Il caso Mariuz




Recensione di Elvio Mac


Autore: Emilio Martini

Editore: Corbaccio

Genere: Romanzi

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. Non è un sereno ritorno quello che attende Gigi Berté dopo una vacanza in Valcamonica: Renzo Costa, un cronista di nera con cui aveva spesso avuto contrasti, viene trovato in fin di vita sulle colline intorno a Lungariva, in seguito a un pestaggio di cui non si conoscono i responsabili né le motivazioni. Berté inizia a indagare nella vita del giornalista, tra i colleghi di lavoro e i ipotesi relative a un possibile scoop su cui il Costa stava lavorando, senza tralasciare i componenti della sua famiglia, fra cui Pierino Serra, il cognato dalle frequentazioni ambigue e pericolose. Come suo solito, il commissario si impegna al massimo, ma un fatto inaspettato si presenta prepotente nella sua vita: tre lettere anonime, invadenti e minacciose. Recapitate in rapida sequenza nella cassetta della posta della casa gialla, mettono in dubbio la dinamica dell’incidente automobilistico in cui, vent’anni prima, erano rimasti uccisi i suoi genitori. Non senza fatica Berté era riuscito a lasciarsi alle spalle quel capitolo buio, ma ora ecco che si rinnova l’antico dolore, soprattutto quando l’autore delle lettere si palesa davanti a lui. Berté si trova coinvolto in una vicenda drammatica, intrecciata col proprio passato, che sconvolge i suoi ricordi e fa riemergere la figura del padre insieme con rimorsi mai sopiti. Nonostante tutto, grazie al sostegno della Marzia, porto sicuro nel mare in tempesta della sua esistenza, decide di guardarsi dentro e affrontare i suoi antichi fantasmi… anche quello che gli era costato il trasferimento a Lungariva.

RECENSIONE


Per chi conosce il personaggio, anche questa nuova avventura è uno spasso, pur non mancando i tormenti e i problemi di un uomo che tenta sempre di dominare il suo carattere fumantino. Ogni tanto in lui riemerge l’istinto brutale dell’uomo primitivo, provocando reazioni di cui poi si pente.Sono proprio queste debolezze a rendere Gigi Bertè una persona normale che ci sembra familiare.

La sua Casa Gialla, chiaramente di colore giallo, il suo cane Bernardo…indovinate che razza è?

Insomma il vicequestore aggiunto ha bisogno di certezze, di conoscere il nome esatto delle cose, forse per deformazione professionale, forse per insicurezza, visto che da un po’ di tempo vive con l’attesa della notizia del suo trasferimento a Milano, ma ai suoi capi, piace lasciarlo nell’incertezza.

Bertè cerca di essere positivo, di dimenticare momentaneamente i problemi, rifugiandosi nel suo amore per la Marzia, nella quiete della casa gialla con i suoi gatti e il cane. Ma il destino gli si mette accanitamente di traverso, basti pensare al trasferimento ingiusto a Lungariva, preceduto da unagrande delusione umana, poi la Marzia che perde il bambino, la morte del Questore Maestroni, sostenitore del suo rientro a Milano, ed ora anche lo spettro di un mistero sulla fine dei suoi genitori.

A precedere l’inizio della storia, c’è una pagina che elenca nome e ruolo dei personaggi. Questa modalità è presente in tutti i libri delle sorelle autrici e trovo che sia un dettaglio sempre utile. Anche se la trama è scorrevole e i personaggi riconoscibili, è sempre disponibile un punto di riferimento in caso di necessità.

La voce della coscienza di Bertè, amichevolmente chiamata La bastarda”, si fa sentire spesso nella sua testa, rilasciando commenti ironici ma soprattutto veri e utili al confronto tra i due pensieri contrastanti della stessa persona. Per differenziare i dialoghi, quelli della coscienza sono scritti in corsivo. Gigi Bertè è indirizzato verso una stabilità emotiva, sembra meno vulcanico del solito forse grazie alla Marzia, una donna in grado di tenerlo a bada.

La coppia di ritorno da una vacanza montana, si rituffa corpo e anima nei rispettivi lavori, la pausa è già dimenticata, tutto sembra tornato come prima Marzia a dirigere la pensione Aurora Gigi in Questura.

Nellusuale contesto, manca solo l’ispirazione di Bertè che tarda ad arrivare. Lui ha il vezzo della scrittura, anzi crede che quello avrebbe dovuto essere il suo lavoro, un inventore di storie. Si deve arrivare alla fine del libro per leggere il racconto dell’aspirante scrittore che somiglia molto ad una confessione, Bertè parla dei fatti che lo portarono a Lungariva.

Questo finale, regala anche una descrizione della vera natura di Bertè, incapace di accettare le ingiustizie, mette in discussione tutti i suoi rapporti personali quando sente di non essere nel giusto. Anche i colleghi della questura di Lungariva, sono ormai più che comparse, ognuno ha il suo ruolo e il suo carattere, dei quali Bertè non può più fare a meno, come il sovrintendente Pasquale Parodi.

La conduzione delle indagini è sempre dettagliata e lo scrupoloso Bertè non lascia nulla al caso, anche quando gli indizi sembrano puntare in un’unica direzione. Saranno proprio i particolari considerati insignificanti e trascurati dal collega Sabatini a rivelare una nuova possibilità di colpevolezza. I personaggi coinvolti sono diversi e rappresentano un’umanità eterogenea.

Se il caso del cronista aggredito viene risolto, quello della vicenda personale di Bertè resta sospeso. Questo è una buona notizia per il lettore che intravede già il seguito a questo decimo capitolo delle indagini del vicequestore.

Un personaggio irreale perché letterario, può trasformarsi in qualcosa di tangibile, è quello che succede ogni volta che leggo le avventure di questo protagonista che trovo totalmente a suo agio quando le indagini sono ambientate a Lungariva, un luogo punitivo che ora è diventato casa sua.

A cura di Elvio Mac

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Emilio Martini


è lo pseudonimo per due sorelle milanesi, Elena e Michela Martignoni. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d’inganni, Autunno rosso porpora, Il duca che non poteva amare. Sono anche autrici di  una serie di gialli che hanno per protagonista il commissario Berté (dietro cui si cela un reale vicequestore), tra cui ricordiamo Il ritorno del Marinero, La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Grand Hotel Miramare, Il mistero della gazza ladra,  Invito a Capri con delitto, e le raccolte I racconti neri del commissario Berté, Talent Show e Ciak: si uccide. Le indagini del commissario Berté.

 

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