Certe donne, a Torino




Marina Rota


DETTAGLI:

Editore: Buendia Books

Genere: Biografia

Pagine: 273

Anno edizione: 2024

Sinossi. L’intervista impossibile, l’arringa inaspettata, l’appuntamento fatale, lo spettacolo che torna in scena un’ultima volta, il negozio dimenticato che spalanca di nuovo, per un solo, onirico istante, le sue porte: muovendosi in contesti e ambientazioni differenti, padroneggiando con sensibilità e maestria diverse forme di scrittura, fonti autorevoli e documenti inediti, Marina Rota cancella i confini, afferra le redini del tempo e, come una medium contemporanea, evoca davanti ai nostri occhi una compagnia di donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nelle arti e nelle tecniche, nella società e nella storia italiana e non solo. Pioniere e anticonformiste, paladine della giustizia, esponenti della cultura o istrici solitarie, torinesi di nascita o di passaggio, Lidia, Gemma, Amalia e le altre tornano a noi con rinnovata vitalità, rivendicando lo spazio e la luce che spetta loro di diritto, ma soprattutto raccontandosi, svelandosi nei loro aspetti più intimi e sconosciuti, chiedendo di essere ricordate. Otto, fantasmagorici momenti in cui tutto può accadere, mettendo da parte la razionalità, restando in ascolto di queste ombre luminose… e lasciandosi avvolgere dall’incanto.

 Recensione Roberta Canu


Le donne, raccontate da una scrittrice molto talentuosa che ci accompagna in quei deliziosi corridoi illuminati dalla sapienza ma anche dall’arte, intraprendenza e volontà nel cambiare le sorti del Paese e del mondo.

Figure piuttosto carismatiche e forti, concrete… talvolta ad un passo dal divino amore e forse scomode ai più tradizionalisti e conservatori, perennemente dedite all’accettazione e affermazione del ruolo della donna stessa soprattutto in contesti difficili e quasi irrealizzabili.

Figlie, madri, musiciste, avvocate, simpatiche, anticonvenzionali, illustri giovani donne di un passato che ritorna puntuale come lo sbocciare di ogni primavera, come rose delicate ma decise.

Giovani ragazze che hanno contribuito ad accrescere la potenzialità dell’essere donna e dell’essere umane e mi permetterei di dire anche umani visto che la donna è fruitrice di vita e con la stessa vita deve averci a che fare pazientemente e spesso in modo più complesso rispetto all’uomo.

Un libro in cui l’autrice, in modo semplicemente particolare e scorrevole, intervista figure femminili delle epoche passate e di un tempo in cui l’essere donna era già di per sé quasi un deterrente data la considerazione spesso negativa degli uomini di potere e non riguardo il “gentil sesso”.

Biografie di coloro che, cambiando il Paese e contravvenendo agli obblighi imposti dalla società maschilista e talvolta misogina, hanno così scritto pagine e pagine di Storia, non per questo senza mancare alla tipica sofferenza inflitta a coloro che credono fermamente nei loro ideali.

Donne spesso considerate alla stregua del Male stesso, colpevoli solo di essere o troppo ingegnose o eccessivamente belle e imperiose, eleganti o decisamente talentuose e intelligenti.

Un tempo, quello attraversato dalle varie biografie, in cui sembra esserci il vandalismo perpetrato sulla donna così fine e al contempo scaltra e dolcemente sensuale, la donna oggetto di chiacchiere, la donna rinnegata e vilipesa, amata e odiata, relegata esclusivamente a ruolo di angelo del focolare e madre.

Il libro di Marina Rota è un connubio tra rivendicazione di diritti femminili e propensione alla poetica dell’essere donna emancipata e giustamente testarda, contraria ad ogni legge maschilista imposta dall’uomo.

Credo che l’importanza di un libro come questo, risieda nella voce unanime di tutte le donne, il grido accorato di giubilo ma anche di rabbia perché troppo spesso la donna ha taciuto per paura e invece è giusto che ne parli e se ne parli sempre.

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Marina Rota


ha diretto la rivista scientifica e divulgativa della Città della Salute e della Scienza di Torino. Giornalista nei settori della letteratura e dell’arte, è organizzatrice di Festival e rassegne letterarie. Ha collaborato presso varie case editrici come direttrice di collane, ha presentato mostre d’arte e un centinaio di libri. Certe donne, a Torino è la sua sesta pubblicazione dopo Il sillabario – Ezio Gribaudo dalla A alla Z (Gribaudo, 2013, prefazione di Vittorio Sgarbi), Amalia, se voi foste uomo. Silloge gozzaniana (Golem Edizioni, 2016, prefazione di Vittorio Sgarbi e note critiche di Claudio Gorlier), la biografia Mauro Salizzoni. Un chirurgo tra bisturi e cronometro (Hever, 2021, prefazione di Piero Bianucci), il pluripremiato Sotto le stelle di Fred (Buendia Books, 2021, nota di Paolo Conte e prefazione di Vittorio Sgarbi) e Amalia Guglielminetti. L’amore in versi con Guido Gozzano (Pedrini, 2023), edizione ampliata della sua silloge poetica. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra i quali il primo premio Mario Pannunzio – Sezione Giornalismo e Saggistica, il primo premio Mario Soldati, il premio internazionale Città di Cattolica per la poesia e il premio Cultura Ennio Flaiano.

A cura di Roberta Canu

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