Un segreto di ghiaccio




MO MALØ


Traduttore: Maria Moresco

Editore: Piemme

Serie: Qaanaaq Adriensen # 2

Genere: thriller

Pagine: 384 p., R

Anno edizione: 2025


Sinossi. Dopo un soggiorno forzato in Danimarca, l’ispettore Qaanaaq Adriensen torna a Nuuk, la gelida capitale della Groenlandia, per riprendere il suo ruolo di capo della polizia. Provato dagli alti e bassi della vita, trova ad attenderlo un caso inquietante: il suicidio di una giovane donna sulla cui mano c’è uno strano tatuaggio che rimanda a un antico rituale sciamanico inuit. Il mistero si infittisce quando un pacco anonimo dal contenuto spaventoso viene inviato a Qaanaaq. E mentre nuovi suicidi scuotono la città, l’ispettore si ritrova intrappolato in una spirale sempre più oscura, in cui ogni indizio sembra avvicinarlo a una verità che non vuole affrontare. In un luogo dove la luce abbagliante dei ghiacci cela le ombre più profonde, Qaanaaq deve affrontare non solo il male che si nasconde dietro al caso, ma anche i demoni che lo perseguitano. Una corsa contro il tempo, contro l’oscurità e contro sé stesso.

“Come accadeva spesso nelle sue indagini, l’essenziale non si trovava nei “pieni”, nelle persone o negli indizi già in suo possesso, ma nei “vuoti””.

 Recensione

di

Loredana Cescutti


Il primo romanzo è stata pura curiosità per questo luogo a me così lontano.

Questo, è stata certezza e conferma.

“C’erano tanti modi di negare sé stessi.”

Una scrittura adrenalinica, spesso osteggiata da una natura irriverente che non tiene conto delle esigenze dell’uomo che la vive e che invece, pare si diverta a metterlo ancora più in difficoltà, come appunto se le persone, fra di loro, non avessero spesso lo stesso atteggiamento.

Questa sarà una nuova storia difficile, dolorosa, sanguinosa, spietata.

Questa sarà una storia thriller.

Nel periodo che dovrebbe rappresentare gioia, festosità, spensieratezza, un killer farà capolino mettendo in croce l’isola intera o quasi e personalmente anche lo stesso capo Adriensen, in un periodo già abbastanza difficile della sua vita.

“Aveva visto e detto abbastanza. In fondo, non era pagato per assistere all’agonia dei suoi simili. Solo per dare un senso alla loro morte.”

A farne le spese soprattutto gli adolescenti, in un’isola battuta dalla neve e dal gelo, dove fra i giovani vi è un alto tasso di suicidi a causa dei disagi sociali e familiari, che purtroppo in luoghi così isolati e privi dei giusti mezzi peggiora le condizioni emotive e pratiche del normale vivere quotidiano, ed è proprio qui che prenderà il via questa nuova storia dai contorni agghiaccianti.

Nella cultura inuit, il non sentirsi più amati significava in qualche modo cessare di essere umani. Smettere di esistere. Da lì a farla finita, il passo era breve. Dopotutto, qui la morte non era il concetto nebuloso che tanto spaventava gli occidentali, ma un fatto familiare, quasi quotidiano.”

Segreti impronunciabili, paure ataviche, tradizioni e leggende sanguinarie e soprattutto, una sensazione di abbandono che a tratti, TUTTI i personaggi si ritroveranno ad affrontare.

Il confine fra giusto e sbagliato si presenterà come un velo sottilissimo, oltrepassato il quale, ciò che rimarrà sarà solo l’oblio.

“La morte decide sempre per noi. Senza chiederci nulla, mescola e rimescola incessantemente le carte che guidano le nostre scelte. La morte è un crocevia che ci spiana un’unica strada.”

Mo Malø arriva di nuovo a trattenere il lettore fra le pagine del romanzo, oltrepassando limiti estremamente difficili da accettare ma, riesce nell’impresa proprio grazie alla sua penna così decisa e mai titubante, che graffia, fa sanguinare in profondità ma, ha anche il dono di portare, poi, del sollievo insperato anche al lettore più scafato, che sicuramente per un attimo potrebbe rimanere bloccato.

Sull’indagine, ovviamente non posso raccontare molto se non che sicuramente, vi ritroverete in una realtà scomposta a cui voi, come gli stessi personaggi, farete fatica ad adattarvi.

Fidatevi, comunque, questo è decisamente un thriller nordico a tutti gli effetti e, di una durezza impressionante.

Ogni criminale nasceva su un terreno malsano, in un contesto corrotto. Ecco, dunque, da quale crogiuolo era scaturita la loro follia assassina.”

Sui luoghi, invece, posso affermare di aver percepito il TUTTO.

“L’uomo poteva forse cacciare, nel suo regno, ma alla fine il ghiaccio riusciva sempre a mandarlo via.”

Dal freddo, alle difficoltà negli spostamenti dovute a territori aspri, astiosi e molto diffidenti nei confronti dell’uomo ove, nemmeno chi ci risiede abitualmente riesce a riappacificarsi.

Adattarsi per necessità sì, ma avvertendo sempre il bisogno di scappare, soprattutto riferito ai giovani che qui, spesso si ritrovano veramente con il nulla composto da famiglie distrutte dagli abusi e dalla povertà, che li percepisce come zavorre da lasciare a loro stesse, nella speranza che incontrino qualcuno che veramente li possa aiutare.

“In un modo o nell’altro, ogni decisione o questione importante portava inevitabilmente a Nuuk. Nuuk, dove tutto cominciava e tutto finiva.”

Un degrado che aumenta mano a mano che ci si allontana da Nuuk, la capitale, per spostarsi negli altri piccoli centri che vanno a comporre l’isola groenlandese.

“Ecco cosa aspettava tutti quanti. L’indifferenza e l’oblio.”

Chapeau a Malo che nonostante l’efferatezza di questa particolare indagine, riesce lasciare degli spazi qua e là al limite del ridicolo, dei siparietti utili a strappare la giusta dose di risate necessarie a smorzare l’atmosfera raggelante di quest’indagine.

Inoltre, è stato in grado di concludere inserendo note addolcenti, portatrici di promesse e di speranza nei suoi personaggi e anche nei lettori, fondamentali per riuscire a chiudere in pace e senza remore queste pagine per poi, iniziare a pregustare già da ora un ritorno dell’autore.

Che sia un arrivederci Ispettore Qaanaaq Adriensen, io me lo auguro!

“Conosciamo ciò che ci spaventa prima di incrociarlo?”

Buona lettura!

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Mo Malø


francese, ha scritto diversi romanzi e saggi con vari pseudonimi, di cui Mo Malø è quello di maggior successo. La notte bianca è il primo di una serie di gialli ambientati in Groenlandia che ha venduto quasi centomila copie in Francia, finalista al premio Meilleur Polar dedicato alla narrativa gialla.