Tutto muore




Juan Gómez-Jurado


Sinossi. L’universo Regina Rossa si chiude: dopo Tutto brucia e Tutto torna, il capitolo conclusivo della nuova trilogia di Juan Gómez-Jurado.

Nulla è come sembra.
Nemmeno le persone che ami.
E l’unica cosa che rimane da fare quando hai perso – i tuoi ricordi, la tua famiglia, te stessa – è arrenderti.

Aura Reyes ha affrontato quasi tutto. La prigione, il rapimento di una delle gemelle e una valigetta piena di segreti. Ora deve fare i conti con Constanz Dorr, che non vuole rinunciare a condurre il gioco ed è disposta a comprare la sua anima. Ma il Male non si può pagare a rate e la Verità non è un mistero da risolvere, bensì un fardello che ci portiamo da sempre dietro.

Nel cuore di una rete di menzogne che unisce passato e presente, Aura dovrà scegliere da che parte stare: con le sue alleate, Mari Paz e Sere, o con chi può darle le risposte che ha sempre cercato?
E, quando ogni elemento sembra andare al proprio posto, tutto si spezza.
Perché in questa guerra senza tregua nessuno è senza colpa.

Sei tu la pedina… Quella che con coraggio e tenacia, e con il rigoroso rispetto delle regole, avanza dall’altra parte della scacchiera. E cosa succede alla pedina che arriva dall’altra parte della scacchiera?…

… Diventa la Regina.

La figura più potente del gioco.

L’unica che tutti temono…”


Traduttore: Elisa Tramontin

Editore: Fazi

Genere: Thriller

Pagine: 540 p., R

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Loredana Cescutti


“Diventai parte di qualcosa di più grande, di più pericoloso di quanto avessi immaginato.

Era un mondo pieno di incertezze, un mondo in cui la lealtà era fluida e le verità scarse. Ma era anche un mondo a cui finalmente sentivo di appartenere. In cui la mia capacità di vedere oltre l’ovvio, di comprendere schemi e strutture nascoste, era sia un dono sia una maledizione… E ora eccomi qui, intrappolata tra quello che so e quello che non posso dire. Tra quello che ho fatto per proteggerti e l’obbligo che ho di aiutarti… E tu sei sempre più vicina alla verità e al momento in cui comincerai a odiarmi per sempre, e io non posso impedirtelo.”

Tres.

“Tutto muore”, che ho atteso febbrilmente, è veramente “el círculo” finale dell’intera storia.

Il romanzo corale che tutti aspettavamo.

Dos.

“Tutto torna” perché ogni microscopico puntino trova casa.

Uno.

“Tutto brucia”, perché ci sarà sempre chi tenterà di insabbiare, a ogni costo, ogni verità.

“Negli ultimi tempi, ha sviluppato una strana teoria secondo la quale gli individui secondari sono, segretamente, i protagonisti, i grandi della storia, ma abbastanza intelligenti da non commettere l’errore di gongolarsi nella gloria eclissando il resto.”

“Todo muere”, appunto, perché, dopo l’azione, la ricerca, la vendetta, tutto si placa.

Forse.

“Ammazzali tutti.

È per questo che sono nata? Per ammazzarli tutti?

La famiglia non è la persona con cui condividi il sangue, ma quella per cui saresti disposto a versarlo.”

“Perché “Tutto muore” È la RESA DEI CONTI.

“… la vita è fatta di scelte. E se è tutta una questione di scelte, per tutto il resto si tratta di rinunce.”

Con una scrittura fluida da sceneggiatore navigato, Jurado qui ha costruito ad arte il climax perfetto.

Silenzio.

Azione.

Via.

“Era stato un colpo di vita – o di morte –, e quei colpi avevano spostato ciò che sembrava inamovibile, ciò che era sempre stato e non si poteva concepire in altro modo. La vera forza di una persona si rivela nella sua capacità di redimersi, con pazienza, e di risistemare tutto ciò che è importante e che è stato spostato, riportandolo al suo luogo originale.”

Uno stile veloce e feroce, ricco di dinamismo e, ancora di più, pregno di tutte le verità che col senno di poi, forse, non avrebbero voluto scoprire, LORO.

“Non so se saremo felici. Ma saremo vive.”

Ma noi, ormai dipendenti da questa penna camaleontica e affascinante, a una verità possibile, che però non fosse solo una stiracchiata imitazione di finale, volevamo, anzi, pretendevamo di arrivarci.

Ne avevamo un disperato bisogno.

“Pochissimi trovano opportuna la verità. E neanche conveniente…”

La bionda. Aura.

La rossa. Sere.

La mora. Mari Paz.

Alla fine, però, pure loro hanno avuto l’esigenza di mettere un punto su questo lungo viaggio.

“Il problema delle promesse, come scopriranno con le brutte, è che bisogna mantenerle.”

Ma a quale prezzo?

“… una buona bugia è meglio di una cattiva verità…”

Un menestrello “biricchino” e dalla penna facile, Jurado, che ha saputo mettere in croce noi e le sue “donne”, con una trama ricchissima di colpi di scena decisamente fuori da ogni possibile nostra immaginazione e un intreccio, che pezzo dopo pezzo si ricongiunge al successivo, riportandoci lontano nel tempo e nelle memorie.

“Se vivi in un enigma, c’è solo un modo per risolverlo …”

Ho adorato le spiegazioni ricche di profondità che piano piano giungeranno, portando verità e ordine, nel caos.

Lo svelamento di attimi, anche lontanissimi nel tempo, che dipana i misteri più imprevedibili e ci fa guardare con occhi nuovi ogni singola informazione.

Un romanzo, che conferma la grandezza dell’autore e che ci lascia, per ora, in sospeso, nell’attesa che Jurado riesca a stupirci con qualcosa di nuovo ed elettrizzante anche se, non mi dispiacerebbe se, da questa serie, si estendessero nuove costole, in un futuro non troppo lontano.

“Le storie migliori hanno inizi umili e finali tragici.”

Non dimenticatelo mai. 

Buona lettura!

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Juan Gómez-Jurado


è un giornalista e un romanziere spagnolo. Le sue opere sono tradotte in più di quaranta lingue. La trilogia composta da Regina Rossa, Lupa Nera e Re Bianco (edita in Italia da Fazi) ha rappresentato un successo internazionale e l’ha consacrato come uno dei massimi esponenti del genere. Tra i titoli pubblicati in Italia ricordiamo anche: “La spia di Dio” (Longanesi 2007), “Ultima ora nel deserto” (Longanesi 2009).