Venetians




Il segreto dell’Arsenale


Sinossi. Alla vigilia di un’elezione resa imminente dalla malattia del doge, Marcantonio Bragadin, l’irrequieto figlio minore di una delle famiglie fondatrici di Venezia, viene richiamato in città con una missiva urgente. Per lui sono in serbo progetti ambiziosi, destinati a escludere il primogenito Giovanni. Ma quando il potere è in gioco, l’ordine naturale delle cose può essere sovvertito. In ballo non c’è soltanto il destino dei Bragadin, ma il futuro stesso della Repubblica. Lo scontro tra le forze in campo si fa sempre più serrato: da un lato la fazione guidata da Pietro Loredan; dall’altro quella dello spietato Sebastiano Venier. Le loro manovre si intrecciano alle trame filopapali, alle mire espansionistiche di Francia e impero e all’avanzata ottomana nel Mediterraneo. L’unica speranza di preservare l’indipendenza sembra affidata a una misteriosa invenzione, che gli ingegneri dell’Arsenale stanno mettendo a punto tra le sue mura. Un segreto decisivo e pericoloso che ha attirato a Venezia le più abili spie straniere, infiltrate nel tessuto cittadino pur di impossessarsene. Chiamato a un compito più grande di lui, Marcantonio sarà costretto a destreggiarsi fra intrighi politici, rivalità familiari, minacce e sotterfugi per scoprire chi tiene davvero le redini dell’inganno. Al suo fianco, gli amici di sempre – il novelliere Niccolò e Matteo, pittore nella bottega di Tiziano – e figure elusive, come la cortigiana Margherita, lo speziale Ludovico, l’ambigua e potente Julietta da Montefeltro e Livia, la sua protetta.


Autore: Josi & Scattaglia

Editore: Sonzogno

Genere: narrativa

Data di pubblicazione: ‏ 17febbraio 2026

 Recensione

di

Giusy Ranzini


Venetians. Il segreto dell’Arsenale” è un romanzo storico avvincente che immerge il lettore nella Venezia del tardo Rinascimento, restituendo con vividezza un mondo fatto di intrighi politici, tensioni internazionali e lotte familiari. Josi e Scattaglia costruiscono una narrazione stratificata, dove il destino individuale si intreccia con quello della Serenissima, dando vita a una storia che è insieme personale ed epica.

Al centro del racconto troviamo Marcantonio Bragadin, un protagonista complesso e credibile, lontano dall’eroe stereotipato. È inquieto, talvolta insicuro, ma proprio per questo umano: il suo ritorno a Venezia segna l’inizio di un percorso di crescita che lo porterà a confrontarsi con responsabilità più grandi di lui. La sua evoluzione è uno degli elementi meglio riusciti del romanzo, perché avviene gradualmente, attraverso errori, dubbi e scelte difficili.

L’ambientazione è uno dei veri punti di forza dell’opera. Venezia non è solo uno sfondo, ma un organismo vivo, pulsante: calli, palazzi, botteghe e soprattutto l’Arsenale diventano luoghi carichi di tensione e mistero.

Gli autori riescono a restituire il fascino e al tempo stesso la fragilità della Repubblica, stretta tra ambizioni interne e minacce esterne, come l’espansione ottomana e le mire delle potenze europee. Il contesto storico è ricco ma mai pedante: le informazioni sono integrate con naturalezza nella trama, rendendo la lettura fluida anche per chi non è esperto del periodo.

La componente politica è trattata con grande attenzione. Le rivalità tra le fazioni guidate da Pietro Loredan e Sebastiano Venier sono rese con un realismo quasi “moderno”, fatto di strategie, alleanze e tradimenti. In questo senso, il romanzo ricorda certe dinamiche dei thriller politici contemporanei, pur restando saldamente ancorato al contesto storico.

Un altro elemento riuscito è il cast di personaggi secondari. Figure come Niccolò, Matteo o la misteriosa Margherita non sono semplici comparse, ma contribuiscono a dare profondità alla storia. In particolare, i personaggi femminili spiccano per ambiguità e forza: Julietta da Montefeltro e Livia incarnano sfaccettature diverse del potere e della sopravvivenza in una società dominata dagli uomini.

La trama si sviluppa attorno al mistero dell’invenzione custodita nell’Arsenale, un espediente narrativo che funziona molto bene come motore dell’azione. Il segreto tecnologico diventa simbolo del fragile equilibrio tra progresso e distruzione, e attira una rete di spie e intrighi che mantiene alta la tensione fino alle ultime pagine. Il ritmo è ben calibrato: momenti di introspezione si alternano a scene più dinamiche, creando un equilibrio che tiene il lettore costantemente coinvolto.

Dal punto di vista stilistico, la scrittura è elegante ma accessibile. Gli autori adottano un linguaggio curato senza risultare artificiosi, riuscendo a evocare l’epoca senza appesantire la lettura. I dialoghi sono credibili e spesso incisivi, contribuendo a delineare i rapporti di forza tra i personaggi.

Se si vuole trovare un limite, si potrebbe dire che in alcuni passaggi la complessità delle trame politiche rischia di confondere leggermente, soprattutto nelle fasi iniziali. Tuttavia, è un effetto temporaneo: una volta entrati nel meccanismo narrativo, tutto acquista maggiore chiarezza.

In definitiva, “Venetians. Il segreto dell’Arsenale” è un romanzo che unisce con successo storia, avventura e intrigo. È una lettura consigliata a chi ama le ambientazioni ricche e i racconti corali, ma anche a chi cerca una storia coinvolgente capace di tenere insieme suspense e profondità psicologica. Un viaggio affascinante nella Venezia delle ombre e del potere, dove nulla è come sembra e ogni scelta può cambiare il corso della storia.

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Josi & Scattaglia


Luca Josi e Allegra Scattaglia vivono a Roma e hanno esordito insieme con quest’opera, che unisce ricostruzione storica e ritmo da spy-story

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