Giulia Gambazzi
Sinossi. Se amate Agatha Christie e Cluedo, questo è l’unico invito che vorrete ricevere
Una cena con delitto esclusiva, nove partecipanti, un cadavere: tutti sono sospettati. Tutti hanno un segreto, nessuno è innocente. Emilia Re, trentacinquenne milanese seguita da migliaia di fan per il suo canale YouTube dedicato al true crime, riceve un invito inatteso e irrifiutabile: una cena con delitto nella sontuosa villa ligure dalla celebre e controversa giallista Demetra De Novellis. Insieme a lei, un gruppo eterogeneo di sconosciuti: una coppia glamour, due anziane amiche ficcanaso, un fratello e una sorella gemelli molto riservati, un cameriere inesperto e Agnese, l’assistente personale della scrittrice, sull’orlo di una crisi di nervi. Quello che comincia come un gioco diventa presto qualcosa di ben più pericoloso: Demetra ha disseminato indizi criptici sul passato di ciascun commensale. La tensione cresce, complice un violento temporale, e, nel buio di un improvviso blackout, la padrona di casa viene assassinata. Tra lo sgomento generale, Agnese rivela un segreto sconvolgente: Demetra le aveva confessato che a quella tavola sedevano tutti assassini, eccetto due. La serata si trasforma così in un’indagine serrata e claustrofobica in cui ogni ospite ha qualcosa da nascondere e tutti sono sospettati.
Autore: Giulia Gambazzi
Editore:Newton Compton Editori
Collana: Nuova narrativa Newton
Anno edizione: 2026
Pagine:256 p., Brossura
Recensione
di
Sabrina De Bastiani
L’espressione di Demetra la pungeva sul vivo, il suo ghigno da iena mentre li osservava compiaciuta. Stavano recitando per lei e lei si godeva ogni singolo istante. Si era ritagliata una parte infima, esauritasi immediatamente, solo per poter ammirare loro, povere bestioline intrappolate nel suo giogo e pronte a collassare. Chi avrebbe ceduto per primo?
Troppi assassini per una cena prende le mosse dall’idea classica della cena con delitto, per trasformarla in un meccanismo narrativo sempre più serrato, dove il divertimento iniziale lascia rapidamente spazio all’inquietudine, portando il lettore a sottovalutare quanto sia sottile il confine tra finzione e realtà.
Uno dei punti di forza della storia, infatti, sta proprio nella sua capacità di ribaltare le aspettative.
All’inizio tutto sembra seguire le regole di un gioco di ruolo.
Una villa elegante, un gruppo di invitati, segreti da custodire e personaggi chiamati a interpretare una parte.
Viviana alla finestra, Diego e Brunilde sul divano, Rachele e Demetra vicino allo scrittoio, Madlena e Davit in piedi accanto alla porta e Agnese e Emilia di lato alla libreria. Emilia era certa che visti da fuori, rinchiusi in quel salotto, all’interno di una lussuosa villa sul mare, dovevano sembrare proprio i perfetti sospettati di un omicidio.
È una fotografia immobile che racchiude tanta della tensione del romanzo, poichè nessuno è davvero dove sembra essere e, soprattutto, nessuno è davvero chi dice di essere.
Giulia Gambazzi costruisce la suspense senza affidarsi agli effetti speciali del thriller contemporaneo. Lavora sui personaggi, sugli strappi nei rapporti, sulle piccole incrinature che lentamente diventano voragini e così il lettore si trova costretto a cambiare continuamente idea, a rivalutare ogni dialogo, ogni gesto, ogni silenzio. Non c’è un solo personaggio che possa dirsi completamente trasparente, ed è proprio questa ambiguità a rendere la lettura irresistibile.
«Aveva detto che solo in due erano innocenti, ma uno puntava a ucciderla proprio stanotte. E ce l’ha fatta. Demetra è morta e voi siete tutti assassini!».
Il passaggio dal gioco alla tragedia è tanto naturale quanto spiazzante.
… ma davvero il colpevole nel gioco lo era anche nella vita reale?
Quanto delle maschere che indossiamo per divertirci finisce per rivelare chi siamo davvero?
Gambazzi dimostra una notevole abilità nel gestire un cast numeroso senza perdere mai il controllo della narrazione. Ogni figura è caratterizzata da una voce riconoscibile, motivazioni credibili e un passato che pesa sulle scelte presenti. Nessuno è semplice comparsa e ogni tassello contribuisce a costruire un mosaico sempre più complesso.
Anche il ritmo è calibrato con intelligenza. Le pagine scorrono veloci, non per inseguire colpi di scena a raffica, ma invogliando il lettore a capire, intuire, anticipare. E puntualmente la narrazione riesce a spostare il bersaglio un passo più in là.
Un titolo che promette molti assassini per un romanzo che racconta soprattutto molte colpe.
Colpe grandi e piccole, dichiarate o taciute, che finiscono per intrecciarsi fino a rendere impossibile distinguere nettamente vittime e carnefici, ricordando che un’indagine serve a trovare chi ha ucciso, ma anche a mettere a nudo ciò che si è cercato disperatamente di nascondere.
Inevitabile la sensazione di aver partecipato anche noi a quella cena, osservando i commensali uno dopo l’altro mentre le certezze crollano e il classico whodunit si fa riflessione sottile su identità, colpa e verità, lasciando al lettore qualcosa che continua a lavorare anche dopo l’ultima pagina.
Ogni partecipante a quella cena, in un modo o nell’altro, avrebbe fatto ritorno a casa spezzato. Alcuni nemmeno sarebbero tornati a casa.
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Giulia Gambazzi
Appassionata di storie fin dall’infanzia, si è laureata in Lettere moderne con una tesi in storia del cinema, per poi proseguire la formazione presso l’Accademia Griffith di Roma e con il Master in Critica giornalistica dell’Accademia Silvio d’Amico. Ha collaborato con Badtaste.it e oggi coltiva la sua creatività con progetti per il cinema e la televisione, muovendosi tra fantasy e crime. Troppi assassini per una cena è il suo romanzo d’esordio.