Anime feroci




Recensione di Katia Montanari


Autore: Annie Ward

Traduzione: Federica Garlaschelli

Editore: Longanesi

Genere: Thriller

Pagine: 348

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. «Cose che mi fanno paura: quando Charlie piange. Gli ospedali e i laghi. Quando Ian beve vodka nel seminterrato. L’Isis. Quando Ian si arrabbia… Il pensiero che in me ci sia qualcosa di sbagliato.»

La storia d’amore tra Maddie e Ian è iniziata con un incontro casuale: lui stava prestando servizio nell’esercito inglese nei Balcani, lei era una scrittrice e si trovava lì in visita alla sua migliore amica, Jo. Si sono innamorati a una festa, si sono sposati e quasi due decenni dopo vivono in una tranquilla cittadina del Kansas, in una bella casa, insieme all’amato figlio Charlie. Durante una vacanza in campeggio, però, Maddie resta coinvolta in un incidente che la segna gravemente. Per superare lo shock, la terapeuta le suggerisce di scrivere un diario. A poco a poco, la donna comincia a rivelare le sue paure per il disturbo da stress post-traumatico di Ian, le preoccupazioni per la sicurezza di Charlie e il passato tumultuoso di Ian con l’amica di Maddie, Jo. Il racconto di Maddie resuscita sedici anni di amore, paura e avventure turbolente vissuti tra i Balcani e l’Inghilterra, l’Iraq e Manhattan, fino alla tranquilla casa di famiglia in cui, un giorno, irrompe la polizia… Mobilitati dalla frenetica chiamata al 911 di un bambino, gli agenti non sono pronti alla scena del crimine che si trovano davanti. Al sangue che ricopre ogni superficie.

Chi sono davvero Maddie, Ian e Jo? Qual è l’oscuro segreto che lega queste tre anime feroci?

L’unica certezza è che niente è come sembra, in un vortice di suspense, azione e tensione psicologica che trascina il lettore fino al colpo di scena finale.

Recensione

Un thriller psicologico profondo e doloroso che affronta un argomento difficile e di cui si parla ancora poco: il disturbo da stress post-traumatico.

Quando qualcuno vive un evento traumatico o ha un contatto ravvicinato con la morte e torna a casa, si tende a tirare un sospiro di sollievo nel vederlo sano e salvo e si ritiene tutto finito.

Per alcune persone però non è la fine ma è solo l’inizio.

Tutti sappiamo di dover morire un giorno ma siamo spinti da qualcosa dentro di noi a non pensarci mai più di tanto.

Chi ha visto la morte e/o ha rischiato la vita inevitabilmente subisce un cambiamento.

C’è chi inizia a dare più valore alla quotidianità e alle piccole cose e c’è chi invece assorbe tutto il male che ha vissuto all interno di sé. È difficile per loro condividere con altri un’oscurità così profonda e cercano un modo per poterla gestire.

Maddie, Ian e Jo hanno visto il peggio del mondo ma ora devono trovare un modo per vivere in “quel mondo.

La trama scorre su un doppio binario, presente e passato, e converge nel racconto di un futuro rivelatore e in un finale mozzafiato. Le descrizioni, soprattutto quelle dei Balcani e delle zone di guerra sonoprevalentemente oggettive, dettagliate ed efficaci.

Le personalità dei vari personaggi sono descritte in modo attento e “convincente”. Il cervello umano è un’affascinante macchina misteriosa che rielabora tutto in modi più o meno consapevoli.

Questo thriller è un viaggio avvincente negli ingranaggi più nascosti della mente dei protagonisti e prende in considerazione, analizzandola,anche la moltitudine di fattori che possono condizionarne il funzionamento. Ve lo consiglio.

Annie Ward


laureata in Letteratura inglese con indirizzo in scrittura creativa, ha studiato presso l’American Film Institute, firmando sceneggiature premiate dall’Aspen Film Festival. È autrice di guide turistiche sull’Europa e di un romanzo ambientato durante la crisi nei Balcani. Vive in Kansas con la famiglia.

 

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