Il colpo di tacco




Recensione di Christian Floris


Autore: Gian Carlo Fantò

Editore: BuendiaBooks

Genere: Narrativa

Pagine: 148

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

Sinossi. Matteo può contare su un gruppo di amici davvero straordinari, e poi c’è la musica a fare la differenza. Deve però fare i conti con il suo lato oscuro: “the dark side of the moon” arriva all’improvviso, fitte, malesseri, visioni oscure gli spezzano il respiro e rimettono tutto in discussione. Qualcuno gli ha detto che due parallele possono incontrarsi, prima o poi, cosasignifica? Magari è solo questione di cambiare prospettiva, di farsi trovare pronti all’appuntamento col destino, forse basta un colpo di tacco, di quelli che valgono da soli il prezzo del biglietto e strappano l’applauso perfino all’avversario. Dagli anni Settanta a un prossimo futuro, un raccontogenerazionale coinvolgente, un flusso di coscienza che è anche diario di viaggio, crocevia di estati italiane e notti indiane, di rock e di fumo, di sogni, fantasie e rispecchiamenti. E ovviamente amore. Con la consapevolezza che ogni stagione ha la sua ragion d’essere, la sua selvaggia bellezza, un principio e una fine. E che il meglio deve ancora venire

 

Recensione

Matteo condivide la passione per la musica con due dei suoi amici di sempre, Joe e Guild, in una Torino tanto signorile di giorno, quanto sfrontata e gonfia di promesse mancate la notte.

Il percorso dei tre musicisti parte dalla città piemontese, ma abbraccia un periodo di cinquant’anni in un racconto denso di canzoni, visioni del mondo (talvolta anche indotte dagli acidi) e storie amorose più o meno rock.

E’ la storia di sentimenti che si rincorrono e non si incrociano, se non come retteparallele verso un punto di fuga prospettico; sono rapporti che nascono allo stadio di San Siro, durante un concerto di Bob Marley nel quale ci si scambia le magliette e pezzi di vita in comune; diventano una sala prove condivisa, un attacco in quattro quarti, un’alchimia di melodie e intenti che attraversa gli shock petroliferi, gli anni di piombo, il riflusso degli anni Ottanta, la fretta dei Novanta e l’avvento confuso e disordinato del nuovo millennio fino al post-pandemia.

Fantò sa narrare, lo fa con senso del ritmo, con velocità (e si direbbe anche troppa, in certi momenti: i giorni a Eilat meritavano forse più spazio), portando il lettore esattamente dove vuole lui: a sbattere su un flash indotto dall’eroina ad Amsterdam o alla ricerca di se stessi sulle rotte indiane.

Tutto è annotato in stile diaristico, con giorni e anni precisi: tante polaroid che incornicianoil sodalizio di tre artisti disposti a sacrificare tutto per suonare e vivere la musica senza compromessi. Insieme su un palco illuminato dagli ox-eye o dentro a un pub a raccontarsi dell’ultima avventura con una donna. O di quella storia che, against all odds per dirla con Phil Collins, sembra essere finalmente quella buona. O ancora degli oscuri stati d’animo di Matteo che lo accompagneranno per tanti anni, fino a una pacificazione definitiva con se stesso.

Dialoghi non artefatti e ben costruiti, una trama che diventa un’unica colonna sonora coinvolgente e commovente, forse appena eccessiva nel citazionismo, ma nella quale si muovono personaggi incoerenti, antieroi per antonomasia e forse, proprio per questo, degni di essere ricordati.

Alla perenne ricerca di quel colpo di tacco che, magari, non ti fa diventare il Madjer della situazione e non ti fa alzare al cielo nessuna Coppa dei Campioni, ma che strappa un applauso convinto anzitutto a te stesso e a chi ti sta affianco. Sarà dopo i sessant’anni che il trio deciderà di abbandonare le scene e lasciarsi così, come quelli che avevano saputo trovare un’intesa irripetibile tra le loro vite.

 

 

Gian Carlo Fantò


Gian Carlo Fantò (Torino, 1959) è attore, regista e autore teatrale. Conduce un programma su RafioGrP. E’ attivo sui social e sul su blog “teatrochepassione. Il colpo di tacco è il suo romanzo d’esordio.

 

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