Confessioni




Sinossi. Moriguchi Yuko, giovane insegnante di scuola media, rivela alla classe l’intento di lasciare per sempre l’insegnamento. La figlia di appena quattro anni è annegata misteriosamente in piscina, ma in realtà Moriguchi ha scoperto che si tratta di un omicidio, commesso da due alunni! Nel corso della drammatica rivelazione, dichiara apertamente che i due assassini sono presenti in aula, facendo capire di chi si tratta e affermando che non ha in mente di denunciarli alla polizia. Come è possibile? Perché? Attraverso tre drammatici diari, di cui sono rispettivamente autori i due giovani assassini, Shuya e Nao, e la madre di quest’ultimo, si apprende a poco a poco l’atroce verità. E l’insegnante, che si finge indulgente ma in realtà nutre sete di vendetta, ha intenzione di far soffrire i due studenti fino alla follia, ponendoli quotidianamente al cospetto del terrore della morte… La confessione è un folle e lucido romanzo sulle perversioni non solo degli adolescenti di oggi, ma anche su quelle dei genitori e degli educatori. Grazie a una serie incredibile di trovate geniali, suspense a volontà e una perfetta narrazione a incastro, Minato Kanae riesce a tenere il lettore incollato alle pagine del libro. Una storia agghiacciante, crudele, ad altissima tensione.

 CONFESSIONI

di Minato Kanae

Atmosphere 2023

Gianluca Coci ( Traduttore )

Thriller psicologico, pag.280

 Recensione di Fiorella Carta

L’Oriente ha sempre basato molte delle sue discipline e dei suoi insegnamenti di vita sull’essenziale. Non servono molti personaggi, a volte, per costruire una storia agghiacciante, sfacciatamente crudele e originale. 

Una professoressa al suo ultimo giorno di insegnamento, una classe piena di alunni e un discorso di addio pacato, studiato, calmo e devastante. Perché la professoressa in questione ha appena perso sua figlia nella piscina della scuola e, sebbene le indagini parlino di un incidente, lei sa che i colpevoli sono due dei suoi studenti. 

Se la storia si concludesse con una denuncia alla polizia, non staremmo qui a parlarne. 
In realtà la giustizia non verrà mai messa in ballo, ma una serie di vendette trasversali porterà ad altre morti. 

Attraverso alcuni diari, confessioni appunto, scopriremo le ragioni che spingono i protagonisti ad agire in quel modo, ad arrivare all’apice dei loro gesti e, allo stesso tempo, capiremo come, la radice di ogni bene e di ogni male, risieda sempre nella famiglia. 

Genitori che giustificano le azioni immonde dei propri figli, puntano il dito verso la scuola o scappano dalle loro responsabilità, mai sobbarcandosele, mai prendendone coscienza. Così menti eccelse degradano nella psicopatia, ragazzi innocenti scoprono quanto sia facile ferire, uccidere, perfino una bambina di 4 anni che, in questa escalation di azioni malefiche, è l’unica anima pura. 

Nel percorso di questo romanzo, affascinante, vero e amaro, si affrontano argomenti che riguardano gli adolescenti di ora, abbandonati a se stessi pur di non recare disturbo agli adulti, trascurati dal sociale: hikikomori, NEET. Nomi che raggruppano, creano insiemi ma parlano di solitudini, abbandono scolastico e, troppo spesso, genitori silenti. 

La morte, quella architettata di proposito, con sadica manipolazione, non ha nessuna razionale giustificazione. Non solo la morte a volte si respira ancora, ma la violenza subìta uccide dentro e la giustizia ufficiale spesso dà il colpo di grazia, la società e i social non sono da meno. 

Stupratori che diventano idoli di ragazzine invasate e educate in maniera distorta, assassini commemorati come onesti cittadini. 

In un mondo che ha perso la bussola, le parole di questo romanzo, con un finale orrendo e coerente, spingono il lettore a una riflessione più ampia. 
Siamo oramai anestetizzati davanti a qualsiasi tragedia e questa sarà la nostra rovina. 

Acquista su Amazon.it: 

Minato Kanae


nata nel 1976 a Innoshima, nella prefettura di Hiroshima, inizia la carriera di scrittrice intorno ai trent’anni, distinguendosi come sceneggiatrice televisiva e radiofonica. Nel 2007 vince il premio Shōsetsu suiri New Writers con il lungo racconto Seishokusha (La sacerdotessa), che l’anno successivo diventa il primo capitolo del romanzo d’esordio