La vittima sbagliata




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Helen Fields

Editore: Newton Compton Editori

Traduzione: Mara Gini

Genere: thriller

Pagine: 448

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. Una scia di sangue serpeggia tra le strade di Edimburgo. Nel bel mezzo di un festival rock, un volontario è stato accoltellato allo stomaco ed è morto dopo pochi minuti. Nella confusione, nessuno ha visto l’assassino, nessuno è stato in grado di tracciare un identikit. La settimana seguente il corpo di una maestra elementare è stato ritrovato in un cassonetto: la donna era stata strangolata con la sua sciarpa di lana. La polizia brancola nel buio. I detective Ava Turner e Luc Callanach non hanno indizi per collegare i crimini, né prove sufficienti a formulare le prime ipotesi, fino al momento in cui sui muri della città appaiono graffiti che fanno esplicito riferimento alle vittime degli omicidi. È il gesto sbruffone di un mitomane o è la firma del killer? Quando scoprono che i murales sono stati preparati prima degli omicidi e non dopo, per Ava e Luc ha inizio una corsa contro il tempo che si rivelerà molto più pericolosa di quanto avrebbero potuto immaginare. Perché l’assassino è pronto a colpire ancora…

Recensione

Con grande piacere sono tornata a leggere Helen Fields, autrice di Resti Perfetti, un thriller d’esordio che lo scorso anno ebbe un grande successo.

Con altrettanto piacere posso dire di aver trovato l’autrice in grande forma: miscelando ed amplificando le qualità che già erano evidenti nel suo primo lavoro, la Fields potrà dirsi senz’altro soddisfatta, e anche, ovviamente, i suoi lettori. “La vittima sbagliata” è davvero un gran bel thriller, scritto con tutti i crismi”. Una trama assolutamente ben congegnata, un mistero difficile da sciogliere, un killer atipico e crudele. Il risultato è un romanzo dove l’attenzione non cala mai, dove il lettore deve far funzionare il cervello se vuole arrivare al bandolo della matassa e dove, alla fine, niente è come ce lo eravamo immaginato.

L’autrice, a mio avviso, riesce a migliorare la sua performance narrativa: nel primo capitolo delle indagini di Luc Callanach abbiamo visto un killer incredibilmente crudele in azione ma una soluzione del caso affidata al caso. In “la vittima sbagliata”, invece, la soluzione è frutto di una vera indagine di polizia, che metterà in campo anche espedienti non troppo ortodossi e dell’intuizione dei detective.

Quest’ultimo aspetto, a mio avviso, è sufficiente per poter decretare la superiorità della seconda opera della Fields rispetto alla prima.

Per il resto ritroviamo la squadra investigativa come l’avevamo lasciata. Una squadra ben assortita, dove ognuno fa la sua parte. Dove ogni personaggio ha un suo ruolo e un suo trascorso e contribuisce alla definizione di squadra. Si respira l’aria di una grande centrale di Polizia e la scena non è circoscritta affatto alle sole gesta del protagonista. Ognuno dice la sua e l’autrice non si dimostra mai avara nel dispensare spazio anche ai personaggi minori, né alla caratterizzazione intima e psicologica di ogni personaggio.

Luc ritorna da noi più affascinante che mai, ma anche più tormentato. Il suo passato non è facile da superare e Luc ha quasi perduto la speranza di poter, un giorno, recuperare la sua serenità.

In questo romanzo i rapporti tra il bell’ispettore e la collega Ava Turner assumono una nuova veste, che porterà entrambi a vivere una situazione conflittuale. Il nuovo equilibrio si ripercuoterà sull’indagine, che si dimostrerà davvero difficile e complessa. Edinburgo sarà percorsa da una scia di morti senza senso e nel caos che queste orribili morti semina tra la popolazione,  la tensione si farà palpabile.

E la tensione si ripercuoterà anche sulla squadra investigativa.

L’ispettore si troverà a lavorare a fianco di un nuovo collega, che si rivelerà un avversario temibile e inviso con cui doversi confrontare.  E questo sarà motivo di frustrazione e di impotenza per Luc. Luc sarà messo alla prova ma saprà dimostrare la sua tenacia e la sua grande determinazione. Anche quando le sue scelte investigative sembreranno condurlo su un terreno minato, saprà girare la sorte a suo vantaggio.

Tutto, nel romanzo, è ben calibrato. Tutto lo schema narrativo mostra coerenza e grande studio dei particolari. Davvero difficile, a mio avviso, trovarvi un’ingenuità o una pecca.

La Fields abitua i suoi lettori all’eccellenza e lo fa apparentemente senza sforzo alcuno.

Questo ci fa davvero ben sperare e alzerà l’asticella delle aspettative del lettore. Ma Helen Fields non ha nulla da temere, perché ha già ampiamente dimostrato di che pasta è fatta!

“La vittima sbagliata” è un thriller che consiglio a tutti e che può essere apprezzato a pieno anche senza aver letto il precedente capitolo. Ma, ovviamente, una sbirciatina al precedente romanzo fossi in voi la darei, non ve ne pentirete!

 

Helen Fields


Helen Fields ha studiato legge all’Università di East Anglia e alla Inns of Court School of Law di Londra. Dopo aver lavorato per anni in tribunale, specializzandosi in Diritto penale e di famiglia, ha deciso di fondare insieme al marito una casa di produzione cinematografica, nella quale lavora anche come sceneggiatrice. Vive a Los Angeles con la famiglia. La Newton Compton ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Resti perfetti, e La vittima sbagliata.

 

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