Black Blues




Recensione di Ilaria Bagnati


Autore: Attica Locke

Traduzione: Alessandra Padoan

Editore: Bompiani

Genere: giallo

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. Il Lago Caddo è un’imponente distesa d’acqua che si estende tra il Texas e la Louisiana. Come una creatura acquatica la sua sponda occidentale sembra dimenarsi in un reticolo di paludi, isolotti, bayous e canali che hanno osservato, accolto, nascosto, rubato le vite di chi è vissuto su quelle rive. Una sera d’inverno Levi King, nove anni, sta navigando da solo sul lago nella piccola barca del nonno. Ha fatto tardi da un amico e il sole ormai è tramontato, ma deve tornare a tutti i costi a casa, a Hopetown, prima che la madre si accorga della sua assenza. Ma non tornerà, né quella sera né il giorno dopo. I suoi genitori sono convinti che sia vivo e non vogliono arrendersi, ma il tempo passa e secondo loro la polizia non si sta impegnando nelle ricerche: il padre di Levi, Bill King, in carcere per omicidio – ha ucciso un uomo di colore ed è un membro della Fratellanza Ariana del Texas – decide di scrivere direttamente al Governatore dello Stato perché coinvolga i suoi uomini migliori nel caso. Ad affiancare la polizia locale viene quindi spedito Darren Mathews, Texas Ranger di colore che si è distinto per la brillante risoluzione di un caso poche settimane prima. Ma a Hopetown non basta un distintivo per mettere al sicuro un nero: in un clima di odio e intolleranza, Mathews si dedica all’indagine, che lo conduce nel passato della cittadina, al cuore della convivenza forzata tra nativi americani, schiavi liberati (o fuggiti) e la minoranza bianca che continua a dettare legge e si sente ancor più legittimata dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Una scrittura vivida e una trama serratissima per parlare di diritti e di giustizia in un romanzo che conferma Attica Locke come un’interprete del presente.

Recensione

Ho deciso di leggere Black Blues perché attirata dalla trama e dalle sue tematiche importanti. Purtroppo non ho letto il primo libro della serie con protagonista Darren Mathews quindi ho faticato non poco a dare un senso a tutte le informazioni che leggevo, voi non fate come me, partite dal primo. Nonostante ciò la lettura si è rivelata fin da subito molto interessante. In questo secondo libro il ranger Mathews viene incaricato di indagare sulla scomparsa del piccolo Levi King di nove anni. Il bambino è scomparso mentre stava tornando a casa con la barca del nonno dopo essere stato a casa di un amico. Il nonno, quando era ancora vivo, lo metteva in guardia dal Lago Caddo, soprattutto di notte, aveva proprio ragione!

Non essere mai così stupido da startene in giro a bighellonare e ritrovarti là fuori di notte da solo, ragazzo mio, perché non verrà anima viva a salvarti.

Del bambino non si ha più traccia, sarà affogato? Attaccato da un alligatore?

Levi è figlio di Bill King, chiuso in carcere per aver ucciso un uomo nero, si tratta di un crimine di odio razziale data l’appartenenza di King alla Fratellanza Ariana del Texas. Mathews approda così a Hopetown, un luogo che non è propriamente riconosciuto, dove nativi indiani e afroamericani non convivono pacificamente con i bianchi.

Come c’era da aspettarsi il ranger non viene accolto in modo benevolo, un nero che indaga sulla scomparsa di un bianco?

Sul figlio di Bill King?

Difficile per Darren rimanere calmo quando viene insultato per il colore della sua pelle anche se su quella pelle l’uomo porta con onore la stella dei ranger. Anche per Leroy Page è una costante guerra, per lui che discende dagli schiavi e che ha in proprietà i terreni di Hopetown. Ora si trova ad essere insultato dai bianchi per il suo colore, per la sua provenienza, da quei bianchi che discriminano e che si appropriano di tutto, calpestando, ancora una volta, i diritti degli afroamericani e dei nativi.

Anche il piccolo Levi stava seguendo le orme del padre, in passato ha insultato Leroy Page e imbrattato la sua casa. Per il ranger ovviamente ciò è condannabile ma Levi è pur sempre un bambino e deve crescere e può ancora essere una persona migliore. Darren Mathews oltre alle indagini sulla scomparsa del bambino deve fare i conti con un matrimonio traballante, con una madre ricattatrice ed egoista e con la sua dipendenza dall’alcol.

Black Blues è un libro forte, che ti trasporta in un Texas che per certe ragioni non è mai cambiato, ancorato ai pregiudizi razziali, sulle differenze tra bianchi e colored. Le immagini utilizzate dalla Locke sono vivide, il lettore può immaginarsi chiaramente il paesaggio del Lago Caddo, i suoi colori, i colori e i profumi della pelle dei suoi personaggi, i profumi dei cibi, la musica ascoltata. A questo proposito non ho resistito ad ascoltare le varie canzoni citate lungo il testo, sto scrivendo la recensione con la musica che mi tiene compagnia. Se amate leggere con la musica in sottofondo ascoltate le canzoni di Ruthie Foster, di Jessie Mae Hill e, soprattutto, Lightnin’ Hopkins, non ve ne pentirete!

Non si possono fare tutti quei discorsi d’odio senza che in un modo o nell’altro finiscano in violenza. E’ la natura umana. A forza di parlare l’odio ti entra nel cuore, e una volta che è lì ti autorizza a fare le cose peggiori senza che tu ci veda niente di sbagliato.

La narrazione parte un po’ lenta, vengono descritti molti avvenimenti del passato e l’indagine sulla scomparsa di Levi, a parer mio, è messa un po’ in secondo piano rispetto alle questioni razziali, alla vita personale e professionale di Darren Mathews e al suo passato. Black Blues è un libro forte e che rimane addosso ancora per un po’ dopo averlo finito. Difficile, se non impossibile, scrollarsi di dosso il clima di odio che trasuda dalle pagine.

I make heaven my home, I shall not be moved.

(Jessie Mae Hill)

 

A cura di Ilaria Bagnati

ilariaticonsigliaunlibro.blogspot.com

 

Attica Locke


é nata a Houston, in Texas. Lavora a Los Angeles, dove vive con il marito e la figlia. Il suo primo romanzo, Black Water Rising, è stato selezionato per l’Edgar Award, il NAACP Image Award e il Los Angeles Times Book Award. Ha scritto sceneggiature per cinema e televisione ed è coproduttrice delle serie Empire, When They See Us e Little Fires Everywhere. Con Texas Blues (Bompiani 2019), primo romanzo che vede protagonista il Texas Ranger Darren Mathews, ha vinto il CWA Ian Fleming Steel Dagger Award 2018 e l’Edgar Award 2018.

 

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