Lorenzo Malvezzi
Editore: Frilli
Genere: Noir
Pagine: 240 p. R.
Anno edizione: 2025

Sinossi. Un maniaco si aggira per i vicoli di Genova, usando la GHB, la droga dello stupro, per stordire le sue vittime e lasciarle con un vuoto nell’anima e ricordi frammentati. La polizia è impotente, bloccata da procedure e mancanza di prove.
Tito Laremi, per puro caso, diventa l’uomo sbagliato nel posto giusto, finendo coinvolto in un’indagine ufficiosa che lo porterà a confrontarsi non solo con il mostro che si nasconde nelle ombre della città, ma anche con un passato oscuro che non lo ha mai veramente lasciato andare.
Recensione
di
Loredana Cescutti
Il titolo, già di suo ha un qualcosa di evocativo.
I “Vicoli oscuri” me li sono immaginata come le strade che più fanno paura, le questioni irrisolte del nostro passato e, come uno spazio cupo nella nostra mente che nonostante tutto finisce per prendere il sopravvento su di noi.
Se glielo permettiamo.
Protagoniste della storia sono le assenze, che però sono sempre presenti, quelle che ti tolgono il respiro, che non ti danno pace.
Quelle che possono finire per prendere il controllo su di te e sulla tua anima.
La scrittura di Malvezzi qui è indiscutibilmente ancora più nera e più consapevole ed introspettiva per quanto riguarda il suo personaggio di punta, Tito, che qui finalmente si è aperto e ci ha permesso di conoscere i suoi trascorsi, realmente.
La trama è forte poiché le problematiche legate al mondo dell’adolescenza non possono che assumere questo aspetto, soprattutto quando si parla di disagi, insicurezze, brutte strade intraprese, percorsi “sfortunati” incrociati sul proprio cammino.
Mentre inseguivo i miei fantasmi, una figura mi ha inseguito per riportarmi al presente.”
Tito si ritroverà in un ruolo che lo costringerà, di nuovo, ad affrontare quel passato che aveva seppellito sotto strati e strati di polvere e sensi di colpa, per non rischiare di rimanere, di nuovo, senza respiro.
Sarà un percorso
Il suo percorso.
Ma non il solo e soprattutto, NON da solo.
“Quando davanti hai un muro, a sbatterci contro chi si fa male sei tu, non il muro.”
Perché Tito non ha più diciassette anni. Ora ne ha più di trenta e deve trovare la forza e utilizzare gli strumenti a sua disposizione per non ripiombare nel panico, quello che ti blocca ogni funzione vitale.
“… i ricordi del passato tornano su neri e fangosi…”
Tematiche forti, reali e agghiaccianti.
Paure e confusione concreta.
Una penna che scorre come un fiume in piena, che è capace di passare dal divertimento alla serietà e alla drammaticità dell’attimo e che, trascina il lettore verso il proprio “vicolo oscuro” finendo per mettere in dubbio ogni certezza.
“Sono convinto che la mia vita sia suddivisa in fasi e mi piace pensare che ogni fase che mi si presenti davanti sia una sorta di ponte verso qualcos’altro, un meraviglioso ignoto da scoprire con slancio ed entusiasmo.”
L’autoironia di Tito è esaltante e ciò, denota pure, però, una certa qualità dell’autore nell’inserirla nei momenti giusti, sdrammatizzando così gli attimi più neri, aiutando i suoi personaggi a risollevarsi per poi ripartire.
“Sento una nota stonata. C’è qualcosa che non sto mettendo a fuoco.”
La corsa verso il finale è decisamente rapida, curata e dai risvolti inaspettati.
Chiudere l’indagine, significherà ben più di ciò che potreste aspettarvi, con una caterva di SE che a valanga, si riverseranno addosso a voi e, assieme alla soddisfazione di essere arrivati in fondo, vi resterà comunque una punta di dolore per tutto ciò che sarà riportato in luce.
Per una serie di SE.
“In qualche modo era tutto partito da lì.
Un piano inclinato su cui avevo iniziato a scivolare, e che mi aveva riportato qui ora.”
Che dire ancora, se non che ho trovato un Tito più maturo e sicuramente pronto per affrontare la vita con maggiore responsabilità, anche perché è riuscito a radunare attorno a sé, in modo inconsapevole inizialmente, persone, e non solo, che gli vogliono bene e che non gli permetteranno più di cadere.
Grazie Lorenzo per questa bella storia nera, dai toni forti che ha fatto sudare anche me (ho un’adolescente di quattordici anni in casa, quindi puoi capire!) e, ancora grazie per aver dato a Tito un’altra possibilità.
Non mi resta che aspettarti con una nuova avventura.
“I am master of my fate, I the captain of my soul”…
Sono il padrone del mio destino, il capitano della mia anima… (Invictus – William Ernest Henley)
Buona lettura!
Acquista su Amazon.it:
Lorenzo Malvezzi
nato a Genova, dopo il diploma di maturità classica si trasferisce a Milano e comincia a lavorare per un’etichetta discografica in qualità di artista e produttore musicale. Dopo qualche anno, inizia a collaborare – come presentatore e musicista – con un’agenzia che organizza eventi e viaggi aziendali, esperienza che lo porta a vagabondare per il mondo, trascorrendo molto tempo all’estero. Tornato a Genova scrive e produce alcune colonne sonore per vari programmi del palinsesto Rai. Nel frattempo, incomincia un’intensa attività live e di produzione musicale, vincendo svariati premi di musica d’autore, componendo jingle per spot pubblicitari e prestando la propria voce per pubblicità radio e tv. Durante la pandemia crea contenuti multimediali per il canale di intrattenimento e informazione “GoodMorning Genova”, appassionandosi all’informatica. Vince una borsa di studio e si appresta a concludere la propria formazione come programmatore informatico.