Anatomia di un mostro




Recensione di Roberto Forconi



Autore:
Brunella Schisa

Editore: HarperCollins

Genere: Thriller

Pagine: 228

Anno di pubblicazione: 2022

 

 

 

 

Sinossi. Una domenica di dicembre il commissario capo Domenico Franchini della questura di Varese riceve una telefonata. È un caso di omicidio. Riccardo dell’Orso è stato ucciso con un cerimoniale orribile. Bastano poche indagini per scoprire che la vittima era un uomo di leggendaria crudeltà mentale, avido e disonesto, con poche qualità e molti difetti. Non è dunque difficile immaginare che molti avrebbero potuto avere un movente per ucciderlo. A partire dal figlio Raniero, che vive recluso in casa, passando le giornate nel web profondo. O dalla figliastra Nora, che lavora come psicologa penitenziaria nel carcere di Piacenza, fascinosa quarantenne apparentemente insospettabile. E se l’assassino si nascondesse nel sottobosco che in gran in segreto frequentava dell’Orso? Chi è il mostro torturatore?

Partendo, come nella migliore tradizione del genere, da un delitto senza autore ma con molti moventi possibili, Brunella Schisa scrive un romanzo indimenticabile, percorso da un crescendo costante di tensione ed emozione. Anatomia di un mostro è un thriller dell’anima, che tiene il lettore incollato alla pagina e indaga con assoluta intelligenza psicologica nelle pieghe oscure del cuore e della mente.

Recensione

Autoconclusivo e affilato come un rasoio.

Parte nel vuoto e finisce nel vuoto. Quella sensazione di tristezza ed emozione legata a una storia in un continuo crescendo di tensione, attraverso la formazione e la presentazione dei personaggi. Mentre si evolvono caratteri e si estrinsecano intrecci, “l’arma” del delitto della scrittrice colpisce a fondo e dritta fino a ferire letalmente e centrare  quel bersaglio che elargisce soddisfazione dopo aver chiuso l’ultima pagina.

23 giorni in cui tutto inizia e finisce. Un vortice di eventi che portano il lettore – attraverso gli occhi dell’amore e dell’odio – a vivere piuttosto che attendere ciò che accadrà pagina dopo pagina.

Brunella Schisa  si dimostra un’eccellente scrittrice, senza ricercare un linguaggio contorto o delle soluzioni narrative troppo macchinose, decostruisce un’Anatomia di un Mostro in maniera definita, quasi chirurgica.

Un thriller che nasce da dentro, non mostra il terrore rappresentato dalla fisicità, esplora l’anima e definisce un contorno di nero che lascia perplessi e fa riflettere. Tutti possono essere mostri. Tutti hanno un mostro dentro.

Non ci sono moventi ben definiti che fanno uscire la bestia dentro, ma una serie di incontri casuali con un destino crudele affiancato da tentazioni; c’è chi esplode di rabbia e chi, subdolamente tesse una ragnatela di inganni fino ad intrappolare la preda prestabilita.

La Schisa  ci fa leggere di come può essere facile al giorno d’oggi essere “mostro” tra i veri mostri e di come l’abuso della parola ne  ha fatto un po’ perdere il vero significato.

Quando nel romanzo ricerchiamo il compiacimento, da lettori vogliamo che tutto vada avanti come noi lo immaginiamo, quasi come coscienza critica dello scrittore, in maniera del tutto naturale, ma spesso perdiamo quell’innocenza che sorprende, magari ci fa odiare un personaggio senza rendercene conto e ci fa chiedere: chi è davvero l’autore dietro questa storia?

Tutte piccole domande che spesso restano senza risposta e che così devono restare. Leggere a volte è come perdersi in mezzo al mare ed essere inghiottiti da una balena, spaventati, intimoriti dal “mostro”, e arrancare al suo interno fino a trovare una piccola luce e quella forza per riuscire a sconfiggere la paura.  Un po’ come Pinocchio, da un vecchio legno di ciliegio, al termine di un libro ne usciamo più umani e consapevoli di quanto lo fossimo alla prima pagina.

Così come leggere questo ottimo libro.

 

 

Brunella Schisa


Brunella Schisa: napoletana trapiantata a Roma, giornalista e scrittrice, ha una rubrica di libri sul Venerdì di Repubblica. Ha scritto: La donna in nero (Garzanti, 2006, che ha vinto diversi riconoscimenti, tra i quali il Premio Rapallo Carige), Dopo ogni abbandono (Garzanti, 2009), La scelta di Giulia (Mondadori, 2013), La Nemica (Neri Pozza, 2017) e, con Antonio Forcellino, Lo Strappo (Fanucci, 2007). Per Giunti ha inaugurato la collana diretta da Lidia Ravera “Terzo Tempo” con Non essere ridicola (2019). È stata inoltre traduttrice e curatrice di Una strana Confessione (Einaudi, 1979) Raymond Roussel Teatro (Einaudi, 1982) e delle Lettere di una Monaca Portoghese (Marsilio, 1991).

 

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