E sempre le Foreste




Edizioni E/O 2022

Alberto Bracci Testasecca (Traduttore)

Narrativa, pag. 279

Sinossi. Nessuno vuole Corentin, né il padre, che si è volatilizzato, né le comari, i cui pettegolezzi alimentano la vita del villaggio, né tantomeno la madre, che desidera solo sbarazzarsene. Sballottato di casa in casa, alla fine la madre lo lascia ad Augustine, una delle vecchie del paesino. Nella valle delle Foreste, territorio ostile in cui abita l’anziana bisnonna, Corentin ricomincia a vivere. Quando la continuazione degli studi lo proietta nella grande città si lascia andare senza ritegno alla baldoria permanente. Intorno a lui il mondo brucia. Il caldo non smette di inaridire la terra, i ruscelli della sua infanzia si sono prosciugati da tempo, gli alberi perdono le foglie a giugno. Qualcosa di minaccioso si sta preparando. La notte in cui tutto implode Corentin sopravvive per miracolo, nascosto nelle catacombe della città. Tornato in superficie in un mondo devastato, è solo. Guidato dalla speranza insensata di ritrovare la vecchia Augustine si incammina verso le Foreste. Una ricerca disperata, con l’ossessione di far rinascere un mondo deserto e la certezza che tutto non si ferma mai completamente.


Recensione di Alessio Balzaretti

Iniziando la recensione da amante del genere distopico, mi sono subito reso conto di quanto sia stato già metaforicamente arato questo terreno narrativo.

Migliaia di volte, sia in letteratura che nella cinematografia, sempre connessa come prolungamento di ciò che la fantasia di scrittori e scrittrici riescono a concepire, ci è stata rappresentata la fine del mondo.

Tuttavia è solo dall’inizio del diciannovesimo secolo che qualcuno ha provato ad immaginare quel momento preciso in cui tutto quello che conosciamo finisce per lasciare spazio ad un dopo imminente, totalmente sconosciuto e impossibile da esplorare senza trovarsi nei panni di un sopravvissuto.

Ovviamente, l’approccio realistico sempre più preciso ha spinto la narrativa di genere a ripetersi e le storie a somigliarsi, senza poter fantasticare nulla di troppo diverso da ciò che la scienza è riuscita da tempo ad anticipare. Questo ha fatto si che molti autori, per affrontare l’argomento, abbiano scelto un approccio indiretto, raccontando storie nella storia.

E sempre le Foreste è uno di questi romanzi, in cui l’autrice, Sandrine Collette, ci racconta di Corentin e della sua vita molto triste e travagliata, in cui un bambino non desiderato deve sopravvivere due volte, prima a due genitori totalmente inadeguati e successivamente ad un mondo che sta per morire.

Queste due tragedie vengono vissute da Corentin in maniera totalmente differente. Nel primo caso, tutto il disamore di un padre assente e di una madre che lo rifiuta, gli piombano addosso senza che lui possa capire il perchè. Nel secondo caso invece, il disastro planetario a cui partecipa, lo coglie nell’età dell’adolescenza in cui tutti ci sentiamo immortali ed estranei ai problemi che ci circondano, pronti a spiegare le ali verso un futuro che a lui sarà negato.

Quando però la cosa avviene, Corentin rimane solo e, come quasi tutti, parte alla ricerca dell’unica persona che lo abbia mai amato, la sua bisnonna.

Questo romanzo è un viaggio, non solo fisico ma anche emotivo, che lo porterà verso quel poco che è rimasto del mondo di prima. La cosa che ha devastato e bruciato il pianeta, ha distrutto anche l’anima di chi come lui è sopravvissuto.

Il futuro non esisterà più come prima e gli istinti più animaleschi avranno il sopravvento su un’umanità disorientata.

Quando tutti i tentativi di guardare ad un dopo di rinascita, sembrano frantumarsi, Corentin capisce di aver creato intorno a se qualcosa di talmente forte da essere l’unica speranza vera: una famiglia.

E sempre le Foreste è un romanzo disperato e al tempo stesso intimo, scritto con grande immedesimazione dall’autrice, che sceglie un protagonista maschile, ma una serie di figure guida femminili, splendide.

La capacità della Collette di esplorare la donna nel suo insieme, l’ha portata anche a farci digerire le parti peggiori incarnate nella madre del piccolo Corentin. Un esercizio spietato e credo non facile, ma necessario per esprimere la potenza di ciò che accadrà alla fine.

Corentin è coraggioso e debole al tempo stesso e le sue riflessioni sembrano così vicine a quelle che molti di noi potrebbero concepire in certe situazioni, che con lui, il lettore, creerà un legame quasi fraterno.

La forza dell’acciaio e la fragilità di un guscio d’uovo ma in sostanza un uomo che si illude di poter fare qualcosa in cui da solo non potrà mai riuscire.

Il testo è scorrevole, ben scritto e tradotto egregiamente. Personalmente lo consiglio tantissimo a chi ha apprezzato romanzi del calibro di La strada di Cormac Mc Carthy.

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Sandrine Collette


è nata nel 1970 a Parigi. Condivide la sua vita tra l’Università di Nanterre ei suoi cavalli nel Morvan. Ha compiuto studi di filosofia, scienze politiche e letteratura Nodi d’acciaio, il suo primo romanzo, pubblicato da Denoël nel 2013, ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico con oltre 8.000 copie vendute.