Attraversare la notte 




 Attraversare la notte

di Hervé Le Corre

Casa  Edizione E/O 2022

Nome Cognome (Traduttore)

 giallo hard-boiled, pag.297

Sinossi. In quanto comandante di polizia giudiziaria, le giornate di Jourdan sono un susseguirsi di cadaveri, balordi in fuga, scene di orrore e disperazione, sangue. Non ne può più, è esaurito, ha il disgusto per la vita che fa. Eppure è un bravissimo poliziotto, al comando di una squadra di giovani affiatati, ma quel lavoro lo assorbe troppo, l’ha portato gradualmente ad allontanarsi dalla moglie, si sente svuotato e solo. Louise abita in un piccolo appartamento con il figlio Sam, di otto anni. È ancora molto giovane, viene da una prima fase di vita segnata dalla scomparsa prematura dei genitori, poi da alcuni anni di droga ai quali è miracolosamente sopravvissuta. Sbarca il lunario facendo assistenza agli anziani a domicilio e vive terrorizzata dall’ex compagno, un violento che la minaccia, la segue, la picchia. In una Bordeaux invernale spazzata dalla pioggia e dal vento le loro strade si incontrano mentre Jourdan è impegnato a dare la caccia a un assassino di donne, un individuo spietato dall’aspetto ordinario, insospettabile. Tre vite arrivate a un punto critico, tre percorsi che si intrecciano nel fango, reale e metaforico, di una metropoli violenta e indifferente. Chi dei tre riuscirà a venire fuori dal fango? E come?


Recensione di Antonella Bagorda

Jourdan è il comandante della polizia giudiziaria di Bordeaux; depresso cronico, disgustato dal suo lavoro, stanco di tutto, matrimonio in crisi, nessun dialogo con la figlia, nessun problema a premere il grilletto o a menare le mani, se necessario. Louise è la madre del piccolo Sam; una donna dal passato complicato, rimasta orfana troppo presto, segnata da troppi faccia a faccia con la droga e minacciata giorno e notte da un ex compagno che gode nel massacrarla, sia psicologicamente sia fisicamente. Christian è un killer seriale di donne; un tizio qualunque che passa inosservato, che pare innocuo, che ha seri problemi con se stesso, con sua madre, con le donne, con la vita.

Tutto il romanzo si sviluppa in terza persona seguendo le storie dei tre personaggi protagonisti. Storie che sembrano parallele ma che pian piano andranno inevitabilmente a sfiorarsi, fino a toccarsi; fino a scontrarsi.

Le identità dei tre sono svelate fin dalle prime pagine. L’autore non ci nasconde nulla, non c’è il gioco della caccia al cattivo perché tutti, chi più chi meno, chi in un modo chi nell’altro, sono cattivi. E più le pagine scorrono e più vengono fuori dettagli delle vite dei tre che peggiorano ogni volta di più la loro condizione e la loro posizione.

Le Corre ha scritto un romanzo che non lascia al lettore neppure un attimo di respiro. E non parlo di continui colpi di scena o di una narrazione colma di corse sfrenate contro il tempo, di suspense o di ritmi serrati; la sua non è una scrittura carica di azione e di inseguimenti a sirene spiegate. Anzi, la narrazione scorre lenta e pulita, chiara e quasi ovattata, procede talmente adagio da sembrare persino rilassante. Eppure il senso di angoscia non cala mai neppure per un momento. Ecco cosa intendo quando dico che non c’è mai respiro: non c’è tregua dalla costante negatività che per tutto il romanzo non svanisce mai. Tutti sono disperati, tutti hanno un passato disastrato da dimenticare, un presente che non ha nulla da invidiare a quel passato e un futuro che fin dalle prime pagine pare già scritto; anche se l’autore, qualche volta, sembra volersi impegnare a seminare qua e là piccoli spiragli di luce, da piazzare nel buio assoluto in cui vagano i protagonisti di questa storia. 

Se cercate un thriller d’azione che vi faccia aumentare il battito cardiaco e vi lasci senza fiato con l’adrenalina a mille, lasciate stare. Qui l’obiettivo è tutt’altro. L’autore sembra quasi voler dimostrare che non c’è limite al peggio, e pare quasi divertirsi a rincarare la dose ogni capitolo che passa.

Dal punto di vista tecnico non ho nulla da dire. Un’ottima traduzione, seppur presenti alcune ripetizioni che in italiano risultano un po’ pesanti, e i refusi, se ci sono, non si sono fatti trovare. Sicuramente mi sono sentita a mio agio, davanti a un ottimo lavoro da parte di traduttore e casa editrice. Unico difetto che ho trovato, ma questo è un mio gusto personalissimo e dipende solo da una scelta stilistica dell’autore, è il disordine nei dialoghi. Alcune volte virgolettati, tante altre volte inseriti in narrazione lasciando al lettore il compito, spesso noioso, di indovinare chi stia parlando e con chi, e se si tratti di frasi dette ad alta voce o solo pensieri. Questo mi ha portato, qualche volta, a chiedermi se i tempi verbali della narrazione fossero sempre corretti oppure no. Ma ribadisco che non ho dubbi sul fatto che tutto ciò dipenda dallo stile dello scrittore e nulla più.

Niente da aggiungere se non due parole su un finale senz’altro inaspettato nella modalità d’azione, ma che ha mantenuto comunque la linea e la coerenza dell’intero romanzo.

E allora chiudiamola qui.

Consiglio la lettura di questo libro?

È innegabile che siamo davanti a un romanzo molto particolare di uno scrittore che non ha certo bisogno di presentazioni. E quindi sì, consiglio la lettura di questo romanzo. Magari in un periodo in cui non siete già di vostro in uno stato d’animo simil Blue Monday.

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Hervé Le Corre


vive nella regione di Bordeaux, dove insegna. Autore molto apprezzato, ha vinto numerosi premi tra cui il Prix Mystère, il Prix du roman noir e il Grand Prix de Littérature policière. Di Hervé Le Corre le Edizioni E/O hanno pubblicato Dopo la guerra, Scambiare i lupi per cani e L’ombra del fuoco.