Un uomo nella notte




‎ Dario Galimberti


Sinossi. Lugano, fine 1943, Seconda Guerra Mondiale. Ogni notte lo stesso rituale: un uomo scende dalla stazione, percorre via Cattedrale e svanisce nell’oscurità di un cortiletto. Marie, prostituta dal cuore ferito che rientra tardi dalla bettola del Pà Cech, lo osserva. La curiosità diventa ossessione. I loro sguardi s’incrociano e, per la prima volta, la ragazza sogna una fiaba d’amore come quella della sua amica Sterlina, compagna del delegato di polizia Ezechiele Beretta. Ma i sogni, in tempo di guerra, possono essere pericolosi: subito dopo aver confidato di voler avvicinare l’uomo nella notte a Sterlina, Marie sparisce nel nulla. Al Parco Ciani, nei pressi della statua La Desolazione del Vela, un uomo viene trovato ammazzato e mezzo spogliato. È solo un ladro di galline, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: un piccolo delinquente apparentemente innocuo. Com’è possibile che sia finito in una situazione del genere? Due enigmi in pochi giorni costringono il delegato Beretta e l’appuntato Bernasconi a fiutare ogni traccia come segugi. Ma, mentre oltreconfine le bombe flagellano l’Europa, nella neutrale Svizzera oscure agenzie governative ordiscono trame letali. Ogni indizio porta i due inquirenti in un labirinto di menzogne e segreti di stato. Tutto s’intreccia. Tutto si spezza. Riuscirà Ezechiele Beretta a rimettere insieme gli ingranaggi di questo meccanismo intricato prima che il tempo si esaurisca e porti a conseguenze molto più tragiche di quanto abbia mai immaginato?


Autore: Dario Galimberti

Editore: Indomitus

Genere: Noir

Pagine: 260

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Un uomo nella notte” è un noir particolare in quanto ambientato in un periodo e una località molto eccentrici rispetto ai topoi canonici del genere.

Siamo infatti a Lugano, città svizzera al confine con l’Italia, sulla fine del 1943, anno di guerra caratterizzato da una controffensiva degli alleati che stanno lentamente sovvertendo le sorti del conflitto.

Lugano è un luogo ideale per ogni tipo di traffico, dove lo spionaggio è favorito dalla neutralità svizzera e dalla permeabilità del confine, da secoli percorso da contrabbandieri e faccendieri di ogni tipo.

In questo contesto, apparentemente tranquillo ma percorso da tante tensioni e dove la paura dei tedeschi è sempre viva, la vicenda che offre il via alla trama pare trascurabile, l’infatuazione di Marie, una prostituta fragile e bisognosa d’amore, per un uomo misterioso che vede passare di fronte a casa sua ogni notte.

Tra i due nottambuli si instaura un dialogo fatto di sguardi e tanto basta per Marie per immaginare una storia d’amore che la faccia evadere dalla sua grigia e grama esistenza.

Un giorno Marie sparisce all’improvviso e nessuno si interesserebbe della sua scomparsa se non fosse che la ragazza è amica della compagna di Ezechiele Beretta, delegato di polizia, che prende a cuore il fatto e comincia a indagare per capire cosa sia successo.

Beretta, coadiuvato dal suo braccio destro Tranquillo Bernasconi, predispone i soliti controlli per conoscere meglio il passato e il presente di Marie, andando a fondo nell’inchiesta per farsi un quadro quanto più preciso possibile sia della personalità della donna, sia del motivo della scomparsa

Ezechiele e Tranquillo avevano le loro teorie sulla sparizione di Marie e a quanto appreso dal Vascinta non dovevano preoccuparsi, ma, come d’abitudine, non tralasciarono nulla. Il Beretta, ascoltando le persone, guardandole negli occhi, nella postura, negli atteggiamenti alle risposte, aveva una certa capacità a comprenderne le intenzioni. Non era per nulla un metodo scientifico né tantomeno affidabilissimo. Nella sua storia investigativa c’erano stati parecchi fallimenti con tale strategia e ne era consapevole, però non riusciva a farne a meno e d’acchito amava fidarsi del suo naso.”

Questo passo rende bene l’atmosfera di “Un uomo nella notte”, raffigurando un investigatore che si immedesima nell’ambiente e nelle persone che incontra, per assorbire al meglio le vibrazioni psicologiche dei luoghi e in queste sue caratteristiche ricorda da vicino il commissario Maigret e anche il commissario Arrigoni, nato dalla penna di Dario Crapanzano.

Come nelle avventure dei suoi colleghi, anche l’indagine di Ezechiele Beretta, che poi si complica in seguito a uno strano omicidio, non è solo su un fatto criminoso, ma si allarga sino a comprendere un mondo, ricco di personaggi e di storie di estremo interesse gravitanti su un territorio che ha molto di italiano pur posto in un’altra nazione dalla mentalità diversissima.

Assieme a Beretta e Bernasconi è infatti Lugano la protagonista del bel noir di Dario Galimberti, la località che era, spiega l’autore nella nota finale,

crocevia di un mondo in subbuglio, a pensarci, doveva essere un luogo d’interesse internazionale. A pochi passi dall’Italia in guerra, con un’efficiente linea ferroviaria nel cuore d’Europa e in Paese neutrale: qualcosa doveva pur esserci nel mondo degli intrighi.”

Il caldo fascino di questo “Mondo Piccolo” che non esiste più si estende al libro, piacevole scoperta sia per la sua tranquilla ma incalzante tessitura narrativa, sia per l’insieme di personaggi vivi e realistici pur nella loro sciagurata inettitudine.

Il Tetaformiga, il Gaina, il Milo, ineffabili mariuoli, costituiscono una sgangherata banda di incapaci che si intrufola in una vicenda molto più grande di loro e li pone davanti alla loro inadeguatezza e alla cruda realtà di un mondo difficile.

“Il Tetaformiga non attese, vista la malaparata agguantò il suo braccio ingessato come se fosse un arto estraneo e, indifferente ai suoi limiti atletici, scavalco il cancello e sparì dalla circolazione.”

Dario Galimberti crea un intrigante universo narrativo dove le piccole storie provinciali intersecano la grande Storia, con fatti storicamente accertati e che richiamano alla mente altri romanzi ambientati in riva ai laghi come quelli di Piero Chiara e di Andrea Vitali.

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Dario Galimberti


è architetto e vive a Lugano in Svizzera. Già responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e professore in progettazione architettonica. Ha vinto nel 2019 il Premio letterario “Fai viaggiare la tua storia” e nel 2020 il “Premio laghi”.