ha deciso
di rovinarmi la vita
Sinossi. Lucy da ore spulcia ricette per preparare un “pollo di scuse” ed è anche convinta che a momenti il capo la chiamerà per darle il benservito; il pollo, invece, è per il fidanzato, al quale non ha mai detto di essere la principale sospettata per l’omicidio della sua migliore amica, avvenuto cinque anni prima. D’altra parte, chi poteva immaginare che il podcast true crime del momento, Oltre la bugia, avrebbe proposto agli ascoltatori proprio il delitto irrisolto che la vede al centro di quei fatti? È bastato il primo episodio per strapparla dall’anonimato e rovinarle la vita. Ma la verità è che la sua vita si è rovinata la notte in cui Savvy è stata uccisa e Lucy è stata trovata in stato confusionale con il vestito sporco del sangue dell’amica. Nemmeno il fatto che la sua memoria sia andata in cortocircuito ha giocato a suo favore. Per questi motivi, seppur in mancanza di prove schiaccianti, gran parte degli abitanti della cittadina texana di Plumpton aveva dato per scontata la sua colpevolezza. A cinque anni da quella notte, Lucy è costretta a tornare nel posto dove aveva giurato di non mettere più piede, in un agosto che sembra diretta emanazione dell’inferno, per festeggiare gli ottant’anni dell’adorata nonna. Lì entra in collisione con l’odioso – ma sexy – podcaster Ben Owens, con una comunità ostile e con gli stessi affetti di sempre, ormai cambiati. Di fronte ai quali potrà solo contrapporre, nella sua ricerca della verità, l’arma più affilata di cui dispone: il suo irriducibile sarcasmo sul fondo del quale resta, tuttavia, il doloroso timore di scoprire che sono state le sue mani a far del male a Savvy.
Autore: Amy Tintera
Traduzione: Linda Martini
Editore: Rizzoli
Pagine: 368
Genere: giallo, thriller
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Francesca Mogavero
Che te ne fai della verità?
Meglio sapere e, nel caso, pagarne il prezzo, oppure lasciare che tutto resti sepolto e (soprav)vivere nel dubbio?
E se la possibilità di scelta non fosse nemmeno contemplata?
Lucy Chase non può sapere e non vuole dimenticare: non ricorda. Il che è diverso. E, forse, molto peggio.
Ha ucciso lei Savannah “Savvy” Harper, “la ragazza più dolce del mondo”? Sta vivendo, inconsapevole, nella pelle di un’assassina? O il trauma – cranico ed emotivo – l’ha resa il bersaglio ideale, la “final girl” dei film horror che, colpevole di essere ritornata più o meno sana e salva (ma mai uguale a ciò che era nei titoli di testa), deve incarnare il capro espiatorio ed essere allontanata?
Sia come sia, il male l’ha toccata, l’ha marchiata, l’ha trasformata in qualcosa di diverso e spaventoso, troppo forte, troppo ingombrante per essere riammesso nella comunità. E, in ogni caso, quella stessa comunità e il popolo della rete hanno già deciso per lei.
Lucy è considerata colpevole, e tanto basta.
I cinque anni trascorsi lontano da Plumpton, a cercare di ricostruirsi alla bell’e meglio in California (con una brillante carriera da autrice romance sotto pseudonimo, perché nessuno leggerebbe un romanzo d’amore scritto da una presunta, feroce assassina… giusto?), si sgretolano nel tempo di un episodio di un podcast. Anzi, il podcast: “Oltre la bugia”, il regno di Ben Owens, dove scoperchiare il vaso di Pandora è ammesso, se non essenziale. Un format che, nella precedente stagione, ha risolto un caso congelato da tempo e che adesso sembra intenzionato a replicare l’esperienza.
Se per Lucy è un brusco ritorno al passato, a una casa non così dolce ma più simile a un inferno (e non solo per il caldo), Ben Owens intervista, ascolta e osserva mantenendo (o almeno provandoci…) una lucida oggettività: le connessioni – tra i cuori, ma anche tra i fatti, tra tanti piccoli dettagli che non tornano – sono immediate e le ricadute a catena, inarrestabili e imprevedibili.
Tutte e tutti hanno qualcosa da nascondere, e forse da perdere se ciò è successo davvero la notte dell’omicidio verrà a galla. Fosse anche un’illusione, l’ingenua certezza di conoscere intimamente chi ci sta accanto, nel quartiere e tra le lenzuola.
Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita eredita la freschezza della narrativa YA, combinata a uno stile “transmediale” che già strizza l’occhio alle serie TV (o a un podcast, appunto) e a uno sguardo tagliente e non scontato sull’attualità, che galoppa ma nell’intimo resta la stessa, con la gogna sempre pronta, sempre affamata di scandali, reali o posticci che siano.
Narcisismo, tossicità, amicizie che sbocciano inaspettate, improvvise, improbabili per poi diventare (letteralmente) fantasmi, il futuro che non va come l’avevi sognato da adolescente, il gusto amaro della crescita affogato in un panino con troppa salsa: tra queste pagine non manca nulla e, attraverso la voce dissacrante, ironica e adorabile di Lucy, eroina imperfetta-e-va-benissimo-così, tutto diventa pulsante, dannatamente credibile. Perfino la finzione.
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Amy Tintera
è un’autrice bestseller del “New York Times”, con numerosi romanzi YA all’attivo. I suoi libri sono stati tradotti in 16 lingue e venduti in oltre 20 paesi. Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita segna il suo successo nella narrativa per adulti.