Dark web




Recensione di Patrizia Argenziano


Autore: Sara Magnoli

Editore: Pelledoca Editore

Genere: Giallo per ragazzi

Pagine: 224

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Vesna è un nome falso. Il nome scelto da Eva, 14 anni, per diventare una influencer da milioni di like. Doom Lad è il nickname di lui: Significa “ragazzo del destino”. Si incontrano su Instagram. Ma Doom Lad cambia veste e nome a seconda delle situazioni. Il web è una ragnatela, dove si trova di tutto: bambini, ragazzine, immagini rubate, orrore. Giovanniboccaccio non è uno di loro ma finge di esserlo. Rocco d’Antonio, l’ispettore nascosto dietro a uno scrittore del Trecento deve trovare un modo per salvarla. Eva non sospetta quello che c’è dietro i messaggi, le videochiamate e le immagini che scambia con Doom Lad. Prima le foto, poi i video e alla fine l’incontro in hotel. Eva questa volta è da sola, non c’è schermo o famiglia a proteggerla. Doom Lad continua a chiederle foto ed Eva è convinta che lui la voglia solo aiutare a diventare una grande influencer. L’unico amico a cui Eva ha raccontato tutto è Pio che ha paura dei bulli che lo sbeffeggiano in internet e in faccia. L’unico pronto a sfidare il mondo per proteggerla. Ma Doom Lad sa di averla in pugno e di poterle chiedere sempre di più. Intanto l’ispettore serra le maglie del giro di sexting. Ha in mano una pedina importante, è a un punto di svolta. Non può sbagliare, ora che è vicino.

 

 

Recensione

Quale è il confine tra letture per ragazzi e letture per adulti?

La magica penna di Sara Magnoli scorre veloce e fa sentire adulti i ragazzi e ragazzi gli adulti rendendo sempre più sottile questa linea immaginaria di confine fino quasi a farla scomparire. Nell’era di Instagram, delle battaglie dei like dove tutto è concesso e dove i sogni sembrano divenire realtà senza fare tanta fatica, è tutta questione di un attimo, è tutta questione di un post.

Il romanzo si apre con un pugno nello stomaco, l’autrice ci ha abituati così, senza ricami, senza fronzoli, ci ha abituati alla realtà nuda e cruda, esattamente com’è. Ci ha abituati alla verità.

Man mano che le pagine scorrono ti senti una ragazzina, con la voglia di conquistare il mondo e di realizzare un sogno, ti senti incompresa e disposta a tutto pur di raggiungere ciò che desideri con tutta te stessa. E d’un tratto la realtà non la vedi più in modo obiettivo, la vedi come se indossassi sempre un paio di occhiali ingannevoli.

E ti senti un genitore tutto d’un pezzo e ti chiedi come hai fatto a esser così cieco di fronte a certi segnali, più o meno volontari, di tua figlia. Scopri un mondo parallelo dove nulla ti appartiene, dove la realtà è una bolla di sapone pronta a scoppiare da un momento all’altro, dove tutto è nebbia, dove tutto è vissuto con un’altra intensità, un altro animo.

Un romanzo che oscilla tra giallo e thriller, l’atmosfera che si crea tra le pagine è tesissima, l’attenzione del lettore è alta, l’oscurità, l’incertezza, il senso di vuoto provenienti dal web bloccano lo stomaco e per respirare dobbiamo lasciarci avvolgere dalla calda coperta dell’amicizia, dalla fedele compagnia di un cane e dalla tenacia di un ispettore.

Duecentoventiquattro pagine per mostrarci la faccia oscura del web, per mostrare ai nostri ragazzi quanto siano fitte e insidiose le maglie della rete e quanto i tessitori siano subdoli e scaltri.

Duecentoventiquattro pagine per mostrare come una fotografia nello spazio di un attimo possa fare il giro del mondo e cambiarti la vita, soprattutto se questa fotografia non ha i sottotitoli giusti.

Duecentoventiquattro pagine da leggere tutte d’un fiato perché queste pagine siamo noi, noi ragazzi, noi figli, noi genitori che viviamo in questa società “dell’apparire a tutti i costi”, società che ci travolge e che stravolge la nostra quotidianità e il nostro modo di essere.

Duecentoventiquattro pagine, ragazzi, da ricordare quando siete in rete, perché la rete è la vostra seconda casa, lo sappiamo, da ricordare se subodorate qualcosa di strano perché siete svegli, sappiamo anche questo, anche se talvolta non ve lo facciamo credere.

Duecentoventiquattro pagine per noi adulti, per entrare in punta di piedi nel mondo dei nostri figli e cercare di infilarci in queste anime che spesso hanno tanto bisogno di aiuto ma non vogliono chiederlo.

Sara Magnoli, con quel suo stile inconfondibile che rapisce il lettore, entra nelle case delle giovani famiglie di oggi e tocca con una semplicità disarmante temi scottanti rendendoli così accessibili a tutti. Ciò che conosciamo, non solo fa meno paura, ma guida al meglio le nostre azioni.

“Dark web” è una finestra sul mondo, assolutamente fatevelo prestare dai vostri figli!

 

A cura di Patrizia Argenziano

instagram.com/patrizia.arge

 

 

Sara Magnoli


Sara Magnoli vive in provincia di Varese in una casa ristrutturata che era il cinema della nonna. Giornalista, è laureata in lingue e letterature straniere moderne all’Università degli Studi di Milano. Con i suoi romanzi per ragazzi e per adulti ha vinto numerosi premi. Ha sempre avuto una passione per la scrittura e per le storie thriller e noir, ricordiamo “Se un cadavere chiede di te” che ha vinto la sezione e-book del premio Garfagnana in Giallo 2015 e  “Se il freddo fa rumore” (2017, Damster edizioni) con gli stessi protagonisti.  Fin dalla prima elementare faceva il giornalino di classe e a dieci anni ha scritto il suo primo libro giallo, otto quaderni a righe scritti fitti fitti, con ben 150 personaggi che ancora possiede da qualche parte. Ha un marito, due figli, due gatti, Ofelia e Chewbecca, che a suo dire sono più terribili del gatto di Pet Sematary. E’ cintura verde di Kung Fu e, non meno importante, una vera sorcina, innamorata persa di Renato Zero.

 

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