Patricia Cornwell
Senza tralasciare alcun dettaglio, Patricia Cornwell si mette a nudo, offrendo uno sguardo illuminante su ciò che l’ha resa la star internazionale che è oggi.
Sinossi. Patricia Cornwell è nota in tutto il mondo per la sua serie di thriller bestseller con protagonista l’anatomopatologa Kay Scarpetta. Se ogni storia ha un’origine, quella di Scarpetta è iniziata quando Patricia Cornwell ha scelto di varcare la soglia di un obitorio. In questo memoir dolorosamente onesto la scrittrice scava nel proprio passato, ripercorrendo i traumi di un’infanzia segnata da genitori negligenti: un padre che abbandona la famiglia il giorno di Natale e una madre vittima della depressione. Descrive l’ombra dei maltrattamenti subiti durante l’affido e il legame profondo nato con Ruth, la moglie del celebre predicatore Billy Graham, una figura materna che sarà decisiva per il suo futuro di scrittrice. Con estrema franchezza, Cornwell racconta come sia riuscita a superare tutti gli ostacoli – tra terribili ricoveri ospedalieri e incidenti che l’hanno portata a un passo dalla morte – trasformando la sofferenza nell’ambizione di diventare una pluripremiata cronista di nera. Da lì, le ricerche presso l’ufficio di medicina legale si sono trasformate in un lavoro a tempo pieno, facendo di Cornwell prima un’esperta forense poi un fenomeno editoriale planetario grazie al suo stile realistico unico. Nel mezzo, ovviamente, occupa un posto centrale il suo rapporto con la scrittura, che incrocia una passione quasi ossessiva per Jack lo Squartatore e le vicende legate ai primi rifiuti editoriali, fino alla svolta decisiva con Postmortem. Senza tralasciare alcun dettaglio, Patricia Cornwell si mette a nudo, offrendo uno sguardo illuminante su ciò che l’ha resa la star internazionale che è oggi.
Autore: Patricia Cornwell
Traduzione: Sara Crimi, Laura Tasso
Editore: Mondadori
Genere: Noir, autobiografia
Pagine: 440
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Giulia Manna
A mio avviso Patricia Cornwell è la regina del medical thriller. Ha rivoluzionato il genere poliziesco con Postmortem, introducendo la figura di Kay Scarpetta, anatomopatologa. Con lei il fedele Pete Marino, la nipote Lucy e il marito Benton Wesley.
Ero una bambina, quando mia madre comprò il libro Postmortem. Rimasi colpita da quanto era assorta in quella lettura, che tra l’altro mi venne giustamente proibita. Era ancora troppo presto per me. Qualche anno dopo, però lo presi in mano e nacque il mio amore per l’autrice e i suoi personaggi.
Credo che tra la mia libreria e quella di mia madre, non manchi alcun libro di Cornwell. Anche quello su Jack lo Squartatore è presente, altra passione oscura che ci unisce, sebbene ancora non sono riuscita ad andare a Londra solo per esplorare tale personaggio e i suoi crimini.
La sua scrittura è riconosciuta in tutto il mondo, i suoi personaggi e le trame reggono anche dopo anni senza mai annoiare, anzi continuano a stupire.
Ho capito perchè, leggendo questa biografia. L’autrice si immerge nello studio come rivela in diverse occasioni quando parla del personaggio di Scarpetta o anche di Callie Chase, investigatrice della Nasa. Non uno studio superficiale, fatto tanto per raccontare, ma scrupoloso e dedicato.
La giornalista che è in me deve sapere di cosa sto scrivendo e il mio mantra è essere presente. Se tieni gli occhi aperti, tutto si può trasformare in ispirazione.
Non immaginavo che la vita dell’autrice fosse fatta di “certe storie”.
Forse senza volerlo, mamma mi ha insegnato che il mondo non è un posto sicuro: succedono cose orribili, i mostri sono reali, così come i miracoli.
