Tutto rimane in famiglia




Il male ha vissuto qui

E le sue tracce sono nascoste

tra le mura di questa casa


Sinossi. Mia e Finn stanno ristrutturando una casa fatiscente per trasformarla nella loro dimora dei sogni, quando Mia scopre di essere incinta. Sembra l’inizio della vita perfetta che desideravano, ma proprio quando tutto sembra pronto, la donna trova un messaggio agghiacciante inciso nel battiscopa: “li salverò dalla soffitta”. Seguendo l’indizio fino al sottotetto, la coppia trova delle vecchie valigie di pelle e fa una scoperta raccapricciante: quella che doveva essere la loro casa ideale è stata, un tempo, teatro di orrori. La quotidianità sembra riprendere il suo corso, arricchita dall’arrivo del loro bambino, ma Mia non riesce a liberarsi dall’ossessione per i crimini mostruosi avvenuti proprio sopra le loro teste. Turbata da ciò che ha visto e assetata di verità, si allontana sempre più dal marito. Indagando, frammenti di una verità terribile iniziano ad affiorare e Mia capisce che il pericolo è tutt’altro che relegato nel passato. È pronta a tutto pur di proteggere la sua famiglia… ma forse è già troppo tardi.


Autore: John Marrs

Traduzione: Marta Giangreco

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Thriller

Pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Katia Montanari


“Tutto rimane in famiglia” è un thriller che colpisce per la sua trama ricca e profondamente articolata. Non ci si trova davanti a una narrazione lineare, ma a un labirinto psicologico dove ogni certezza è destinata a infrangersi.

Il romanzo si sviluppa attraverso un continuo cambio di prospettive, alternando le voci dei protagonisti a inserti come articoli di giornale e interviste. Questa scelta stilistica crea un ritmo incalzante e costringe il lettore a raccogliere indizi sottili, seminati tra le righe con estrema precisione. Ogni frammento è un tassello di un puzzle che si compone solo nelle pagine finali, mantenendo la tensione sempre altissima.

Il punto di forza dell’opera è il confine sfocato tra “buono” e “cattivo“. L’inserimento di capitoli in cui la voce narrante è chiaramente quella del killer aggiunge una tensione elettrica: sappiamo di essere nella mente del predatore, ne percepiamo l’ombra, ma la sua identità rimane protetta da una nebbia fittissima che solo l’ottima gestione dei tempi narrativi sa diradare.

I personaggi sono ben delineati e caratterizzati da uno spessore psicologico notevole. Anche quando le situazioni vengono estremizzate per alzare il livello di suspense, le loro azioni e le loro scelte rimangono coerenti con il profilo costruito per loro. Questo equilibrio permette alla storia di mantenere una logica interna ferrea, trascinando il lettore in una spirale di eventi sempre più inquietanti.

È un libro che sfida costantemente l’intuito, dove la verità è nascosta dietro segreti familiari inconfessabili. Un’esperienza di lettura intensa, consigliata a chi cerca una storia dove il colpo di scena non è solo un evento finale, ma una sensazione di vertigine che accompagna ogni singola pagina.

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John Marrs


è un giornalista freelance. Vive a Londra, in Inghilterra, dove ha trascorso gli ultimi vent’anni intervistando celebrità mondiali della televisione, del cinema e della musica per i giornali e le riviste nazionali. Ha scritto per «The Guardian’s Guide» e «Guardian Online»; «OK! Magazine»; «Total Film»; «Empire»; «Q»; «GT»; «The Independent»; «Star»; «Reveal»; «Company»; «Daily Star» e «News of the World’s Sunday Magazine». Con la Newton Compton ha pubblicato “La coppia quasi perfetta” e “Tutto rimane in famiglia”.