Una ferita aperta




Recensione di Alessio Balzaretti


Autore:Salvo Fuggiano

Editore:Les Flâneurs Edizioni

Genere: Romanzo

Pagine: 243

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. La routine di Salvatore, giornalista intento a scrivere un romanzo sulla pedofilia, viene stravolta dalla telefonata di Cosima, la badante della madre, che lo informa della morte di quest’ultima. Dopo molti anni, l’uomo farà così ritorno in Puglia, nel suo paesino natale, dove il figlioletto di Cosima farà riaffiorare in lui il ricordo del fratello Francesco, morto quarant’anni prima in circostanze misteriose. In un torrido giugno, mentre la comunità si prepara per la festa di San Giovanni, scrittura e realtà inizieranno a seguire un unico filo conduttore, alternando le vicende di Salvatore con quelle del libro che sta scrivendo, una storia di delitti e colpe, morti atroci e bambini privati della loro spensieratezza, dove gli “orchi” esistono davvero e sono molto più terribili di quelli delle fiabe. Fra incubi e ricordi, Salvatore si ritroverà ad affrontare la scelta più difficile: assecondare la sua vera natura o combatterla per scoprire la verità sepolta nel suo passato. Una ferita aperta, primo romanzo di una trilogia, prende spunto da fatti realmente accaduti a Gravina, con la vicenda di Ciccio e Tore, ed è già candidato a diventare una serie tv.

 

 

 

Recensione

Una storia piena di asciutto realismo e senza fronzoli da romanzo diluito. Fuggiano ha assorbito doti giornalistiche dal protagonista del suo thriller, Salvatore, e documenta drammi familiari che, nelle casistiche, risultano tra i più atroci.

La pedofilia è uno dei reati che sconcerta maggiormente l’opinione pubblica e un vero inferno per le vittime che ne subiscono le conseguenze. Le storie di Salvatore, di Agostino e Vincenzo sono tragicamente collegate, ma anche quelle della vittima e del carnefice che rivivono l’uno nell’altro.

Come descritto nella sinossi, le vicende del romanzo traggono spunto da fatti realmente accaduti e questo rende più credibile il racconto anche se l’identikit dei personaggi e la trama ci riportano ad un format abbastanza utilizzato non solo in altri libri ma anche in diverse serie televisive.

Questo non toglie niente alla sua originalità ma sarebbe stato un testo precursore di questo genere se fosse stato pubblicato qualche anno prima.

I salti temporali e le storie parallele si intrecciano tra di loro alle volte in maniera complicata, qui l’autore deve svolgere un lavoro linguistico molto difficile e non sempre riesce nel suo intento, soprattutto perché alterna la narrazione diretta dei protagonisti del romanzo a quella indiretta sua e di Salvatore, creando di fatto almeno tre livelli di lettura.

L’idea di spezzare con un cambio di grafia è buona ma, a mio parere, non sufficiente per rendere fluida la lettura.

Il dono della sintesi è una delle qualità che mi piace apprezzare in uno scrittore ma in questo caso sarebbe stato bello espandere la narrazione per goderne maggiormente di alcuni contenuti.

L’esplorazione della follia e della psicosi che travolge i pensieri dei protagonisti negativi del romanzo è veramente approfondita. In qualche modo l’impressione è che venga lasciato troppo spazio all’immaginazione per ciò che riguarda la descrizione di alcune fasi importanti della storia come per esempio l’intuizione che ha permesso a Monti di scoprire il rifugio dell’assassino o quella di Salvatore nello smascherare i piani di Cosima.

Il finale è un crescendo di eventi che tengono incollato il lettore al testo, tuttavia ci sono piccole incongruenze che non passano inosservate.

Il mio giudizio complessivo non è del tutto positivo, poiché si tratta di un’opera che nasce su un’ottima idea elaborata, forse, con un pizzico di fretta.

 
 
 

Salvo Fuggiano


Nato a Massafra nel 1971 dove vive e lavora come libraio. Laureato in Lingue e Letterature Straniere coltiva da sempre l’amore per la lettura. I libri sono la sua passione e scrivere è diventato il suo hobby preferito. Ama mettersi sempre in gioco, sperimentando nuove strade. Dal carattere aperto e disponibile, riflessivo e profondo, tra i sentimenti considera l’amore e la paura come i più intensi da vivere. La favola del silenzio è il suo primo romanzo.

 

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