Il lupo e l’equilibrista




Recensione di Annalisa Tomadini


Autore: Max Solinas

Editore: Garzanti

Genere: Romanzo

Pagine: 174

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi. La storia di un’amicizia singolare e senza tempo: quella tra un uomo desideroso di ritrovare sé stesso e il lupo che gli ha insegnato a guardare la realtà con occhi nuovi. Il sole inonda di luce il crinale della montagna esaltando la sua muta bellezza. Vette per molti inaccessibili, ma non per Chris, che è cresciuto scalando quelle pareti rocciose di cui conosce ogni angolo, ogni singola increspatura. Per lui la montagna è sinonimo di un equilibrio che nasce dall’accordo perfetto tra sé stesso e ciò che lo circonda. Un equilibrio che, da tempo, sente di aver perduto. Da quando sono venuti meno i suoi punti di riferimento e ha accettato un lavoro che lo costringe a tradire la sua vera natura. Eppure, qualcosa sta per cambiare. Perché Francesca, sua compagna da sempre, ha in serbo una sorpresa per lui: un lupo grigio che ha conosciuto la meschinità dell’uomo e deve ritrovare una dimensione di vita più autentica, proprio come Chris. Non appena incrocia lo sguardo del re dei boschi, nel recinto dietro casa, Chris si perde negli occhi color ambra dell’animale e si rende conto che Francesca ha ragione: forse, accomunati dallo stesso destino ancor prima di conoscersi, lui e il lupo potrebbero aiutarsi a vicenda e diventare uno la salvezza dell’altro. Così, un passo dopo l’altro, Chris insegna al lupo a fidarsi di nuovo della mano che gli offre il cibo e gli accarezza, non senza timore, il dorso peloso. A sua volta, il lupo, con movenze precise che derivano dalla legge del branco, guida il suo nuovo compagno alla riscoperta del mondo naturale, dei profumi, dei suoni e dei colori che cambiano al mutare delle stagioni. Ma c’è ancora una cosa che Chris e il lupo devono fare insieme: un viaggio lungo il sentiero che porta alla montagna. Solo salendo lassù, dove tutte le sensazioni si amplificano nel silenzio, potranno finalmente toccare il cielo da esperti equilibristi. Max Solinas, scultore noto e apprezzato, firma un esordio personalissimo nel quale si respira la sua passione per le Dolomiti, che chiama casa ed esplora in compagnia della lupa Arja, sua preziosa guida da dieci anni. Una storia schietta e sincera che ci esorta a guardare la montagna con rispetto per farne una maestra di vita, perché essa rappresenta, prima di tutto, un modo di essere e di interpretare il nostro ruolo nel mondo.

 

 

 

Recensione

Chris, il protagonista di questo romanzo, è un uomo che all’apparenza potrebbe sembrare pienamente realizzato: ha un lavoro che gli permette di vivere bene, senza troppo impegno e che nasce dalla sua grande passione per la scalata, e vive un rapporto pieno e appagante con la compagna Francesca.

Qualche pezzo importante, però, lo ha perso per strada e ora si trova in stallo, in una crisi esistenziale che lo ha portato a odiare quel lavoro pur redditizio ma soprattutto a perdere il collegamento con le sue radici e la sua natura profonda.

L’infanzia è stata per lui un luogo di benessere e amore. Pur con la mancanza importante del padre, altre figure lo hanno riempito di cose buone e importanti, prima fra tutte la mamma amatissima, con la quale ha esplorato i monti e i boschi per la prima volta e che gli ha insegnato la bellezza dell’arte.

Ma poi una serie di lutti, più o meno prevedibili ma per lui tragici e non superati, lo hanno portato a scappare da se stesso e dai suoi luoghi, a dimenticarsi parti fondamentali di sé. Nonostante continui a vivere, quando non viaggia per lavoro, nello stesso borgo di montagna in cui è cresciuto,  si sente estraneo: fugge la compagnia degli amici di sempre, non riesce più ad arrampicare sulle sue montagne, ha perso insomma ogni connessione con il luogo, con la natura e con il suo io più istintivo e profondo.

Ma la vita ha in serbo per lui una svolta. La sua compagna, che è un veterinario, al ritorno da un viaggio gli fa trovare, nel recinto fuori da casa loro, un lupo. Lo ha salvato da un circo, ma l’animale si sta lasciando morire. Anche lui ha perso la connessione, non ha più speranza. Tra questi due esseri scatterà da subito un legame che è simile a un innamoramento e porta con sé, come da copione, entusiasmo, paura, impazienza, felicità.

Nel costruire il rapporto con questo animale, Chris proverà, a piccoli passi, usando un ritmo circolare come il respiro e la vita naturale, a ritrovare i pezzi persi, a riconnettersi con il mondo che lo circonda, quel mondo che era stato profondamente suo e che aveva perso pur vivendoci in mezzo.

Un romanzo di rinascita, un libro sul riappropriarsi delle proprie parti più istintive, per riuscire a vivere pienamente.

 

 

 

 

Max Solinas


Max Solinas: nasce a Venezia nell’Ottobre del 1963. La curiosità lo porta al mondo della scultura, alla Natura in tutte le sue intime sfaccettature e all’Arte di Vivere. Frequenta corsi di disegno di nudo, ma l’imprinting decisivo glielo dà il maestro di scultura trentino Silvano Ferretti. In seguito si iscrive all’Accademia delle Belle Arti. La sua Arte rivolge l’attenzione allo studio della figura femminile e alla sua perfetta bellezza ed equilibrio, alla ricerca estrema e continua, metodica ed esasperata di linee e volumi essenziali e stilizzati. La Natura montana è la sua musa ispiratrice. Stimato ed affermato scultore, le sue opere presenti in mezzo mondo, raccontano della sua ricerca dell’essenziale. MaxSolinas è già autore dei libri: In Silenzio tra gli Alberi (Ed. Biblioteca dell’Imm.), L’Ordine della Lupa (Ed. MiMiSol), Viaggio Verticale (Ed. MiMiSol). Vive e lavora nel suo atelier nel Borgo di Cison di Valmarino in Veneto, in mezzo alla Natura alla base delle montagne più belle, le Dolomiti, da dove trae l’energia vitale e fantasiosa dai suoi prati e boschi.

 

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