Il codice della vendetta




Recensione di Roberto Forconi


Autore: Pasquale Ruju

Editore: Edizioni e/o

Genere: Noir

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Franco Zanna, paparazzo squattrinato e sempre in mezzo ai guai, tenta faticosamente di ricostruire il rapporto con Carla, la madre di sua figlia Valentina. Mentre l’accompagna all’aeroporto di Olbia intravede, però, una faccia tristemente conosciuta: quella di Alfio Di Girolamo. Il Catanese. Un killer al servizio del clan che lo costrinse ad abbandonare la donna della sua vita, il lavoro di reporter, perfino il suo vero nome, trasformando la sua esistenza in un inferno. Negli stessi giorni, durante un esclusivo concerto in Costa Smeralda, un furto milionario nella suite del famoso cantante scatena una serie di brutali omicidi. Il Catanese è responsabile di quei delitti? Zanna vuole scoprirlo. Ha un conto in sospeso con lui e intende saldarlo, ora che il destino li ha fatti incontrare. Ma ha poche possibilità di uscirne vivo. Solo un uomo può aiutare il nostro eroe a tenere testa a un simile assassino: l’ultimo dei banditi sardi. Il vecchio, temibile zio Gonario.

 

Recensione

La scrittura di Ruju è travolgente, ipnotica e sa trasportarti dentro il romanzo come attore sulla scena; un percorso metafilmico, un lungo storyboard che si tramuta realtà leggendo pagina dopo pagina.

Abile della sua esperienza come sceneggiatore per Dylan Dog, e Martyn Mystere, Pasquale Ruju mette su carta un racconto veloce come il vento, dolciastro e forte come il Mirto, ricco di belle donne e vendette trasversali ambientato in una decadente Sardegna fatta di locali alla deriva, party esclusivi e l’inverno suo temibile nemico.

Terzo romanzo con protagonista il fotoreporter di ormai di “terza categoria” Franco Zanna, un alias certo, ma pur sempre un uomo trasformato, circondato dal Nero assoluto che ha divorato gran parte della sua vita, tra alcol, scoop e belle donne. Già, bellissime donne fuorché il vero amore, quello che viene una volta sola nella vita.

Ha rinunciato a Carla e a sua figlia Valentina pur di proteggerle dal terribile boss Marcello Nicotra, tutto a causa di una foto sbagliata. “La terremo d’occhio, d’ora in poi. Se la rivedrai lo verremo a sapere- Se provi a dirle qualcosa le faremo qualcosa di terribile”. Una lunga agonia psicologica che ha cambiato la vita del fotoreporter per sempre. “Mai dire mai più” dice Zanna nel libro, e difatti Carla si presenta alla sua porta proprio nel momento in cui il braccio destro del boss ricompare in Sardegna.

La storia prende il volo fin dall’inizio, ma è con l’arrivo de “il catanese” che tutto volge freneticamente verso il romanzo hard-boiled, l’azione e la risoluzione finale. Non mancano quei climax che rendono il romanzo appetibile per chi cerca la sorpresa, e abilmente, Ruju anela pagina dopo pagina personaggi su personaggi, tutti fruibili al racconto e mai banali.

Nel libro troviamo il poliziotto consumato dagli anni, la donna imprenditrice mangia uomini, il killer senza scrupoli e c’è spazio pure per quella malinconia che, latente, pervade le pagine di tutto il romanzo.

Nella vita si cerca sempre il momento giusto per la rivalsa, per ricucire uno strappo pensato per essere irrecuperabile, per dire quelle parole che non si è mai avuto il coraggio di pronunciare.

Si insegue una vendetta, dapprima con foga, poi col tempo muta e diventa lenta, fredda e pungente ma inevitabile. Come ricorda Zio Gonario, latitante e zio di Zanna “la Vendetta delle essere proporzionata, prudente e progressiva; è il codice della vendetta barbaricina che rende l’uomo tutto d’un pezzo, e fa la differenza tra un uomo d’onore e un codardo.

Zanna conosce bene la disperazione e il rancore covato. Riuscirà alla fine a trovare zustisia”, oppure scivolerà di nuovo verso quel Nero che gli ha fatto da donna e madre per tutta la vita?

Un libro da leggere, divorare tutto d’un fiato che pesca nella miglior tradizione oltreoceano del Noir e si arricchisce della tradizione del romanzo italiano e del cinema di genere di serie b, senza risultare atipico, noioso, di scarsa qualità e prolisso. Pasquale Ruju affonda la sua carta migliore e non tradisce chi ha sempre apprezzato il suo modo di scrivere personaggi di qualità!

 

 

Pasquale Ruju


classe 1962, laureato in Architettura, ha lavorato in teatro, cinema, radio, televisione e nel doppiaggio, dando voce a personaggi di cartoni animati, soap e telefilm. Dal 1994 collabora con la Sergio Bonelli Editore in qualità di soggettista e sceneggiatore. Ha scritto oltre cento storie per albi di Tex, Dylan Dog, Nathan Never, Dampyr, Martin Mystère ed è autore delle miniserie Demian, Cassidy e Hellnoir. Le Edizioni E/O hanno pubblicato Un caso come gli altri, Nero di mare e Stagione di cenere.

 

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