Il ladro di anime




Recensione di Giulia Bocchio


Autore: Sebastian Fitzek

Traduzione: Monica Pesetti   

Editore: Einaudi

Genere: Thriller

Pagine: 325

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi. In una clinica psichiatrica immersa nella campagna innevata alle porte di Berlino si consumano le nove ore che precedono la paura. Pazienti, medici, infermieri scoprono che il Ladro di anime, il folle che da tempo terrorizza la città si trova all’interno della struttura. Di lui si conoscono soltanto i crudeli effetti provocati da un misterioso trattamento che riduce le vittime a meri involucri, e gli ambigui indovinelli che lascia dietro di sé come macabra firma. Inizia cosí una frenetica caccia al serial killer, guidata da Caspar, un ex chirurgo che ha perso la memoria in seguito a una tragedia personale e che si troverà a far fronte a qualcosa di inaspettato e terribile. Mentre il tempo scorre inesorabile nel tentativo di neutralizzare il Ladro di anime, Caspar vede riaffiorare dal subconscio pezzi della sua vita precedente, che fanno luce sulla sua identità e sul suo passato, costringendolo a uno sconvolgente viaggio negli abissi piú oscuri della propria psiche.

 

 

Recensione

Partiamo da una gelida giornata invernale, spruzziamo un po’ di neve, aggiungiamo una clinica psichiatrica, farciamo con amnesie e ipnosi e voila’ signore e signori, sono cotta a puntino!

A questo libro pare non mancare decisamente nulla, con le sue pagine che scorrono velocemente e che sostengono l’attenzione come un soufflè ben riuscito.

La vicenda si svolge interamente in una clinica psichiatrica (esclusi brevissimi flashback); i personaggi sono pochi e ben caratterizzati; anche il tempo è circoscritto a poche ore.

“Agevole” è il primo aggettivo che mi è venuto in mente al termine della lettura che, contemporaneamente alle accezioni positive appena elencate, che ti permettono di non perderti in spazi secondari, assume anche un tratto negativo al momento della risoluzione.

Ho trovato eccessivamente accelerato il momento della conclusione, a tratti confusionario e poco motivato seppur, Fitzek, continui a sorprenderci con colpi di scena ben distribuiti e mai banali. Allora perché questa fretta?

Detto questo rimane un libro che ho letto più che volentieri e che non dovrebbe mancare nella libreria degli appassionati di thriller, soprattutto in questa recentissima edizione Einaudi.

Quindi prego, accomodatevi e buon appetito!

 

A cura di

Giulia Bocchio

labocchio_libri.

 

Sebastian Fitzek


Sebastian Fitzek (1971) è autore di numerosi thriller psicologici: La terapia (2007), Il bambino (2009), Schegge (2010). Presso Einaudi ha pubblicato finora Il cacciatore di occhi (2012), Il sonnambulo (2013) e Noah (2014).”

 

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