Bernardo Cavallino




Recensione di Alessandra Ciancaleoni


Autori: Mattia Labadessa

Editore: Feltrinelli comics

Pagine: 128

Genere: Graphic Novel

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Bernardo Cavallino non è un “uomo uccello” come tanti. Nulla di staordinario, intendiamoci: nessun potere sovrannaturale, nessuna responsabilità verso il mondo, nemmeno una principessa da salvare. Bernardo però ha un grande problema. Un’ossessione che lo perseguita da anni: spegnere candeline.  Un gesto così innocuo è diventato la sua condanna. Nei momenti di maggior coinvolgimento emotivo, sente l’impulso sfrenato di accendere una candelina e fare un bel soffio, per spegnerla, per spegnersi, per calmarsi, per fermare il mondo che gira e ritrovare l’equilibrio. Non importa dove, quando e con chi. Arriva un momento nella sua vita in cui deve spegnere una candelina (cosa di cui è ovviamente sempre provvisto). Una buffa ossessione che fa ridere tutti, tranne il povero Bernardo. Da sempre ha difficoltà a integrare nella propria esistenza questo strambo problema, che le donne sembrano non accettare e gli amici non comprendere. Tutto cambia con l’arrivo di Nora, una giovane donna uccello che sembra l’unico essere vivente sulla terra a voler affrontare ciò che sta succedendo a Bernardo Cavallino…

Recensione

La storia di Bernardo Cavallino si apre con un terrore primordiale: LA PAURA DI MORIRE. Bernardo è un uomo piccione ordinario senza grandi problemi, ma con un‘ ossessione che si può definire assurda, il dover spegnere candeline per creare un rifugio interiore tutto suo; l’unico che riesca a fermare la sua mente dal pensare continuamente alla paura della morte.

I pensieri di Bernardo si accalcano freneticamente ogni giorno, nella sua testa fanno capolino domande tipo “uccidersi sarebbe una soluzione?”, “tutto questo riuscirebbe a fermare il dolore, ma soprattutto l’inadeguatezza che sento in ogni momento?”.

Tutto cambia nel momento in cui Bernardo incontra Nora, la sola che non lo prende in giro per le sue strane manie, persona che lui aveva sottovalutato ma che riesce quantomeno a tranquillizzare la sua ansia.

Fino a quando la voce narrante ricorda a tutti che questo è un libro, che non c’è posto per passione, amore, tranquillità ma soprattutto per un positivismo di fondo.

Labadessa tramite le sue vignette e la sua storia trasmette questo, il negativismo che la fa da sovrano su ogni cosa, ma soprattutto il contenuto intrinseco, e cioè che, in un mondo irrequieto e frenetico come quello di oggi, c’è sempre tempo di riflettere sul senso della vita.

Mattia Labadessa


Mattia Labadessa, napoletano classe 1993, in meno di due anni è diventato un fenomeno virale attraverso le illustrazioni dell’uomo uccello, pubblicate per la prima volta nel dicembre 2015 sulla sua pagina facebook. Le condivisioni dei suoi post si sono moltiplicate grazie alla semplicità dei concetti espressi dalle vignette e soprattutto grazie alla sintesi grafica che le caratterizza: quattro colori e tratti asciutti. Le sue strisce parlano della quotidianità e dei piccoli problemi comuni a tutti che molto spesso si fa fatica ad affrontare. Ci catapultano nelle ansie, nei pensieri ossessivi, nelle incertezze della vita, ma anche semplicemente in tutte quelle situazioni normali che ogni giorno viviamo e su cui difficilmente ci soffermiamo a riflettere.

 

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