Cambiare le ossa




CAMBIARE LE OSSA 


Autore: Barbara Baraldi

Editore: Giunti Editore

Collana: M

Anno edizione: 2022

Pagine: 560 p., Brossura

 

 

 

Sinossi. Aurora Scalviati torna in un thriller impetuoso, costruito con precisione chirurgica, sorprendente fino all’ultima pagina. Per trovare salvezza non basta cambiare la pelle. Serve cambiare le ossa. Torino, 1988. Tito Ferretti ha solo quattro anni quando assiste all’omicidio di sua madre e del suo amante: è opera del “mostro”, il serial killer che sta terrorizzando la città e che sarà catturato, dopo un’indagine serrata, dal sostituto procuratore Francesco Scalviati. Sono passati 34 anni da allora. Il ricordo di quei fatti è lontano, ma il rinvenimento di un cadavere sfigurato sembra improvvisamente riaprire l’incubo: è Tito Ferretti. L’hanno massacrato con un antico spaccaossa, terza vittima di un assassino che agisce secondo una precisa, feroce dinamica. C’è un collegamento con il mostro, e quale? Il commissario Damiano Provera sa che solo una persona può venirne a capo: Aurora Scalviati, figlia del magistrato che negli anni Ottanta seguì il caso del mostro, venuta al mondo la stessa notte in cui le mani del padre si macchiarono di sangue. Capace, soprattutto, di scorgere le connessioni che nessun altro vede, e farne materia per identificare il killer. Aurora realizza subito che, anche se non sembrano avere nulla in comune, le vittime sono state scelte in base a un disegno preciso. E viene attratta da due indizi inquietanti: delle inspiegabili incisioni sulle ossa di Ferretti e un libro misterioso sulle connessioni fra teoria quantistica e fede. Mentre cerca di decifrare l’enigma arriva un’altra notizia sconvolgente: Giorgia, una ragazzina di dodici anni, è appena stata rapita… È l’inizio di un viaggio allucinante dove Aurora dovrà ricostruire un meccanismo perfetto e spietato, confrontarsi con la potenza della mente umana e capire, una volta di più, che il passato è l’unica chiave per penetrare il presente. E l’unica possibilità di redimersi. Aurora Scalviati torna in un thriller impetuoso, costruito con precisione chirurgica, sorprendente fino all’ultima pagina.

 

Recensione di Sabrina De Bastiani

Nessuno ha le risposte in tasca, ispettrice Scalviati. Le posso dire che non smetto di cercarle …”  

Sono tante le suggestioni che permeano il nuovo romanzo di Barbara Baraldi.

Ad oggi il suo più intimista, intimo, disarmante. 

E allo stesso tempo sapientemente thriller, abilmente fuorviante seppur mai ingannevole.

Lucido, ma appassionato.

Spietato, ma non giudicante.

Onirico, ma ferreo, atavico, antico. Così come l’arma usata dal soggetto n-i:

non identificato. Era così che in gergo si indicava un omicida seriale dall’identità ancora sconosciuta.

Uno spaccaossa.

E di ossa si tratta, a partire dal titolo. Ma ancora di più a partire da lei, Aurora Scalviati.

 

“(…) sette anni fa ero una persona completamente diversa. Ambizioni, speranze, progetti. Poi la sparatoria ha azzerato tutto. E non mi riconoscevo più. E’ come se all’esterno fossi ancora la stessa, e solo le cicatrici fossero lì a testimoniare la trasformazione. E’ la mia struttura a essere diversa. Ho capito che per trovare la salvezza non basta cambiare la pelle. Serve cambiare le ossa.”


Un doppio ritorno, se vogliamo, uno  come protagonista, l’altro alle sue origini, alla sua città, Torino.

Un’indagine alla quale è chiamata per implicazioni personali, dovute al fatto che una delle persone coinvolte aveva avuto a che fare con il sostituto procuratore Scalviati. Suo padre. Un’indagine che da mordente si fa pretesto, occasione, per riaffrontare un passato sospeso e inclinato e per riaffermare se stessa.

 

Ma davvero aveva creduto che il suo passato si sarebbe accontentato di lasciarla andare senza prima aver banchettato con i suoi demoni? Avrebbe dovuto prevedere che il destino stava complottando per condurla esattamente dove tutto era cominciato. O dove tutto era finito.

 

E’ implacabile e continua l’adrenalina che Baraldi imprime alle sue pagine, è totale la  forza introspettiva con la quale restituisce Aurora al lettore e a se stessa. Ci avvince e ci incanta. Ci rapisce nella ricerca serrata e stringente del colpevole, così come in quella della parte più vera di sé.

 


La realtà ha il potere di venirti a cercare non appena abbassi la guardia, con le sue zampe lunghe di ragno e le unghie affilate, quando l’adrenalina si dissolve e i muscoli si rilassano anelando il ristoro del sonno e l’impatto a livello psichico può essere devastante.

 

Perché sono davvero numerosi e comunicanti come i famosi vasi, i piani nel romanzo. Obliqui e sovrapposti. Tante sono le porte.  Tanti i luoghi chiusi, a racchiudere l’azione, a invogliarne l’apertura. Su cosa? Cosa aspettarsi? In cosa specchiarsi? L’abisso. Senza dubbio. E Barbara Baraldi, unica, ha il passo, la mente, il dono delle parole, la capacità di guardarlo, l’abisso. E disarmarlo.

Chi abbia seguito le vicende di Aurora Scalviati, da “Aurora nel buio”, attraverso “Osservatore oscuro”, fino all’”Ultima notte di Aurora”, sa bene quanto la profiler, per natura e per vicissitudini, contenesse, comprendesse in sé la maestosa duplicità di luce e ombra, di ragione e visionarietà, di fragilità e forza, so need your love, so fuck you all, citando la quanto mai adatta Come undone cantata da Robbie Williams.

Chi abbia seguito le vicende precedenti, più che mai, sarà sopraffatto e conquistato dai numerosi thrill dei colpi di scena di “Cambiare le ossa”.

Ma c’è altro, c’è ancora di più.

C’è Aurora, c’è il suo coming undone, eppure soprattutto c’è il suo ritrovarsi, una.

Intera.

 

In passato, la scienza ci ha insegnato che il modo migliore per studiare un fenomeno, che si tratti di un atomo o una rana, è sezionarlo e analizzarne le parti. Gli ologrammi ci mostrano che nell’universo non tutti gli elementi si prestano a questo approccio. Smontare un ologramma non ci svela le sue parti, ma soltanto interi più piccoli.”

 

E da qui in avanti sarà ancora lei, ma sarà ancora un’altra storia. Che bramiamo già leggere

 

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Barbara Baraldi


Barbara Baraldi è autrice di thriller e sceneggiature di fumetti. Pubblica per Giunti editore la serie “Aurora Scalviati, profiler del buio” di cui fanno parte i romanzi Aurora nel buio (2017), Osservatore oscuro (2018) e L’ultima notte di Aurora (2019). Altre sue pubblicazioni: La stagione dei ragni (Giunti 2021). Nel corso della sua carriera ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton. Tra il 2014 e il 2015 ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa. Dal 2012 scrive per la serie “Dylan Dog” di Sergio Bonelli Editore. È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il Nebbia Gialla. È trai protagonisti di Italian noir, documentario sul thriller italiano prodotto dalla Bbc. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico e sono pubblicati in vari paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Dal 2010 tiene lezioni e corsi di scrittura creativa per adulti e ragazzi in collaborazione con le scuole secondarie di primo e secondo grado.