Una storia sbagliata




Giancarlo De Cataldo


Sinossi. Roma, anni Settanta, l’eroina infuria come un morbo fra la gioventù. Mentre i ragazzi muoiono, e la Banda della Magliana si prepara a prendere il controllo del mercato della droga, un poliziotto troppo intelligente per accontentarsi delle verità ufficiali comincia a porsi domande scomode. Il boom economico ha perso slancio e le conseguenze della crisi sono sempre più evidenti. La criminalità si organizza, lo scontro politico cresce. In Italia si apre una stagione carica di tensioni, ma anche ricca di entusiasmo e creatività. Le strade sono colorate da una generazione che vuole cambiare il mondo accordandolo al ritmo del rock. Per chi detiene il potere, una provocazione. Una sfida. Soprattutto un’occasione da sfruttare. Quando gli chiedono di occuparsi, in modo non ufficiale, della morte per overdose di una ventenne, il vicecommissario Paco Durante capisce che dietro la diffusione dell’eroina c’è qualcosa di più del semplice interesse economico. Ma ogni volta che si trova a un passo dalla verità, la vede svanire sotto il naso. A ostacolarlo sono mani invisibili che cancellano prove, mettono a tacere voci scomode e riscrivono la Storia. Così, tra inseguimenti, false piste e serate mondane – in cui si incrociano personaggi dello spettacolo, spie, sbirri e intellettuali di sinistra –, la sua indagine andrà avanti per anni. Fino a giungere a un inatteso, drammatico epilogo.

– Durante, Durante… Saresti un bravo sbirro, se solo mettessi la testa a posto. Prudenza ci vuole nel nostro mestiere. Prudenza! Quante volte te l’ho detto? Già. Prudenza. Chissà. Forse aveva ragione. Forse non c’era posto per uno come lui nelle istituzioni.


Editore: Einaudi

Genere: Noir

Pagine: 136

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Bruno Vigliarolo


È possibile condensare l’essenza degli anni di piombo in sole 136 pagine? Leggendo Una storia sbagliata – ultimo romanzo di Giancarlo De Cataldo – la risposta che si ottiene è decisamente affermativa.

La morte di Lucia Barrafranca, giovane siciliana trapiantata a Roma, ha un comune denominatore con altri strani decessi apparsi nei bassifondi della città. Una nuova, potentissima droga, derivata dalla morfina, inizia a mietere vite, ma la squadra Narcotici appare stranamente disinteressata; dedita piuttosto a inseguire modesti spacciatori e consumatori di sostanze leggere.

Il caso sarebbe destinato a una rapida archiviazione, ma l’intuito del Pm Gianfelice Agnello, nonché la determinazione del vicecommissario Paco Durante (ex compagno della vittima), innescano un’indagine atipica e pericolosa. Un’investigazione che, sulle prime, avanza col ritmo di un giallo, sulle tracce di un “killer” silenzioso che prende il nome di eroina. Sullo sfondo, un’ombra inquietante racchiusa in due parole criptiche: Blue Moon.

Ben presto il registro narrativo amplia il suo orizzonte, e la trama poliziesca evolve in una spy story: un intrigo internazionale che riflette l’inquieto scenario geo-politico dell’Italia degli anni Settanta. Un crocevia di interessi legati da una ragnatela invisibile: una regia occulta che unisce delinquenti comuni e movimenti eversivi di estrema sinistra; mafia autoctona e servizi segreti stranieri; imprenditori spregiudicati e reparti deviati della pubblica autorità.

La scrittura di Giancarlo De Cataldo è scorrevole, ritmata e cangiante. A tratti simile a un’inchiesta giornalistica trasposta in forma di romanzo – senza mai rinunciare, però, a quei tocchi “neorealistici” che caratterizzano lo stile dell’autore: nitidi spaccati sociali, dialoghi arricchiti dall’uso del dialetto, personaggi che trasudano umanità e verosimiglianza.

L’epilogo arriva dopo una brusca accelerazione, sussumendo in poche pagine eventi e tragedie che hanno scosso la Prima Repubblica sul finire degli anni Settanta. La storia con la esse maiuscola è stata già scritta, pertanto il racconto non si dilunga e non dilata la suspense. Una storia sbagliata diviene, quindi, occasione per ripercorrere quelle pagine buie da una prospettiva inedita, con rinnovata e amara consapevolezza.

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Giancarlo De Cataldo


è nato a Taranto e vive a Roma. Ha scritto romanzi e saggi di grande successo; da molti suoi libri sono stati tratti film, documentari e serie tv internazionali. È tradotto in tutto il mondo. Per Einaudi ha pubblicato: Teneri assassini (2000); Romanzo criminale (2002 e 2013); Nero come il cuore (2006, il suo romanzo di esordio); Nelle mani giuste (2007); Onora il padre. Quarto comandamento (2008); Il padre e lo straniero (2010); con Mimmo Rafele, La forma della paura (2009); Trilogia criminale (2009); I Traditori (2010); con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Giudici (2011); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); Giochi criminali (2014, con Maurizio de Giovanni, Diego De Silva e Carlo Lucarelli); Nell’ombra e nella luce (2014); con Carlo Bonini, Suburra (2013 e 2017, diventato prima un film di Stefano Sollima, poi una serie diffusa in centonovanta Paesi da Netflix) e La notte di Roma (2015); con Steve Della Casa e Giordano Saviotti, la graphic novel Acido fenico (2016); L’agente del caos (2018); Una storia sbagliata (2025) e il ciclo con protagonista il Pm romano Manrico Spinori: Io sono il castigo (2020 e 2023), Un cuore sleale (2020 e 2023), Il suo freddo pianto (2021 e 2023), Colpo di ritorno (2023 e 2024), Il bacio del calabrone (2024 e 2025) e Un cadavere in cucina (2025); con Cristina Cassar Scalia e Maurizio de Giovanni, il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (2020) e La svedese (2022). Ha curato le antologie Crimini (2005) e Crimini italiani (2008). Nel 2019 sono usciti Alba nera (Rizzoli) e Quasi per caso (Mondadori). Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente – Come si diventa Pertini, tratto dal suo libro omonimo (Rizzoli 2014).