La ragazza del secolo
Sinossi. Torvaianica, 1953. All’alba, il corpo di una giovane donna viene ritrovato sulla spiaggia, abbandonato dal mare come un segreto scomodo. È Wilma, ventun anni appena, una vita interrotta troppo presto.
Ma la sua voce non tace: racconta la propria storia ripercorrendo un’infanzia romana, un padre falegname sempre al lavoro, una sorella e un fratello a lei distanti, una madre che tenta, ma sembra non riuscire mai. E poi c’è lei, Wilma, bella e dalle gambe lunghissime, così tentata dalla “dolce vita”, dalla fabbrica dei sogni di Fellini, dallo splendore abbagliante di un mondo che cambia più in fretta di lei.
Con ironia tagliente e una dolcezza che non chiede scusa, Wilma ricostruisce il cammino che l’ha portata fin lì, trasformando la sua morte in un racconto di libertà, desideri e contraddizioni.
Una storia che parla di una ragazza comune, che ha voluto troppo dalla vita come tante altre della sua età che odiano la mediocrità. Allora come oggi.
Autore: Lucio Trevisan
Editore: I dobloni
Pagine: 170
Genere: Memorie, Narrativa, cronaca
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Kate Ducci
Una bellissima e giovane ragazza che sogna il successo, senza poter sapere che lo raggiungerà, ma solo dopo che la sua vita verrà interrotta troppo presto.
Wilma aveva dei sogni, del tipo diffuso e comprensibile nei tempi moderni, ma quasi proibito o indice di cattiva condotta negli anni cinquanta dello scorso secolo. Era attraente, aveva un fisico invidiabile e un’ambizione da tenere nascosta in famiglia; ma era anche troppo ingenua per un mondo, quello dello spettacolo, che soprattutto in epoca passata chiedeva un prezzo molto alto da pagare a una ragazza con tante qualità ma pochi mezzi.
Wilma perde la vita sulla battigia di una spiaggia deserta e, nonostante i molti sospetti, nonostante un processo, il suo caso verrà archiviato come un incidente, come la tragica fine di una ragazza che aveva scelto di camminare a piedi nudi nell’acqua e che è andata incontro a una morte evitabile.
Ma cosa è successo veramente a Wilma?
Cosa possiamo dire della sua vita e della sua fine, a distanza di tanti decenni e liberi dall’obbligo di dovere tutelare prima di tutto la sua immagine di brava ragazza, anche a discapito della giustizia che avrebbe meritato?
Lucio Trevisan ripercorre la sua vita, dando voce a Wilma in prima persona, facendo raccontare a lei gli eventi che la hanno condotta su quella spiaggia dove ha incontrato la morte o dove, molto più probabilmente, è stata condotta quando non era più in vita, abbandonata come un fardello scomodo.
E l’autore arriva davvero a un passo da quella verità che lascia intuire, ma che si perde insieme al racconto di una testimone anziana che non riesce a raccontarla, che abbandona questo mondo come è naturale avvenga, quando l’età lo impone.
A lui va il merito di averci provato e di esserci quasi riuscito, oltre a quello di avere restituito a Wilma una consistenza reale, strappandola via dalle pagine di cronaca nera che ne regalavano un’immagine quasi irreale, come fosse davvero il personaggio di uno di quei film di cui sognava di essere la protagonista.
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Lucio Trevisan
è un autore milanese che una carriera che include romanzi, un memoir e un livro di inchiesta su Raul Gardini. Le sue opere riflettono la sua passione per la pop art, il cinema in bianco e nero, il jazz, il tennis e il calcio. Tra i suoi titoli più recenti ‘La ragazza del secolo’ è un romanzo commovente, ispirato a una episodio di cronaca nera avvenuto nell’Italia del dopoguerra, la morte della ventunenne Wilma Montesi.