Come la vita di ognuno di noi, mi aspettavo che fosse fatta di alti e bassi, ma non di quei bassi. Patricia Cornwell rivela il suo lato umano, di persona che ne ha passate tante. Rivela le sue fragilità e i suoi punti di forza. Scende in dettagli anche molto delicati della sua vita, senza commiserarsi. Li affronta a testa alta, a tratti anche con una certa ironia.
Sicuramente si rivela una persona diversa da come la immaginavo. Diciamo che pensavo fosse più Kay Scarpetta, invece sembra più Lucy Farinelli. O forse, meglio ancora, sembra che le pagine della sua vita siano divise in almeno tre fasi: quella di una ragazzina che cerca la sua strada, quella di Kay Scarpetta e quella di Lucy.
Mi fa strano sapere che l’autrice è veramente un’esperta e appassionata di volo in elicottero e anche che se potesse tornare indietro, vorrebbe essere un pilota della Nasa. La immaginavo tosta, però non così tanto.
Diciamo che leggere questa biografia, forse mi illude di aver creato un legame con l’autrice. Come se avessimo fatto una chiacchierata a cuore aperto sul mio divano. Come se la sua vita fosse entrata nella mia.
Sono tante le cose di cui vorrei parlarvi, come l’incontro con i Bush, i tentativi di fare una serie su Kay Scarpetta e le tante papabili attrici vociferate in questi anni per il suo ruolo, ma è giusto che lo leggiate anche voi. Poi, se vorrete, ne parleremo.
Buona lettura.
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Patricia Cornwell
1956, Miami, Florida. Patricia Cornwell è una scrittrice statunitense, discende dall’autrice de La Capanna dello Zio Tom. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatico presso l’ufficio di medicina legale della Virginia. È tra i fondatori dell’Istituto di scienze e medicina forense della Virginia e Senior Fellow dell’International Crime Scene Academy del John Jay College of Criminal Justice, nonché membro del McLean Hospital’s National Council, dove è un sostenitrice della ricerca psichiatrica. Ha esordito nella narrativa nel 1990 con il romanzo Postmortem (in Italia nel 1995), l’unico romanzo ad aver vinto nello stesso anno i premi Edgar, Creasey, Anthony, Macavity e il Prix du Roman d’Aventure. Il successo, raggiunto a livello mondiale con Oggetti di reato (1993), è andato crescendo con Quel che rimane (1994) e Insolito e crudele (1997), insignito del prestigioso Gold Dagger Award come miglior romanzo giallo. Il personaggio creato da Patricia Cornwell, l’anatomopatologa Kay Scarpetta, ha vinto nel 1999 lo Sherlock Award per il miglior detective creato da uno scrittore americano. La stessa Kay Scarpetta è la protagonista di molti romanzi, tra i quali La fabbrica dei corpi (1997), Il cimitero dei senza nome (1998), Causa di morte (1999), Morte innaturale (2000), Punto di origine (2000), Cadavere non identificato (2001), L’ultimo distretto (2002), Calliphora (2005), La traccia (2006), Predatore (2007), Il libro dei morti (2008, con il quale ha vinto nel 2008 il Galaxy British Book Award, nella sezione Crime Thriller, primo autore americano a ottenere questo prestigioso riconoscimento), Kay Scarpetta (2009), Nebbia rossa (2012), Autopsia virtuale (2012), Il fattore Scarpetta (2013), Letto di ossa (2013), Polvere (2014), Carne e sangue (2014), Caos. Un nuovo caso per Kay Scarpetta (2016) e Livore (2022). Tra i romanzi che non vedono Kay Scarpetta protagonista citiamo Il nido dei calabroni (protagonista Virginia West, 1998), La piccola fiaba della vita (1999), Croce del Sud (protagonista Judy Hammer, 2001) e Ritratto di un assassino: Jack lo Squartatore – Caso chiuso (2004), un’attenta ricostruzione della psicologia di una mente criminale, quella di Jack lo Squartatore. Da segnalare inoltre A rischio (2007) e Al buio (2009): entrambi i romanzi hanno per protagonista Win Garano, e da entrambi i libri sono stati tratti dei film. Tra le altre sue pubblicazioni: Spin (2021). Tutti i libri di Patricia Cornwell sono pubblicati in Italia da Mondadori.