I delitti di Genova





 

Autore: Massimo Ansaldo

Editore: Frilli

Genere: Noir

Pagine: 290 p. R.

Anno di pubblicazione: 2022

Sinossi. Il commissario di polizia Nicola Teiro abita sulle alture di Genova. Nel cortile di casa un nibbio reale ha posto il suo nido. Tra lui e il rapace nasce un rapporto ‘domestico’ pieno di mistero e continui colpi di scena. Nel frattempo, una sanguinosa rapina funesta la città. Il malvivente solitario uccide cinque persone, un fatto anomalo e inspiegabile. L’arresto di un ex terrorista e la presenza di un super testimone non convincono il commissario Teiro e l’ispettore Ester Miniati, mentre il dirigente del Ministero degli Interni Ramini, giunto appositamente da Roma, spinge per una rapida conclusione delle indagini, causa anche le imminenti elezioni politiche nazionali. Teiro e Miniati preferiscono condurre una indagine parallela, cercando di scoprire i segreti che anche le vittime sembrano nascondere. Aiutati da Vaclav, un clochard appena conosciuto e dai misteriosi messaggi che il nibbio continua a trasmettere, i due investigatori sveleranno una verità inaspettata e sorprendente.

voglio raccontare una storia vera, di quelle che accadono dentro un’esistenza che è fatta per accoglierle, come se il tempo non potesse privarsene per mandare avanti le lancette.

Recensione di Loredana Cescutti


E voi siete pronti ad accogliere questa nuova storia?

Come parlarvi di questo nuovo lavoro di Ansaldo, senza cadere nello spoiler o nella banalità di una recensione priva di spina dorsale, se non cercando di farvici entrare, nella Storia, per come mi sarà possibile, tentando il tutto per tutto.

L’indolenza di Teiro affascina, il suo renderti partecipe di una vita vissuta in modo fumoso come in un sogno ti ipnotizza, le sue riflessioni t’inquietano, il suo modo di porsi lo rende irresistibile.

Se amate i personaggi maledetti, Nicola non potete ignorarlo.

Anche perché sarà lui a non permettervelo.

Ripenso al libro e cè una parola, una sola, che sopra tutte emerge dal ricordo frenetico della mia lettura e della conclusione alla quale si giunge così, in modo imprevisto, imprevedibile, disarmato e disarmante: spiazzata!

Se riuscirò a riconquistare il valore del tempo, allora la rinascita sarà possibile.”

Ad avercelo il dono di controllare il tempo, il potere di poter ritornare nel passato, correggersi e correggere ciò che è stato sbagliato, che è andato in malo modo davanti ad una sorte artefatta che ci ha beffato, privando la preda prescelta di quell’unica possibilità.

L’unico attimo, che se corretto avrebbe fatto andare tutto in modo estremamente diverso.

Il Caso si serve sempre di qualcuno, che sceglie…”

Il Caso… gran personaggio di questa storia, il Caso.

Colui che ha fatto sì che tutto andasse come poi è andato, anche se sarebbe stato meglio che si fosse immischiato meno e si fosse fatto gli affaracci sporchi suoi.

Ma se nulla fosse andato come poi è andato, per Caso, appunto, noi ora non saremmo qui a parlare di questa storia e ciò potrebbe essere un bene, a guardarla da una certa prospettiva ma, se non ne parlassimo, non potremmo nemmeno essere qui a dire della bravura dell’autore.

“… non esistono parole adatte per coloro a cui hai rovinato la vita… Forse il silenzio era la strada meno dolorosa…”

Proprio perché non si può tornare indietro, nulla è recuperabile, nulla è ricostruibile, se non su un terreno altamente fragile, altamente scivoloso, che in modo sempre più veloce si flette verso il basso per farti sprofondare a velocità inaudita verso qualcosa, dal quale non si potrà più tornare indietro.

Il senso di colpa è spietato, ti pone di fronte a due alternative. O muori, o rinasci. In mezzo ci sta il nulla, una terra di nessuno

Questa è una storia che l’anima te la divora, dove tu percepisci legami destinati a sgretolarsi per la brutalità di ciò che nascondono, soprattutto se non sei disposto ad accettare e ad accettarti per ciò che sei stato e ciò che sei diventato e parliamo del senso di colpa, che qui non aleggia e basta, bensì qui ti si appiccica in modo fastidioso, ineliminabile, devastante, fino a fartela scoppiare la testa.

E il cuore.

Ansaldo mi ha stupita di nuovo, dopo il suo lavoro precedente “Qualcosa da tacere” di cui potete trovare la mia recensione sempre qui nel sito.

Mi ha presentato una storia, la sua storia.

Mi ha presentata ai suoi personaggi buoni e ai suoi personaggi cattivi e poi mi ha lanciato un monito: “Ora sono fatti tuoi! Veditela tu con loro.”.

E così io mi sono messa in posizione di ascolto e sono rimasta lì, dentro quest’atmosfera indolente fra thriller, giallo e noir, con anche un po’ di romance e malinconia, che mi hanno attanagliata e distratta su tutta la linea, come del resto hanno fatto loro, i personaggi.

Il tono a tratti da serie televisiva anni settanta, per il modo in cui alcuni vivevano il loro spazio e i loro momenti più preziosi e poi, di punto in bianco la serie televisiva più d’azione e adrenalina, sanguinaria, come certe scene thriller con sangue a più non posso.

Ma in mezzo a tutto questo, si nasconderà la verità, che nella sua brutalità ha voglia di farsi trovare, perché appunto la verità è una faccia della coscienza e dei sensi di colpa, che sempre di più siattorciglieranno attorno a ogni cosa, portando la distruzione dell’anima.

Mi congratulo con Massimo Ansaldo per questo nuovo romanzo, che alla fine mi ha lasciata devastata dentro per il chi, il come e soprattutto il perché, ossia il Caso.

Il maledetto Caso.

Una scrittura abile, capace e terribilmente sfrontata, che si fa beffe del lettore e lo conduce dentro l’anima delle sue pagine così nere, così inquietanti ma anche così meravigliosamente umane.

“… quando percepisci che accade una circostanza immeritata, la gioia si mischia al senso di colpa, i cui tratti sono indefiniti.”

Buona lettura!

Massimo Ansaldo


nato a Varazze (Sv) nel 1959, vive a La Spezia. Esercita la professione di avvocato con studi a Genova e La Spezia. Presidente del Centro Culturale Don Alberto Zanini della Spezia è cofondatore dell’Associazione culturale Chesterton’s cigars and spirits club della Spezia. Membro del Comitato Regionale delle Comunicazioni (Corecom) della Regione Liguria. Ha pubblicato con Leucotea i romanzi Macerie e Il segno del sale. Per Fratelli Frilli Editori ha contribuito alle antologie Tutti i sapori del noir e Tutti i luoghi del noir con i racconti Il Coltello del cuoco e I cattivi sono buoni e Compito in classe. Sempre con Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Qualcosa da tacere.

 

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