Pier Carpi
Sinossi. Dopo oltre cinquant’anni, torna in libreria il capolavoro perturbante di uno dei maestri più misteriosi, poliedrici e dimenticati del fantastico italiano. Milano, anni Settanta. In una città grigia ma sempre in movimento nella routine della quotidianità, molte donne sono legate tra loro in una consorteria magica che non differenzia per censo o condizioni di vita, e che si dona regole e rituali come per contrastare un irrimediabile senso di solitudine. Ma il loro equilibrio verrà sconvolto dall’arrivo di una nuova ragazzina, un’adolescente dotata di poteri superiori alle altre, che si impadronirà dei segreti della sorellanza e rifiuterà l’integrazione nella comunità e nel ciclo dell’esistenza, all’apparenza ineluttabile, che la tiene prigioniera.
Autore: Pier Carpi
Prefazione di Andrea Gibertoni e Mauro Corradini
Postfazione di Davide Pulici
Editore: Alcatraz
Pagine: 296
Genere: horror, mistero, perturbante, fantastico
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Francesca Mogavero
Leggere Un’ombra nell’ombra è come partecipare a un rito di iniziazione. E non è detto che si riesca a superare la prova. O a uscirne incolumi, senza portare con sé qualcosa che dovrebbe restare in altre dimensioni, in altri mondi. Un’ombra, appunto: nulla di troppo manifesto, solo (?) una presenza sottile, costante, quasi naturale, come al giorno segue inevitabilmente la notte, alla vita la morte e magari viceversa.
È un libro scritto da qualcuno che ha visto gli ingranaggi dall’interno, che ha giocato col fuoco, ha acceso le candele ed è sceso nel profondo di sé, delle filosofie, delle credenze, e ne è riemerso diverso, con un messaggio e con mille domande.
Cos’è la stregoneria, un dono innato o una via, fascino o ripugnanza, congrega o solitudine?
Dov’è la soglia tra luce e tenebre, tra purezza e dannazione? Quanto è facile precipitare nell’una o nell’altra?
Chi ci cammina accanto, chi si nasconde nel buio o in pieno sole?
È un romanzo che svela e nasconde, che sa spalancarsi e mostrare i suoi doppi fondi – i suoi misteri eleusini – a chi osa e legge tra le righe, individua i segni e li mette insieme nella giusta combinazione, cosicché si compia l’incantesimo – ed è meglio non sapere cosa potrebbe succedere se un dettaglio, seppur minimo, venisse spostato, dimenticato, mal interpretato, chissà quali abissi sarebbero pronti a spalancarsi.
Per questo, attribuirgli un genere, una definizione, è un esercizio vano: è sfuggente, si scioglie dalle catene degli scaffali, prende le strategie commerciali, le regole della scrittura in bella copia e lesotterra con una risata. Non sguaiata, non a crepapelle: è un ghigno leggero, un muso da gatto che sa, che ha sempre saputo e non ha nient’altro da dimostrare; un’espressione di superiorità senza boria, con la consapevolezza quieta e distante di certe statue arcaiche; la pazienza di chi ha già vinto e può permettersi di aspettare.
Ecco perché, nel 1974 e oggi e domani, il fantastico di Pier Carpi è sempreverde, intatto nell’energia ctonia e nella sensazione quasi scomoda, nel brivido impalpabile, ma persistente, che lascia una volta arrivati alla parola “fine” – che poi, del resto, non è che un nuovo inizio, un ribaltamento, la mano sinistra sulla mano destra, la generazione futura che fagocita quella passataancora e ancora. E non è necessariamente un male, e nemmeno follia. Forse, solo rivoluzione.
Pier Carpi
(all’anagrafe Arnaldo Piero Carpi) nasce ad Arceto di Scandiano il 16 gennaio 1940 e muore a Viadana il 26 giugno del 2000. Dagli anni Sessanta inizia a lavorare come sceneggiatore di fumetti, e scrive storie per Topolino, Zakimort, Diabolik, Teddy Bob e persino alcune avventure tutte italiane di Superman e Batman. Sempre nello stesso periodo comincia la sua carriera di scrittore, che lo vede alle prese con numerosi romanzi, saggi e biografie tra cui ricordiamo La morte facile (1964), Storia della magia (1968) Il mistero di Sherlock Holmes (1968), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti dell’occulto (1973), Rasputin (1975), Il caso Gelli (1982), Gesù contro Cristo (1997, ma scritto nel 1973), oltre che i libri della collana Il romanzo di Diabolik scritti dal 1967 al 1971. Nel 1970 fonda e conduce insieme ad Alfredo Castelli la rivista-contenitore Horror dedicata a fumetti e cinema, e proprio al cinema si dedica negli anni Settanta dirigendo due film tratti dai suoi romanzi – Povero Cristo (1975) e Un’ombra nell’ombra (1979) – e scrivendo la sceneggiatura per il film Cagliostro (1975). Da sempre estremamente interessato all’occultismo, aderisce alla Società Teosofica e all’inizio degli anni Novanta dà vita a Reggio Emilia a un Gruppo Teosofico da lui presieduto. Alla sua figura, analizzata specialmente nel contesto del rapporto con il fantastico, è dedicato il saggio Fantastico Pier Carpi! pubblicato nel 2025 dall’associazione Yorick.