I signori del tempo




 I SIGNORI DEL TEMPO


Autore: Eva G. Sàenz de Urturi

Editore: Piemme

Traduzione: Paola Olivieri

Genere: Thriller

Pagine: 487 p., R

Anno di pubblicazione: 2022

Sinossi. Quello non era un libro… era una trappola di carta. Vitoria, Paesi Baschi, 2019.Torture e avvelenamenti, sconvolgenti riti di disumana crudeltà: il Medioevo non è mai stato così attuale. Tutto grazie a un romanzo, I signori del tempo, una grande storia epica appena pubblicata e immediatamente diventata un grande successo nelle librerie locali. Ma chi si nasconde dietro lo pseudonimo dell’autore, Diego Veilaz? Mentre il libro impazza, l’ispettore della polizia criminale Unai López de Ayala, più noto come Kraken, si ritrova a fare i conti con qualcosa che non si sarebbe mai aspettato: uno dopo l’altro, a sconvolgere la città, una serie di brutali omicidi che seguono da vicino quelli del romanzo*.* Capire chi si nasconde dietro il nome di Diego Veilaz è il primo passo, per Kraken, in un’indagine che lo porterà fino alla famigerata Torre Nograro, un castello fortificato abitato ininterrottamente per mille anni dai figli maschi della famiglia Nograro. Un luogo rimasto fuori dal tempo, che nasconde un segreto sconvolgente. Un segreto che, inaspettatamente, finirà per toccare molto da vicino l’ispettore, e sconvolgere dalle fondamenta ogni sua certezza.

“Qui finisce la tua caccia, qui comincia la mia.”


I signori del tempo

A cura di Loredana Cescutti


 Recensione di Loredana Cescutti

Kraken è un personaggio mitico ma pericoloso, che riesce ad insinuarsi dentro la tua testa e a trascinarti nel suo buio, quello fatto di mostri, di gente cattiva, di malati incontrollabili, di persone il cui unico scopo è fare male e distruggere il prossimo

È disposto a tutto pur di riuscire a salvare più vittime possibili ma.

“Il tuo mondo è molto buio: tu te lo sei scelto, ma non è il mio.”

Ma poi c’è Unai, quello semplice, che ama il nonno, che darebbe la vita per la sua famiglia allargata, quello che non farebbe mai niente che potrebbe mettere in pericolo chi gli sta attorno.

Il problema, però, sopraggiungerà nel momento in cui Kraken, e ciò che rappresenta, finirà per prendere il sopravvento, ancora una volta, sulla sua vita.

“… non volevo che i casi che affrontavamo si infiltrassero nelle nostre vite.”

Un libro dentro il libro, che diventerà IL protagonista di una grandissima storia, dove il concetto di passato si fonde con il vero presente, quello che continua a fare male, che continua a far soffrire, che ha ripreso a raccontare, che ha ricominciato a uccidere.

Una scrittura fluida che renderà altrettanto coinvolgente e sorprendente l’esperienza del lettore.

Una corsa pazza nella mente umana, quella più deviante, più disturbata, più malata, più incontrollabile.

Un viaggio nell’abisso, con l’intenzione di fare conoscenza con il mostro che cerca di attirare la nostra attenzione e che, si trasformerà ben presto in qualcosa di ben più intimo e introspettivo. Una smania incontenibile di riuscire, con l’impellenza data dalla consapevolezza che ogni minuto potrebbe essere l’ultimo a disposizione, prima di andare incontro all’inevitabile.

Kraken, Unai, Alba, Esti, e tutti gli altri, si ritroveranno a dover fare i conti con sé stessi prima che con gli altri, per capire e riconoscere le nuove priorità.

Prima che sia troppo tardi.

“… a volte siamo umani prima che poliziotti, e l’orrore è sfibrante.”

La città di Vitoria assume, ancora una volta, il ruolo di assoluta protagonista, di gran signora, di custode di segreti inenarrabili.

Una prima donna che si svelerà ai suoi fedeli prestando la voce al romanzo che racconterà di lei e dei suoi avi, di questi luoghi magici, ricchi di storia, di cultura e di tradizioni.

“… quello che siamo va al di là del sangue.”

Il passato riferirà di uno strazio di sangue senza fine ma, anche il presente, metterà l’ispettore della polizia criminale Unai López de Ayala e la sua fedele amica e braccio destro Estibaliz di fronte al peggior demonio che mai avrebbero potuto immaginare.

“Al diavolo bisogna chiedere pochi favori se non vuoi vendergli l’anima.”

Un ritmo serrato dall’inizio alla fine, una paura palpabile e un’impotenza che si respira e ti si attacca addosso. La consapevolezza che si sia messo in moto qualcosa di estremamente malato e sofisticato, difficile da riconoscere, impossibile da stanare.

Unica traccia i cadaveri che inizieranno a farsi trovare qua e là, ridotti in modo barbaro, come se l’intenzione dell’assassino fosse quella di sfidare la polizia o, piuttosto proprio lo stesso Kraken.

“… questo è ciò che sei…”

Un Kraken che ormai arranca, fatica sempre più nel convivere con un sé stesso che il buio lo attira anche senza volerlo, che ormai paga e subisce lo scotto di questa fama, costretto a piangere fin troppo per chi gli stava attorno e non c’è più. Una dipendenza, quella della caccia, che corre il rischio di portargli via anche quel poco di bello che è riuscito a guadagnare ma davanti al quale, ormai, ha la consapevolezza che sia arrivato il momento di decidere.

“Ci raccontiamo tutti delle bugie per superare quello che non riusciamo ad accettare.”

Quel momento determinato.

Bianco o nero.

Luce o buio.

Un passo alla volta, ma con il tempo contato, perché non bisogna guardarsi più indietro ma solo avanti.

Senza ripensamenti, senza rimpianti, ascoltando solo sé stessi.

“Dicono che il dolore renda disumani e che bisognerebbe prendersi cura anche di chi si prende cura del malato.”

Quel momento, mai come ora, è arrivato Unai.

È arrivato il momento di abbracciarle, le tue cicatrici.

Personaggi emotivamente ricchi, credibili, importanti.

Tradizioni, una storia, anzi LA storia di una terra molto attaccata al suo passato.

Un’autrice che ha saputo trasformarla in una trilogia completa sotto ogni punto di vista.

Per concludere, ringrazio di cuore Eva G. Sàenz de Urturi, per essere riuscita a regalarmi una lettura considerevole nella sua completezza, e a farmi percepire in modo vivido ogni singola pagina di questa fantastica trilogia. Parole su parole, che un po’ alla volta, di romanzo in romanzo, mi hanno permesso di viaggiare in terre, che mai come ora vorrei poter visitare all’istante, magari senza rilevare tracce di sangue, alla scoperta di questa meravigliosa Città Bianca.

Buona lettura!

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Eva G. Sàaenz de Urturi


Eva G. Sàaenz de Urturi: nata a Vitoria nel 1972, ha fatto il suo ingresso nel mondo della letteratura con La saga de los longevos, un vero e proprio fenomeno editoriale (autopubblicata su Amazon, è subito diventata best seller) che ha avuto grande fortuna anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia. Nel 2016 ha pubblicato Il silenzio della città bianca, il primo thriller ambientato nella città basca di Vitoria, best seller che diventerà anche un film prodotto da A3Media Films. Nel 2020, sempre con Piemme esce I riti dell’acqua, secondo capitolo della trilogia.