Il Fioraio di Monteriggioni



il fioraio di monteriggioni

Recensione di Marianna Di Felice

Autore: Cristina K. Panepinto
 
Editore: Golem edizioni
 
Pagine: 184
 
Genere: Thriller
 
Anno Pubblicazione: 2017

Quando il PM Amedeo Cantini viene condotto davanti al cadavere di una giovane modella assassinata, capisce subito che quello sarà il caso più difficile della sua vita. Abbandonata dentro un cassonetto nei pressi del Parco delle Cascine di Firenze c’è la figlia di Emma Aldori, suo grande e sofferto amore di gioventù.

Travolto dai fantasmi del passato, il magistrato chiede all’ex moglie, la terapeuta Violetta Saloiraghi, di affiancarlo nelle indagini. Insieme cominceranno a investigare sugli ultimi mesi di vita della ragazza e si addentreranno in un gioco di specchi fatto di tradimenti, intrighi e bugia, fino alla scoperta di un raccapricciante segreto, dietro cui si nasconde l’ombra omicida del Fioraio di Monteriggioni.

La vita di Violetta scorreva lenta tra i suoi ricordi, i suoi dolori, i suoi pazienti (essendo una psicologa) accompagnata da un fantasma che aveva ridotto in pezzi la sua vita.
Emma, questo il nome del fantasma, torna a farsi carne per morire di nuovo. Tanto le somigliava sua figlia che come lei otteneva tutta l’attenzione vista la sua personalità.

Si ritrova ad indagare a fianco al marito magistrato, Amedeo, con il quale è separata, su un caso intricato dove figura come protagonista la famiglia Aldori.

Una famiglia toscana importante che portava avanti un’azienda vinicola famosa e dove Amedeo era di casa perché il suo primo amore fu Emma Aldori, la figlia di Saverio Aldori proprietario della tenuta.
Famiglia importante che nasconde molti scheletri nell’armadio.
Agenzie di modelle e il “bel mondo” o jet set, disagi sociali che scaturiscono nel consumo di droga, invidie, violenze, omicidi vecchi e nuovi, dipinti rivelatori e alla fine una lettera dove viene spiegato l’orrore provato e un’ombra del passato.

Tutti questi ingredienti attirano l’attenzione del lettore che scorre le pagine catturato dalla vorticosa trama. Da ciò si deduce che il libro mi è piaciuto e non poco oso aggiungere!
La storia fluisce senza ostacoli e si movimenta nei tempi giusti. La fine non giunge brusca perché il lettore viene guidato nella soluzione del caso. Complimenti alla scrittrice in erba per la sua prima fatica e spero non l’ultima!

Cristina K. Panepinto


Nata a Milano nel 1967, si è laureata in Lettere Moderne con tesi in Storia del Teatro. A 24 anni si è trasferita a Berlino, dove ha insegnato italiano per stranieri. Ha poi continuato l’esperienza dell’insegnamento a Firenze. Attualmente vive a Lecce, dove ha cominciato a dedicarsi alla scrittura. “Il Fioraio di Monteriggioni” è il suo romanzo d’esordio.