Il confine




Recensione di Carla Suella


Autore: Don Winslow

Traduzione: Alfredo  Colitto

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero big

Genere: Poliziesco

Pagine: 928

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Art Keller pensava che una volta scomparso Adàn Barrera avrebbe trovato pace. Si sbagliava. A prendere il posto che è stato di Adán, e prima ancora di suo zio don Miguel Angel, ci sono già Los Hijos, la terza generazione. E ora, a capo della Dea, Art si rende conto che in realtà i nemici sono dappertutto: nei campi di papavero messicani, a Wall Street, alla Casa Bianca. Gente che cerca di farlo tacere, di sbatterlo in galera, di distruggerlo. Gente che vuole ucciderlo. Con “II confine” Don Winslow tira le fila di una storia di violenza e vendetta, corruzione e giustizia, ormai divenuta leggenda. E dipinge un ritratto di straordinaria potenza dell’America d’oggi.

Recensione

Don Winslow torna in libreria con l’ultimo romanzo che conclude la trilogia iniziata nel 2005 con “Il potere del cane”, prosegue nel 2015 con “Il Cartello” e arriva fino a oggi con “Il Confine”.

Bisogna leggerla tutta per capire l’infinita guerra alla droga che si consuma al confine appunto, tra Stati Uniti e Messico. Art Keller è tornato ed è nuovamente in guerra contro tutti, tra cui la stessa Dea, il governo, i cartelli della droga messicani, e anche il presidente degli Stati Uniti.

Mentre cerca di capire se Barrera, il boss di Sinaloa, sia realmente morto, gli viene offerto di stare a capo della Drug Enforcement Agency, il più potente esercito anti-droga al mondo. Non è facile per lui tornare in campo, aveva deciso di ritirarsi e vivere in pace lontano da tutto e tutti, ma non ha alternative e dopo una lunga riflessione con la sua amata Marisol accetta. Sa però perfettamente che la pace tra i cartelli del narcotraffico è in bilico.

“Il Confine” è un libro da contenuti politici forti, già lo stesso titolo ci rimanda al muro che il presidente Trump vuole a tutti i costi erigere. Ma è chiaro che nessuna barriera può fermare il narcotraffico: i muri si scavalcano. La morte (presunta) del boss, ha provocato prevedibilmente una lotta di potere tra le nuove generazioni criminali emergenti, ma soprattutto ha dato il via a un fiume di denaro sporco, usato per corrompere le strutture governative americane, quelle ai livelli più altri. E nel mentre, sulle strade, tornano le vittime dell’eroina.

E’ un racconto rabbioso questo di Winslow e non possiamo non leggere chiari riferimenti a Trump nel personaggio di John Dennison, l’imprenditore e star della tv, che lancia una campagna per la Casa Bianca fondata sulla menzogna e sul razzismo.

Con “Il Confine” si completa il quadro di un mondo reale non troppo lontano da noi che inquieta e spaventa. Scritto con uno stile pulito, lingua scorrevole che ho sempre adorato in Winslow, le prime cento pagine sono un riassunto dei primi due romanzi e poi via, altre ottocento pagine di puro godimento che finiscono troppo presto.

E’ praticamente scontato dirvi che è un libro da leggere, anche perché noi cultori di Don lo attendevamo da anni. Per tutti gli altri, cominciate la trilogia: siete fortunati a non dover più aspettare.

 

 

Don Winslow


Don Winslow, nato a New York il  31 ottobre 1953,  è uno scrittore statunitense. Viene considerato come uno degli autori più rappresentativi del poliziesco americano contemporaneo.

 

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