Fra amore e morte




Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Alessandro Colzi

Editore: Damster

Genere: Giallo

Pagine: 180

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Una storia noir in cui ne succedono di tutti i colori, che mette in crisi i daltonici ed esalta la sete di vendetta. Un racconto pregno di calembour, con il “verbo dell’azione” che passa alternativamente dall’imperfetto al presente proprio perché il primo, come dice chiaramente il nome, non soddisfa. Figuriamoci, poi, uno dai gusti difficili come il protagonista, Axel Zilco. Un romanzo che è un caravanserraglio di situazioni borderline, struggenti, comiche e grottesche. […] Insospettabile nella figura dell’assassino che, posso già anticipare, anche questa volta, non sarà il maggiordomo”

Recensione

Leggendo il titolo il lettore si aspetta di aver davanti un semplice giallo, di quelli tranquilli, un classico, invece impatta con l’originalità dell’autore che si può ritrovare anche nella biografia, peraltro curata dallo stesso.

Protagonista della storia è Axel Zilco, anagramma o alter ego di un certo scrittore, il lettore capirà, che si ritrova in una trama rocambolesca che va dalla semplice sbornia con gli amici di sempre, un cronista di nera e il Costa, all’impatto devastante di un orrendo omicidio visto su un dvd. Si sa che gli umani sono per natura curiosi e quando Axel vede qualcosa che il suo cervello non ricollega a qualcosa di normale inizia ad indagare per conto suo.

Ma non sa che si infilerà in una storia raccapricciante, che crea al lettore lo stesso effetto di un horror anche se i protagonisti sono umani e non creature soprannaturali, ma hanno vizi ripugnanti e zero coscienza come solo una creatura senza sensibilità può avere.

In una Milano dove vagano turisti incantati e disoccupati occupati a bighellonare, gente a caccia di shopping, gente che lavora e gente al bar intenta a consumare un aperitivo, il protagonista segue un tizio sospetto, quello che aveva sollecitato la sua curiosità visto che risultava bizzarro il suo improvviso travestimento effettuato in un bagno di un locale.

Non è da tutti entrare in bagno vestito da uomo e uscire vestito da donna con tacchi annessi sui quali la camminata era incerta. Da questo momento in poi il lettore potrà seguire le indagini di Axel, aiutato da Astolfo il cronista e il Costa, che grazie ad un corso di cucina dei sensi nel quale il primo parla di vini e di atmosfere adatte a degustare cibo insieme ad uno chef, che tratta di come cucinare i cibi, riescono a sondare da vicino un noto imprenditore subdolo che era il fulcro dei loro sospetti. Un uomo che appariva viscido ed esecrabile.

Anche il lettore è d’accordo con le deduzioni dei tre amici e con loro si addentra tra pareti umide e buie dove sente i lamenti delle una vittime e in grandi saloni dove imprenditori senza scrupoli, nuovi ricchi e nobili in decadenza presenziano ad una festa nella quale i tre amici cercano di carpire più informazioni possibili.

Cosa può andare storto?

L’amore! Tanto desiderato, rincorso, citato anche in cucina dove si cucina con amore o per amore o semplicemente per sedurre, lo stesso amore può portare anche alla morte.

Tra allitterazioni e ossimori, tra umorismo nero che distende a tratti la lettura, che fa ridere anche se affronta argomenti seri come la morte o argomenti che per molti sono tabù e forte ironia, tra battute sottili e argomenti erotici e sensuali, il lettore va avanti con la storia fino a rimanere attonito di fronte alla rivelazione finale.

In questa storia l’amore è furbizia e opportunismo, effettivamente è la faccia buia dell’amore, rischia di lasciare stupito anche una persona che appare fredda e lascia sbalordito anche il lettore!

Buona lettura. 

A cura di Marianna Di Felice 

marisullealidellafantasia.blogspot.it

 

Alessandro Colzi


è caduto sulla Terra, esattamente a Milano, il 17 maggio 1974. È laureato in Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane e ha un Master in Marketing Strategico, ma nonostante l’impostazione accademica sostanzialmente “economica/finanziaria” ha sempre avuto una grande predisposizione per le materie umanistiche e la scrittura. Anche perché chi parla di economia, spesso a sproposito, lo annoia terribilmente. L’autore ha collezionato una serie infinita di amici e nemici per la pelle nel corso della sua vita milanese. È uno dei pochi uomini viventi che possa essere definito contemporaneamente un romantico ma stronzo, un cinico, ma dal cuore d’oro. Ama il vino, le donne e lavorare il meno possibile. E non necessariamente in quest’ordine. Alessandro Colzi non è mai nato. Ciò nonostante lo trovate accasciato in qualche locale milanese rigorosamente di sera. Si può dire che sia immortale. Vive un’esistenza sregolata con frequentazione di strani personaggi e scrive improbabili racconti. Probabilmente tra le due cose c’è un nesso misterioso. Se tutto questo ancora non vi basta, l’autore vi aspetta al bancone di qualche pub milanese: lui ci metterà la sua buona volontà nel farvi cambiare idea. Voi pagategli da bere.

 

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