Favola per rinnegati




 Favola per rinnegati

di Alessandro Bongiorni

Mondadori 2023

Noir, pag.456

Sinossi. È una fredda sera di inizio novembre quando due ragazzi aprono il fuoco davanti a un locale alla moda di Milano, trucidando otto persone a colpi di Kalashnikov. Ad arrivare per primo sul posto è Rudi Carrera, un vicecommissario ruvido e sull’orlo dell’autodistruzione. Solo il lavoro lo tiene a galla – il lavoro e la sua squadra affiatata. È con loro che Carrera inizia a indagare sulla terribile carneficina. Tra false piste e pressanti richieste di soluzioni di comodo, Rudi intuisce che il cuore dell’indagine non è il movente della strage, ma l’arma utilizzata. Com’è possibile infatti che due ragazzi neanche ventenni, timidi e incensurati, abbiano messo le mani su un fucile d’assalto? Con l’intuito che anche i detrattori gli riconoscono e l’accanimento di chi non ha più niente da perdere, Rudi si trova a scavare nei gangli di una società avida e senza scrupoli, finendo per scoperchiare ramificazioni insospettabili.


Recensione di Salvatore Argiolas

Cosa lega il massacro degli abitanti di un villaggio afgano per impossessarsi di un quintale di eroina alla strage compiuta da due ragazzi in piazza San Marco, nel centro di Milano, per vendicarsi delle loro inibizioni nei confronti delle donne? Niente o forse tutto il male che permea il mondo contemporaneo e se guardi in un abisso, secondo il celebre pensiero di Friedrich Nietzsche, anche l’abisso ti guarda dentro.

Lo sanno bene gli uomini e le donne protagonisti di “Favola per rinnegati”, l’ottimo noir di Alessandro Bongiorni pubblicato nella prestigiosa collana “Il giallo Mondadori”, dove gli eroi non sono “tutti giovani e belli”, come dice la canzone ma sono brutti, sporchi e cattivi e forse non sono neanche degli eroi ma uomini “troppo umani”, bruciati dalla sindrome del “Burn-Out” stando troppo a contatto con il male che gli circonda.

E il mondo in cui viviamo” dice un personaggio a Rudi Carrera, il vicecommissario che indaga sulla strage di piazza San Marco.
Le cose stanno così. Niente è gratis Carrera. Se non ti sta bene, apri una merceria e mettiti a vendere bottoni alle casalinghe.”

E che la vita non sia un pranzo di gala, una festa letteraria oppure un disegno oppure un ricamo, Rudi Carrera lo sa benissimo e lo sente continuamente nelle cicatrici che ha sul corpo e sulle ferite non cicatrizzate nel suo animo, causate da un azzardo dalle conseguenze fatali.

Quando Carrera arriva in piazza San Marco e assiste alle conseguenze dell’insensato e criminale assalto ad un bar che ha causato otto morti e undici feriti, giura di trovare i colpevoli ma non immagina che la sua indagine lo porterà a fare i conti con i suoi demoni interiori, “la Grande Rabbia”, come li chiama, e a sondare in profondità il male di vivere che pervade i nostri giorni con propaggini nella lontana Somalia.

Quali sono le motivazioni che muovono due ragazzi ad armarsi di un Kalashnikov e aprire il fuoco contro la folla che cerca un momento di tranquillità?

I due sono “Incel” “emarginati, sostanzialmente. Sfigati. E’ una specie di sottoculture nata sul web, odiano le donne perché li respingono, quindi si vendicano. Sono quelli che in America fanno le stragi nelle scuole, per capirci. Qua in Italia però non avevano mai colpito. Non c’erano allerte. Hanno fatto qualche servizio in TV, per lo più a notte fonda. Roba di folklore.”

Subito dopo la sparatoria gli assassini si schiantano contro una cancellata e il caso sembra chiuso ma resta da capire come mai abbiano avuto a disposizione un’arma da guerra come l’AK-47, fucile d’assalto molto usato dai terroristi e guerriglieri ma non certo a disposizione di giovani senza nessun legame con ambienti eversivi.

La pista del Kalashnikov porta Carrera e la sua squadra a seguire ipotesi investigative che intercettano mondi oscuri di faccendieri, trafficanti d’armi, corrieri di droga, clan di rom, malavita organizzata e servizi segreti, tutti interessati a gestire e influenzare l’inchiesta nel modo più utile ai loro giochi di potere.

Sia Rudi Carrera sia i suoi colleghi sono uomini soli che lottano per trovare una qualsiasi ragione per andare avanti e non lasciarsi travolgere dal vortice dell’inquietudine che li trascina alla deriva ma la solitudine è anche comune agli altri personaggi che condividono lo stesso vuoto di prospettive.

I puntuali riferimenti a Giorgio Scerbanenco, “I ragazzi del massacro” “Milano Calibro 9 “Ugo Piazza”, proprio il protagonista del racconto e dell’eccellente film omonimo di Fernando Di Leo, svelano sia le fonti ispiratrici di questo noir dalle tinte scurissime, sia la rovente temperatura emotiva che ne costituisce uno dei tanti meriti.

Dimenticatevi la Milano da bere, la metropoli che fa da sfondo a “Favola per rinnegati” è un palcoscenico fatiscente e angoscioso, ansiogeno e cupo come i tempi che siano destinati ad attraversare.

Era stata una settimana di merda. Due quattordicenni erano morti per un’overdose di Fentanyl nel boschetto della droga di Rogoredo; un uomo aveva pestato a morte la figlia neonata della sua compagna; un imprenditore fallito aveva cercato di darsi fuoco in piazza della Scala, esasperato da uno Stato che non paga i debiti.”

E quando Rudi Carrera si prepara per andare ad un appuntamento molto, molto pericoloso per far passare il tempo legge i giornali e trova queste notizie: “Madre e figlio avevano ammazzato un amico per evitare di saldare un debito; un automobilista ubriaco aveva falciato una famiglia di cingalesi; un gruppo di bulli aveva sodomizzato con un tubo un compagno di classe”.

Favole per rinnegati” è un potente noir che, pur con qualche esagerazione, ha la visione del mondo e la qualità delle migliori opere di Massimo Carlotto e ricorda anche certe suggestioni tipiche di James Ellroy con i personaggi travolti dal destino in un mondo dove non esiste redenzione, costretti a fare a pugni ogni giorno per avere una speranza di miglioramento che si dimostrerà sempre un’irridente illusione.

Alessandro Bongiorni, segnatevi questo nome perché sarà familiare agli appassionati di noir, avendo un grande futuro come narratore delle inquietudini e delle linee di faglia del presente, che solo il genere riesce a decifrare a rendere visibili confermando l’ipotesi che il noir per gli adulti sia quello che la favola è per i bambini, ponendo l’accento sull’importanza del riconoscimento del mondo e delle dinamiche sociali.

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Alessandro Bongiorni


(Milano, 1985) dopo la laurea in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l’università IULM ne consegue una seconda, magistrale, in Televisione, Cinema e New Media. È giornalista pubblicista e ha svolto diversi lavori nel campo dei media. Ha pubblicato il suo primo romanzo, Capitale mortale, a ventiquattro anni, e a questo sono seguiti Se tu non muori. Brambilla indaga (Fadia, 2011), La sentenza della polvere (Piemme, 2014), Niente è mai acqua passata (Frassinelli, 2016), Io sono Mas. Le avventure di un cane salvatutti (Sperling & Kupfer 2016), Strani eroi (Frassinelli 2018).