PER GENTE OMBROSA

Sinossi. Donne visitate dai fantasmi perché sono le uniche in grado di accoglierli; donne che si trasformano in uccelli perché si sono rifiutate di obbedire (o perché hanno amato perdutamente); donne con la pelle putrida, che lasciano sul pavimento brandelli di sé; donne ammazzate che ritornano; donne senza volto come quadri pasticciati; donne che si abbandonano alla pazzia. Sono loro le protagoniste di questa raccolta di racconti di Mariana Enriquez, signora delle tenebre, regina del gotico, voce potentissima dell’horror contemporaneo, che fin dal suo esordio ha dimostrato di conoscere la lingua della sofferenza, e grazie a questo di riuscire ad avvicinarla, a parlarci, a guardarla negli occhi. Il risultato, ancora una volta, è un’escursione negli abissi della notte, nelle cavità più buie del presente e dell’anima, in un’Argentina violenta e violentata, strangolata dalla crisi economica, dagli abusi del potere e dalla paura dell’altro, del diverso, del marginale; un paese popolato di strane creature, che però non è difficile trovare familiare; un universo perturbante in cui sono proprio le donne, come vestali non addomesticate, a portare dentro il fuoco del futuro. Partendo da una tradizione in cui si riconoscono gli echi di Jorge Luis Borges e Stephen King, Julio Cortázar e Shirley Jackson, l’autrice più celebrata della nuova letteratura di lingua spagnola continua a reinventare il genere e spinge i suoi confini oltre la semplice fascinazione per il mostruoso e il sovrannaturale. La sua esplorazione dei nostri timori e desideri reconditi si combina a un’analisi spietata delle minacce che la società capitalista muove verso i più fragili, dando corpo a un’esperienza di lettura illuminante e profonda, mai consolatoria, di eccezionale qualità letteraria.
«Mariana Enriquez è la scoperta letteraria più entusiasmante che io abbia fatto negli ultimi anni.» Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la letteratura
«Un’opera che è espressione dell’oscurità umana e che, come i tarocchi di Dalí, rivela l’indicibile.» The New York Times
«Un’autrice conturbante, che ha lo stesso fascino ipnotico del canto delle sirene.» Les Inrockuptibles
Autore: Mariana Enriquez
Traduttore: Fabio Cremonesi
Editore: Marsilio
Genere: racconti, horror, perturbante
Pagine: 240
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Francesca Mogavero
I fantasmi non sono lenzuoli bianchi che ondeggiano nella brezza notturna.
Né bambini mai cresciuti desiderosi di un amico, cavalieri che cavalcano destrieri infernali o nobiluomini burloni e senza testa.
Non trascinano catene trasparenti e rumorose, non mandano all’aria piatti, bicchieri e la tavola intera, non chiedono preghiere né pace o perdono.
I fantasmi sono presenze, e questa natura, per quanto impalpabile (ma non sempre), li rende appunto… presenti.
Accompagnano, seguono, perseguitano, indifferenti alla luna piena e al sole di mezzogiorno, incalzano al cimitero come al supermercato, tra le brume vittoriane o nelle strade scottanti di Buenos Aires.
Sussurrano all’orecchio e da lì si infilano tra le meningi e i ricordi, spalmando il quotidiano di ambiguità, rendendo permeabile la sottile barriera tra mondo reale e immaginazione, follia e lucidità. Facendoci sentire estranei, alieni, nei nostri spazi familiari, nella nostra cerchia rodata fino a un attimo fa, nella nostra stessa pelle.
Cosa sono esattamente, cosa vogliono? Esistono davvero?
I dodici racconti di Mariana Enriquez – come in ogni horror che si rispetti e come nella vita – non danno risposte e non ci rassicurano, semmai sollevano nuovi interrogativi sulle trame e su di noi, instillando il seme del dubbio. Il quale, come un’erba spontanea e malsana, mette subito radici difficili da estirpare e si insinua negli interstizi.
Cosa abbiamo appena letto, che cos’era quella creatura senza nome, che cosa simboleggiava?
Le donne-uccello, le sorelle dai lineamenti cancellati, le figlie in putrefazione, i bambini mostruosi e geniali incarnano la violenza subita e indelebile, la società non-morta e maledetta, le conseguenze dell’indifferenza, del patriarcato, della solitudine…
O forse no? Forse sono le nostre paure che si fanno sostanza, il riflesso che ci ostiniamo a ignorare?
È questo il bello – possiamo dirlo? – del perturbante: è camaleontico, fluido e dannatamente paziente, si allinea ai nostri pensieri oscuri, cambia a ogni lettura, sulla base del momento, del paio d’occhi che affronta la lettura…
E ogni immersione è un brivido nuovo, un nuovo tassello di un puzzle che resta inevitabilmente incompleto. Perché sarebbe troppo spaventoso da osservare nella sua interezza.
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Mariana Enriquez
Mariana Enriquez (Buenos Aires, 1973) è considerata una delle scrittrici più talentuose della scena latinoamericana contemporanea. Laureata in giornalismo, dirige il supplemento culturale del quotidiano argentino Página/12. I suoi racconti sono apparsi su prestigiose riviste internazionali, tra cui Granta e il New Yorker. Di Mariana Enriquez Marsilio ha pubblicato Le cose che abbiamo perso nel fuoco (2017), bestseller internazionale tradotto in trenta lingue, il pluripremiato La nostra parte di notte, suo primo romanzo, e I pericoli di fumare a letto (2023), finalista all’International Booker Prize.
A cura di Francesca Mogavero