sinossi. Una sera di novembre, una figura incappucciata sbuca dall’androne di un palazzo signorile di Milano e aggredisce, prima con l’acido e poi a coltellate, l’ambiziosa pm Mimma Arrigoni. Quasi per caso, nell’inchiesta si ritrova coinvolta anche Libera Cairati, la fioraia-detective del Giambellino, che con la vittima ha un rapporto burrascoso perché sospetta sia troppo interessata al suo compagno, il commissario Gabriele. E se la polizia arranca sulle tracce della criminalità organizzata, Libera si imbatte fin da subito nei molti segreti personali della Arrigoni. È solo una coincidenza che l’agguato sia scattato alla vigilia del suo compleanno? E chi poteva volerla morta? Una moglie tradita, un amante deluso o uno dei delinquenti su cui la donna stava indagando – gente senza scrupoli, disposta a ingannare persone fragili con finte promesse d’amore? Tra appostamenti, bugie e depistaggi, la Miss Marple del Giambellino scoprirà la verità solo grazie all’aiuto dell’affiatatissima squadra di sempre: l’eccentrica madre Iole, la giornalista Irene, il burbero capocronista Cagnaccio, il fotografo Piè Veloce e Diego Capistrano, ex latitante con contatti tra gli ambienti più sordidi della città. Per Libera, il caso si intreccia con quello – più privato – della scomparsa di un uomo che potrebbe essere suo padre, mentre il cuore continua a battere indeciso mettendo in pericolo la relazione con il commissario. E nella nebbia di Milano, ogni passo falso può diventare una trappola.


Autore: Rosa Teruzzi

Genere: Noir

Editore: Sonzogno

Pagg: 160

Pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Paola Iannelli


La nebbia si sa è un elemento atmosferico molto utilizzato per celare un delitto, un agguato o compiere qualsiasi altro atto criminale. La vicenda si svolge a Milano, l’aggressione, con acido e arma bianca, colpisce una PM, tale Mimma Arrigoni. La donna riesce a salvarsi, le indagini sono condotte dal commissariato di zona, capeggiato da Gabriele, compagno di vita di Libera Cairati, la fioraia del Giambellino.

Il racconto poliziesco fa parte di una lunga episodi seriali, dove la donna appare protagonista della scena investigativa, insieme a sua madre: Iole, una signora matura, alquanto vivace e stravagante e da Vittoria, rispettivamente figlia e nipote delle prime due. Il quartiere di residenza del trio è il Giambellino, dove il tempo cronologico è scandito dal passaggio dei vagoni ferroviari, che immutati sfrecciano da un lato all’altro del passaggio a livello.

Il linguaggio dei fiori recupera quel tratto poetico-lirico, che l’autrice confonde tra le righe di una storia che poggia le basi sul sentimento della vendetta. Non lucra tra le fondamenta dei buoni sentimenti semmai esplora ciò che le piante riescono a donare. I colori, i profumi, le gesta semplici costruiscono un nido di sana moralità, che spesso è violenta da gesta criminali, consegnando al genere l’appellativo di green thriller.

La Teruzzi con dovizia di particolari descrive il paesaggio metropolitano, facendo calare il lettore tra le pieghe di una città all’apparenza austera e inscalfibile. Si sa che le crepe della violenza si formano senza preavviso, aprendo vecchie e nuove ferite. 

L’agguato perpetrato ai danni della PM alimenta chiacchiere e strane insinuazioni, lei è un personaggio chiave in questo racconto, con la sua aria rigida, dal fare algido, cui nessuno conosce particolari legati alla sua sfera privata. 

Libera cerca una chiave di lettura, costringendosi all’aiuto di sua madre, che non spreca nessuna occasione pur di mettersi in mostra. Un tacito accordo tra loro costruisce le fasi di un procedimento al quale loro sono avvezze, pur non possedendo gli strumenti adeguati.

La parentesi più grottesca è nella descrizione di due croniste di nera, fameliche a tal punto da trascendere qualsiasi impedimento morale, forse questo accenno fa parte all’esperienza quotidiana che l’autrice ha in quanto caporedattrice di una famosa trasmissione di cronaca nera.

Tra false piste, appostamenti, viaggi internazionali, intrecci amorosi, la storia fila tra le pieghe di una Milano pronta a regalare la parte buona di sé. Sarà proprio un incontro fortuito a concedere la chiave di volta per la soluzione finale.

Il viaggio di Libera continua, nonostante l’apporto positivo concesso alle indagini da parte della polizia, peccato che la PM distrugge il merito di un’impresa andata a buon fine.

Tutto ciò cari lettori lo scoprirete leggendo il finale, che fa già presagire un continuo delle avventure delle tre Miss Marple del Giambellino.

Acquista su Amazon.it: 

Rosa Teruzzi


(1965) ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado, in onda su Retequattro. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli. Per Sonzogno, nel 2016 ha pubblicato La sposa scomparsa. Seguono La fioraia del Giambellino, Non si uccide per amore, Ultimo tango all’Ortica, La memoria del lago, Ombre sul Naviglio, Gli amanti di Brera, La ballata dei padri infedeli.